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Marlene Dietrich: icona di stile e libertà sessuale, che diede dell’idiota a Hitler

Marlene Dietrich, con la sua voce sensuale e profonda, ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, della musica, della moda, dello stile e perfino del modo di concepire la femminilità. Il suo fascino androgino e la sua disinvoltura nell’indossare abiti maschili – ben prima che fosse comune farlo – hanno incantato il mondo intero, rendendola una delle star più affascinanti e influenti di Hollywood. Nata a Berlino nel 1901, Marlene Dietrich, il cui nome completo era Maria Magdalene, iniziò la sua carriera artistica come violinista, dimostrando fin da piccola un talento eccezionale per la musica. Tuttavia, il destino aveva in serbo per lei un percorso diverso, che l’avrebbe portata a diventare un’icona della settima arte – e non solo.

Marlene Dietrich
Foto pubblicitaria di Marlene Dietrich per Paramount Pictures.
Foto: Paramount Pictures, Public domain, via Wikimedia Commons

Icona del cinema

La svolta nella carriera della Dietrich avvenne quando decise di dedicarsi alla recitazione. Dopo aver recitato in diversi film tedeschi, il successo internazionale arrivò nel 1930 con il film “L’angelo azzurro” (Der blaue Engel), diretto da Josef von Sternberg. In questo film, la Dietrich interpretò il ruolo di Lola Lola, una cantante di cabaret che seduce e distrugge la vita di un professore, interpretato da Emil Jannings. La sua interpretazione fu così magnetica e convincente da renderla famosa non solo in Germania ma in tutto il mondo. E d’altra parte poteva esserci qualcosa di Marlene in quella figura enigmatica e sofisticata, considerando che proprio il rutilante mondo dei cabaret di Weimar aveva portato l’aspirante violinista classica ad abbandonare quella carriera “tradizionale” per le luci scintillanti della vita notturna berlinese.

Marlene Dietrich
Foto promozionale di Marlene Dietrich per il film “L’angelo azzurro”
Foto: Universum Film AG (UFA), Paramount Pictures, Public domain, via Wikimedia Commons

Von Sternberg la portò a Hollywood, dove insieme realizzarono una serie di film che avrebbero definito l’immagine della “femme fatale” nel cinema. Tra questi, “Marocco” (1930), “Shanghai Express” (1932) e “Venere bionda” (1932) sono considerati dei capolavori del genere. In questi film, Dietrich incarnò personaggi misteriosi e sensuali che seducevano con uno sguardo e una parola e che sfidavano le convenzioni sociali con il loro comportamento audace e indipendente.

Un fotogramma dal trailer del film “Marocco” (1930), di Josef von Sternberg.
Foto: Trailer screenshot, Public domain, via Wikimedia Commons

La sua carriera fu una delle più travolgenti dell’epoca: registrò numerosi album e la sua musica continua a essere celebrata per la sua profondità emotiva e la sua qualità senza tempo. La sua filmografia è una testimonianza della sua versatilità come attrice, con ruoli che spaziavano dal drammatico al leggero, sempre interpretati con una presenza e una raffinatezza inconfondibili e con la capacità di calamitare tutta l’attenzione dello spettatore con pochi gesti contenuti e sguardi intensi.


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“Hitler è un’idiota”

Marlene non fu solo un’icona di stile, ma anche una donna dalle forti convinzioni politiche. Convinta antinazista, durante la Seconda Guerra Mondiale si espresse apertamente contro il regime di Hitler e a favore degli Stati Uniti, il suo Paese d’adozione. La sua posizione politica era così forte che decise di diventare cittadina americana nel 1939. Del resto, per aver dichiarato in un’intervista “Hitler è un idiota” era stata già bollata come traditrice. Durante la guerra, Marlene Dietrich si esibì per le truppe americane in Europa, offrendo conforto e intrattenimento ai soldati lontani da casa e si offrì per fino per partecipare a operazioni di spionaggio a favore degli Stati Uniti. Il fatto di essere stata ripudiata dal proprio Paese non fermò l’impegno politico e umanitario di Marlene, che continuò anche dopo la fine del conflitto.

Marlene Dietrich
Marlene Dietrich con gli aviatori del 401° Gruppo Bombardieri degli Stati Uniti dopo un giro su un B-17 Flying Fortress soprannominato “Pakawalup”. La didascalia stampata sul retro di questa foto leggeva: ‘Marlene Dietrich, da tempo famosa per le sue gambe attraenti, ha intrattenuto più di 1.000 ufficiali e uomini arruolati dell’8ª base dell’aeronautica all’Hangar n. 1 il 29 settembre 1944, Miss Dietrich e la sua comitiva sono stati prelevati da Birmingham con il Boeing B-17 “Pakawalup” pilotato dal colonnello William T Seawell (2° a sinistra) e dal capitano Felix Kalinski (a sinistra) con Lawrence W Pfeiffer come navigatore.
Foto: United States Army Air Forces, Public domain, via Wikimedia Commons

Marlene Dietrich icona queer: una vita libera nonostante le convenzioni e i pregiudizi

Oltre a essere un’attrice di successo, Marlene Dietrich fu una popolare artista di night club. La sua presenza scenica era ipnotica e le sue canzoni, come “Falling in Love Again” e “Lili Marleen“, divennero indimenticabili e contribuirono a creare il suo mito. Marlene era nota per la sua capacità di affascinare il pubblico con la sua voce  – insolita per una cantante dell’epoca – e la sua presenza, creando atmosfere intime e coinvolgenti. In un’epoca di voci acute ed “educate”, la sua era graffiante, roca, bassa e avvolgente, con tratti che potevano apparire quasi maschili.

Foto per il film “Marocco” (1930), di Josef von Sternberg.
Foto: Paramount Pictures, Josef von Sternberg, Public domain, via Wikimedia Commons

Marlene Dietrich ha lasciato il segno non solo per le sue interpretazioni intense e carismatiche, ma anche per il suo look androgino e moderno. Era nota per indossare smoking, pantaloni e cappelli da uomo con una naturalezza e una disinvoltura, sfidando le rigide norme di genere dell’epoca. Il suo stile personale fu rivoluzionario e influenzò la moda e la percezione della femminilità per i decenni a venire. La vita sentimentale di Marlene Dietrich fu molto movimentata contribuì non poco al suo “mito”. Ebbe relazioni note sia con uomini che con donne, tra cui la scrittrice Mercedes de Acosta e altre celebrità dell’epoca. È anche noto il suo lunghissimo legame con Edith Piaf, altra icona dell’arte sofferta e dissoluta dell’epoca. Numerose fonti sostengono che Marlene abbia amato Edith disperatamente, ma che Piaf non abbia mai ricambiato il suo amore.

Marlene Dietrich
Foto di Marlene Dietrich dal programma della rete radiofonica NBC Monitor. Dietrich era fra i collaboratori regolari del programma radiofonico del fine settimana. Qui, in uno degli studi di produzione della NBC mentre registra i suoi segmenti.
Foto: NBC Radio, Public domain, via Wikimedia Commons

L’apertura di Marlene all’omosessualità e la sua libertà nell’esprimere la propria sessualità in generale erano rivoluzionarie in un’epoca in cui questi argomenti erano ancora considerati tabù, ben lungi dall’essere sdoganati attraverso quello che fu poi il movimento per i diritti civili. Marlene Dietrich non si nascose mai dietro le convenzioni sociali e visse la sua vita sentimentale con la stessa audacia e indipendenza che mostrava sullo schermo. Le sue relazioni furono spesso oggetto di speculazioni da parte dei media, ma Dietrich rimase impassibile nelle sue scelte, vivendo la vita alle sue condizioni.

Morì a Parigi nel 1992, all’età di 90 anni, dopo una vita vissuta intensamente e senza compromessi. La sua eredità è immensa: rimane un’icona culturale e di stile che ha influenzato generazioni di attrici, attori, stilisti e artisti. Il suo fascino che andava oltre il genere, unito a una personalità forte e anticonformista, ha contribuito a renderla una leggenda senza tempo. Marlene Dietrich è un simbolo di bellezza, libertà ed emancipazione femminile, una figura che continua a ispirare e affascinare ancora oggi.

Marlene Dietrich
Foto di Marlene Dietrich per il film “No Highway in the Sky”, noto anche come “No Highway“ (1951)
Marlene_Dietrich_in_No_Highway_(1951).jpg: Twentieth Century Foxderivative work: TonyPolar, Public domain, via Wikimedia Commons

L’influenza di Marlene Dietrich si è estesa oltre il grande schermo e al tessuto stesso della società. Le sue scelte audaci in fatto di moda e stile di vita hanno sfidato lo status quo e hanno aperto la strada alle generazioni future per esprimersi più liberamente – non di rado imitando il suo stile. È stata un’apripista in tutti i sensi, usando la sua fama per promuovere valori di tolleranza e uguaglianza. Ha infranto le barriere e sfidato le aspettative, diventando un simbolo di forza e coraggio, senza strepiti, ma con la calma forza delle sue convinzioni e della sua personalità.

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