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Lauterbach accusato di aver violato la quarantena quando aveva il Covid

Il Ministro della Sanità tedesco Karl Lauterbach (SPD) è probabilmente l’ultima persona al mondo che ci si potrebbe figurare come poco incline a rispettare le restrizioni legate alla pandemia – soprattutto considerando che proprio Lauterbach è fra i principali sostenitori della necessità di continuare a implementarle ed è responsabile di alcune delle misure più limitative dello scorso inverno. Eppure è proprio su questo che il dipartimento sanitario di Mitte ha aperto un’indagine. Karl Lauterbach, accusato di aver violato la quarantena durante il periodo in cui aveva contratto il Covid, dovrà ora dimostrare di non aver posto fine al periodo di isolamento prima dei termini stabiliti per legge e con una decisione autonoma.

PCR positivi e autotest negativi: Lauterbach ha violato la quarantena?

Sono in tutto cinque le accuse presentate contro di lui incrociando le date della sua quarantena con la sua prima partecipazione a una riunione di gabinetto dopo il contagio.


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A riportare la storia è stato inizialmente il quotidiano Die Welt, secondo il quale Lauterbach risulterebbe essersi messo in quarantena il 4 agosto, dopo un autotest positivo. Cinque giorni dopo, il 9 agosto, il ministro ha pubblicato su Twitter una foto di quattro test con gradi di positività sempre minori. Quando altri tre autotest sono risultati negativi, il 10 agosto il Ministro ha partecipato a una riunione di gabinetto. Il giorno prima, però, Lauterbach aveva effettuato un test PCR, che, sempre secondo Die Welt, era risultato positivo. Diverse persone lo avevano quindi accusato di aver violato i termini della quarantena. Secondo Die Welt, tuttavia, la violazione non sussisterebbe perché il ministro era privo di sintomi da più di due giorni e perché il test PCR era sì positivo, ma con una carica virale bassa.

L’ordinanza attualmente in vigore a Berlino, dove Lauterbach ha trascorso la quarantena, prevede, in caso di test PCR positivo, una quarantena da terminare non prima di cinque giorni dal test e solo a condizione che la persona sia stata priva di sintomi per 48 ore e presenti un test rapido negativo eseguito da un centro qualificato (quindi non un autotest).

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