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Karl Friedrich Schinkel: l’architetto che cambiò il volto di Berlino

Quando si studia l’architettura di Berlino, è impossibile non imbattersi ripetutamente nel nome di Karl Friedrich Schinkel, esponente di spicco dello stile architettonico che più ha influenzato la capitale tedesca: il neoclassicismo. L’estetica dominante del XIX secolo aspirava a distaccarsi dai pesanti florilegi del barocco, ricercando piuttosto elementi caratteristici dell’antichità classica, come colonne, cupole e frontoni senza fronzoli.
Non a caso, lo splendido colonnato anteriore dell’Altes Museum è considerato uno dei capolavori di Schinkel e forse l’espressione più matura e completa della sua arte.

Il primo lavoro di Schinkel a Berlino possiamo trovarlo, inaspettatamente, in un contesto marcatamente barocco: il giardino dello Schloß Charlottenburg. L’architetto fu infatti chiamato a realizzare il mausoleo commissionato dalla regina Luise: una piccola ed elegante costruzione che risulta decisamente austera, se accostata allo sfarzo del vicino palazzo.

Il vero successo, per Schinkel, arrivò nel 1818, con la costruzione della Neue Wache – l’edificio su Unter den Linden che doveva servire da sede per la guardia dell’esercito reale, e che oggi è un memoriale contro le guerre, contenente una toccante scultura di Käthe Kollowitz.

Schinkel altes museum
Altes Museum

Pochissimi architetti hanno influenzato in modo marcato l’aspetto di una città come Schinkel ha fatto con Berlino. Il classicismo prussiano reca la sua impronta indelebile nella scuola che porta il suo nome (la Schinkelschule), e che si caratterizza per un’eleganza sobria ed essenziale, che riprende la grazia dell’architettura classica, contaminata di influenze rinascimentali italiane, ma temperata da un pragmatismo squisitamente teutonico.

L’architettura italiana ebbe un ruolo determinante nella formazione del gusto di Schinkel, che, nei primissimi anni del XIX secolo, esplorò il nostro paese da nord a sud, appassionandosi tanto ai capolavori dell’architettura classica romana quanto alle costruzioni medievali e rinascimentali e all’edilizia rurale. Abbagliato da Venezia e da Napoli, portò con sé il gusto monumentale della prima e l’opulenza della seconda: caratteristiche che filtrarono nello stile della sua maturità, aiutandolo a distinguersi dalla maggior parte dei suoi contemporanei e a sviluppare uno stile immediatamente riconoscibile.


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Schinkel, tuttavia, non rimase sempre fedele agli stilemi neoclassici. A influenzarlo furono anche le istanze prorompenti del romanticismo e il ritorno del nuovo stile gotico, che ebbe modo di studiare nel corso dei suoi viaggi in Inghilterra. Ad affascinarlo, nella sua esplorazione del Regno Unito, furono soprattutto i cambiamenti che la rivoluzione industriale stava portando nei paesaggi urbani. Questa passione per il gotico è evidente soprattutto nell’opera pittorica di Schinkel, più che nei progetti architettonici effettivamente realizzati, i quali risentivano comunque delle necessità espressive e pratiche della committenza.

Karl Friedrich Schinkel Chiesa Gotica su una roccia sul mare Alte Nationalgalerie
Karl Friedrich Schinkel: Chiesa Gotica su una Roccia sul Mare Karl Friedrich Schinkel, Public domain, via Wikimedia Commons

Anche nelle sue esplorazioni ipotetiche, tuttavia, Schinkel precorse gli sviluppi dell’architettura tedesca che, di lì a poco, avrebbe incorporato generosamente le influenze dello stile neogotico.

Dopo la morte di Schinkel, avvenuta nel 1841, i suoi numerosi discepoli mantennero viva la sua eredità. Fra i più noti c’è senz’altro Friedrich August Stüler, che progettò sia il Neues Museum che la Alte Nationalgalerie sull’Isola dei musei.

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