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La Germania è uno dei Paesi peggiori per gli expat. Francoforte penultima a livello mondiale

Secondo il rapporto annuale curato da InterNations, la Germania uno dei Paesi più ostili e meno accoglienti per gli expat e Francoforte è la seconda peggiore città al mondo nella quale trasferirsi se si è stranieri. Nell’Expat City Ranking 2022, infatti, la città dell’Assia si classifica 49° su 50 nella lista nera dei luoghi in cui vivere da immigrati, più in alto soltanto di Johannesburg, in Sud Africa, mentre la Germania nel suo complesso è 42° su 52. La città più alta in classifica fra quelle tedesche è Berlino, al 31° posto. Quali sono i parametri che hanno contato di più in questa classifica? Quali gli aspetti della cultura e dell’organizzazione locale che rendono la vita difficile per gli expat in Germania?

A determinare la posizione in classifica della Germania sono stati soprattutto tre parametri fondamentali: l’accessibilità dell’alloggio (la Germania è al 47° posto) la scarsa digitalizzazione (48° posto) e infine, prevedibilmente, la lingua (49° posto).

La crisi degli alloggi colpisce anche gli expat: per il 56% è difficile trovare casa

Per il 56% degli intervistati, è estremamente difficile trovare un alloggio accessibile in Germania. Per chi vive in questo Paese da anni, ovviamente, questa non è una sorpresa: gli aumenti dei prezzi del settore immobiliare hanno colpito tutta la popolazione, il che si traduce, inevitabilmente, in un mercato immobiliare ad altissima competizione che non può che risultare svantaggioso per la maggior parte degli expat. A Berlino, la crisi degli alloggi è stata tanto forte da spingere all’indizione di un referendum popolare che ha chiesto l’esproprio delle grandi aziende private che controllano una gran parte del settore.

La barriera linguistica continua a essere un problema per molti

Imparare il tedesco è difficile, lo sappiamo. Di questo avviso sono anche il 55% degli intervistati e un 46% testimonia come sia complicato stabilirsi in Germania senza una buona conoscenza della lingua e negoziare le pratiche burocratiche necessarie. La barriera linguistica, ovviamente, colpisce diversi gruppi di expat in modo diverso e si percepisce anche in modo non uniforme nelle diverse città. Mentre Berlino è considerata una destinazione facile per chi non parla il tedesco, la maggior parte delle altre città non offrono altrettante possibilità di cavarsela con l’inglese. Francoforte, in particolare, è percepita come ostica e difficile per gli expat, stando ai pareri degli intervistati da InterNations.

expat
Francoforte

La Germania è indietro nella digitalizzazione: in fondo alla classifica per pagamenti cashless e internet veloce

Un altro dato che non sorprenderà né i tedeschi né gli expat di lungo corso è il giudizio negativo sulla digitalizzazione – un problema del quale in Germania si discute da molto tempo e che, per certi versi, ha assunto il connotato di uno stereotipo nazionale, oggetto di satira e forti critiche a ogni governo che manca di risolverlo. La Germania, infatti, si piazza al 51° posto per la possibilità di pagare senza utilizzare i contanti, caratteristica giudicata come insoddisfacente dal 27% degli intervistati. Il Paese è inoltre al 49° posto a livello globale per l’accesso a internet ad alta velocità.

La burocrazia è incomprensibile e scarsamente digitalizzata

Anche la scarsa digitalizzazione dei servizi statali è giudicata come una lacuna grave da oltre un terzo degli intervistati. La Germania, infatti, è 43° a livello globale in quanto alle opzioni di accedere per via digitale ai servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni. Del resto, anche il giudizio sulle questioni amministrative in generale è negativo: il 52% degli intervistati trova difficile la comprensione e la gestione della burocrazia e le interazioni con gli uffici locali – il che è strettamente legato all’impossibilità di accedere ad alternative digitali e che spesso documenti, permessi di soggiorno e altre pratiche devono essere richieste discusse di persona.

job center

Vita sociale e cultura lasciano a desiderare

Inoltre il 37% degli espatriati si dichiara insoddisfatto della propria vita sociale, il 28% descrive la popolazione come ostile verso gli stranieri e il 31% fatica ad abituarsi alla cultura locale. Fra gli expat in Germania intervistati per questa ricerca, il 23% non si sente ben accetto in Germania.

Gli aspetti positivi: Germania in cima alle classifiche per sicurezza sul lavoro e stipendi

In un ambito, tuttavia, la Germania arriva quasi alla top ten dell’efficienza, classificandosi al 12°: il lavoro. Nelle sottocategorie legate agli stipendi e all sicurezza, è addirittura in top 5: seconda a livello mondiale in materia di sicurezza (seconda solo all’Irlanda) e quarta in quanto a stipendi. Nel complesso il 58% degli intervistati dà una valutazione positiva del mercato del lavoro tedesco.

All’interno di questo ambito, il giudizio peggiore è quello che riguarda la cultura del lavoro, per la quale la Germania si piazza solo al 24° posto: il 34% lamenta il fatto che l’ambiente lavorativo tedesco non incoraggi la creatività o il pensiero fuori dagli schemi. Secondo InterNations, l’ambito lavorativo più comune per gli expat in Germania è quello dell’informatica (19%), seguito dalla produzione e dall’ingegneria (13%) e dalla sanità (9%).


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Questi aspetti contribuiscono senza dubbio al dignitoso 15° posto che la Germania si aggiudica in materia di qualità della vita in generale. Altrettanto buoni sono infatti i risultati in materia di sicurezza (9° posto) e ambiente e clima (13°). L’87% è soddisfatto della stabilità politica in Germania e il 90% dichiara di sentirsi al sicuro. L’81% è soddisfatto delle politiche ecologiche del governo.

Meno positivi, fra i fattori che influenzano la valutazione sulla qualità della vita, i giudizi sul trasporto pubblico, considerato poco accessibile dal 23% degli intervistati, sulle opzioni per il tempo libero (per le quali la Germania è al 38° posto) e sulla gastronomia, considerata insoddisfacente dal 17% degli intervistati. Il 63%, invece, è soddisfatto della cultura e della vita notturna: una percentuale non piccola, ma la media globale è del 67%.

Il rapporto completo è scaricabile qui.

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