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“Diritto o barbarie” di Cinzia Sciuto: presentazione a Berlino

Il diritto internazionale è uno dei temi più caldi del dibattito pubblico degli ultimi anni: è in crisi o rappresenta davvero un faro che possiamo seguire? Nel suo ultimo libro “Diritto o barbarie”, pubblicato da Feltrinelli, la direttrice di Micromega Cinzia Sciuto propone di rovesciare la formulazione del problema e di chiedersi piuttosto che cosa ne sia stato della nostra volontà di tutelarlo.

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Il diritto internazionale è in crisi o abbiamo smesso di difenderlo?

Il libro riguarda muove dalla questione dell’attribuzione di una responsabilità: possiamo dire che il diritto internazionale ha fallito? O non sono piuttosto le persone e le istituzioni umane a fallire, nello specifico quelle che tale diritto dovrebbero difenderlo? Sciuto assume questa inversione come chiave per interpretare i primi venticinque anni del secolo e del millennio.

La sua analisi attraversa la lunga serie di guerre che sono seguite all’11 settembre, per arrivare ai conflitti più recenti, ovvero l’invasione russa dell’Ucraina e la distruzione di Gaza. Si chiude con il ritorno di Donald Trump e con la sua idea di potere, un potere che l’autrice definisce apertamente sovranista e neoimperiale.

Quello che emerge è il racconto di uno sgretolamento graduale delle norme. Se, infatti, una potenza rivendica per sé un’eccezione alla norma, la norma stessa inevitabilmente si indebolisce per ogni altro soggetto. Ovvero, ciò che non vale per tutti finisce per non valere per nessuno. Un ordinamento giuridico non regge, sostiene Sciuto, quando le regole valgono senza eccezioni contro i nemici, ma vengono sospese per gli alleati.

Il diritto, però, è il solo strumento che abbiamo per sottrarre i rapporti tra Stati alla logica della vendetta, della deterrenza permanente e della superiorità militare ed è per questo che lo abbiamo sviluppato. Se, però, ogni Stato torna alle vecchie logiche di potere e di risposta, è evidente che non si possa più sperare in una pace duratura.

L’importanza delle istituzioni

Sciuto riconosce che gli organismi internazionali sono fragili, spesso impotenti e bisognosi di riforme profonde, ma sottolinea come tale debolezza non vada confusa con la dispensabilità. Se mai, argomenta, è questa la dimostrazione di quanto sia urgente costruirne di più solidi e democratici, capaci di vincolare davvero chi detiene il potere.

L’autrice

Cinzia Sciuto dirige la rivista “MicroMega” e insegna Filosofia politica al Mediacampus di Francoforte. È anche direttrice scientifica delle Giornate della laicità di Reggio Emilia, collabora con alcune testate giornalistiche tedesche e figura tra i conduttori di Prima Pagina su Radio3.

Per Feltrinelli aveva già pubblicato, nel 2018, “Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo”.

Diritto o Barbarie: la presentazione a Berlino

Il libro sarà presentato a Berlino il 21 novembre 2026, con un incontro al Metis Books and Café, in Gleimstraße 21, 10437. Le porte aprono alle 17:00 e la presentazione comincia alle 17:30.

A condurre la conversazione con l’autrice sarà Rosanna Pugliese, corrispondente ANSA a Berlino. L’incontro si svolge in italiano.

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