[© Nina Gerlach on Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0]
Thilo Sarrazin [© Nina Gerlach on Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0]

È stato per sette anni il cassiere della città di Berlino, ma passerà alla storia per altre ragioni: Thilo Sarrazin, il politico ex-SPD che in passato ha fatto discutere per le sue posizioni razziste ed omofobe, è tornato sulle prime pagine dei giornali.

Stavolta, però, non è “colpa” sua. Sarrazin, infatti, è stato vittima di un attacco politico. Durante le prime ore di domenica, la facciata della casa dell’ex Finanzsenator è stata presa di mira da un gruppo di attivisti legati alla sinistra extraparlamentare.

I militanti, appartenenti ad un’organizzazione denominata GERD, hanno lanciato vernice rosa sulla villa del politico a Westend, utilizzando presumibilmente pistole ad acqua (ecco le foto). Sarrazin, che dormiva profondamente, non si è accorto dell’attacco ai suoi danni.

A notare l’azione vandalica sono stati infatti i poliziotti di ronda notturna nel quartiere. Secondo un documento pubblicato dal gruppo di attivisti in internet, l’attacco ha voluto prendere di mira le posizioni omofobe del 68enne sul tema della famiglia e degli omosessuali.

Il politico originario di Gera, in Turingia, aveva infatti espresso di recente il suo appoggio ad un concetto tradizionalista di famiglia; al recente convegno “Für die Zukunft der Familie”, inoltre, Sarrazin aveva ospitato la politica russa Jelena Misulina, co-autrice di una severa legge contro i gay.

Tre anni fa, nel 2010, Sarrazin aveva fatto discutere l’intero Paese con la pubblicazione del saggio “Deutschland schafft sich ab”, in cui puntava il dito contro l’immigrazione musulmana destinata, secondo lui, a «rendere la Germania un Paese meno intelligente».

Sarrazin aveva anche sostenuto, in più di una intervista, che «tutti gli ebrei condividono uno stesso gene che li rende diversi dalle altre persone».