Merz: “La Germania diventerà la nazione dell’IA entro il 2030”
La Germania ha un problema cronico di digitalizzazione, che ha occupato ormai numerosi governi e che non è mai stato risolto. Da un lato c’è un problema di infrastruttura, dall’altro una certa reticenza a lasciare andare protocolli e abitudini del passato. Per darne un’idea, basta citare il fatto che la Deutsche Bank ha abbandonato ufficialmente la comunicazione via fax nel 2024. Anche per questo, quando il cancelliere Friedrich Merz (CDU), in occasione del vertice sul digitale che il governo tedesco ha tenuto a Berlino a inizio novembre, ha dichiarato che entro il 2030 la Germania dovrà diventare la “nazione dell’Intelligenza Artificiale”, le reazioni dell’opinione pubblica sono state piuttosto scettiche. Per realizzare questo progetto, infatti, il Paese dovrebbe prima colmare il divario rispetto alle altre nazioni che sono più avanzate in generale dal punto di vista tecnologico e poi puntare nello specifico sull’IA.
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Un nuovo piano strategico dal Consiglio economico della CDU
Il Consiglio economico della CDU ha chiesto al governo un piano strategico per la diffusione capillare dell’IA in Germania. La richiesta è contenuta nel documento “Germania 2030 – Verso una nazione dell’IA” e che è la base dalla quale muovono le ultime dichiarazioni di Merz sul tema.
Wolfgang Steiger, segretario generale del Consiglio economico, ritiene che la Germania abbia il potenziale per assumere un ruolo di primo piano, a patto di mettere in piedi un’infrastruttura energetica e digitale efficiente e condizioni quadro competitive, in particolare per le piccole e medie imprese. Le premesse, insomma, sono tutt’altro che semplici. Alla politica spetterebbe dunque il compito di facilitare gli investimenti e di rimuovere gli ostacoli superflui, purché sempre nell’ambito delle regolamentazioni europee.
La Germania può davvero diventare la nazione dell’Intelligenza Artificiale?
Secondo Merz, il governo intende favorire prima di tutto lo sviluppo di modelli di IA utilizzabili in ambito industriale, a sostegno della competitività delle imprese, per poi incentivare la ricerca sui modelli del futuro, come l’IA fisica.
Importantissimo sarebbe ridurre la dipendenza tecnologica dai grandi gruppi statunitensi e cinesi e, a questo scopo, Merz punta sulla cooperazione internazionale con partner fidati, come Francia e Canada, per condividere conoscenze e diversificare le catene di approvvigionamento. Le previsioni del cancelliere siano interamente ottimistiche su questo punto: secondo Merz l’IA modificherà aumenterà la produttività in ambito lavorativo. I rischi, sostiene, esistono, ma non bisogna temerli, perché “Se rifiutiamo questa tecnologia, il declino è inevitabile”. Merz ha comunque precisato che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale deve tenere conto dei valori umani e si è espresso per una politica tecnologica attuata “in armonia con i nostri valori e i nostri interessi di sicurezza”.




