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La guerra in Iran è contraria al diritto internazionale, lo dicono gli esperti del Bundestag

I servizi scientifici del Bundestag hanno prodotto una perizia, diffusa da diversi media tedeschi nella giornata di lunedì, nella quale si qualificano gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran come contrari al diritto internazionale. Secondo i ricercatori, tali operazioni militari si pongono in conflitto con il divieto di ricorso alla forza sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, in quanto non trovano copertura né nel diritto di autodifesa né in un’autorizzazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Washington e Gerusalemme avevano motivato le proprie azioni proprio invocando il diritto all’autodifesa, richiamandosi tra l’altro alla minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano.

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I servizi scientifici del Bundestag contano circa settanta collaboratori con il mandato di fornire ai deputati, su richiesta, informazioni obiettive e politicamente neutrali. Le loro perizie non esprimono la posizione del Parlamento nel suo complesso. Il documento in questione è stato commissionato da deputati del gruppo parlamentare di Die Linke.

Se la guerra in Iran è contraria al diritto internazionale, che ruolo hanno le basi militari USA in Germania?

Parte rilevante dell’analisi riguarda il possibile ruolo della Germania. Gli esperti hanno esaminato se l’utilizzo delle basi militari statunitensi sul territorio tedesco per condurre operazioni contro l’Iran possa configurare una forma di favoreggiamento. La conclusione è che tale ipotesi non sia da escludere, subordinatamente alle circostanze concrete dell’utilizzo delle strutture.

A sostegno di questa lettura, il documento richiama una precedente perizia relativa alla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, nella quale la semplice messa a disposizione del territorio bielorusso era stata ritenuta sufficiente a integrare il favoreggiamento.

La Spagna, per esempio, ha già vietato agli Stati Uniti l’utilizzo di due basi militari in Andalusia per attività connesse al conflitto con l’Iran. Il governo tedesco, al contrario, non ha adottato misure analoghe riguardo alle basi aeree di Ramstein e Spangdahlem, entrambe in Renania-Palatinato. Resta per ora indeterminato in quale misura quegli impianti vengano effettivamente impiegati nell’ambito delle operazioni belliche.

La posizione del governo tedesco

Il governo federale non ha ancora prodotto una valutazione giuridica ufficiale del conflitto sul piano del diritto internazionale. Tuttavia, all’interno della coalizione di governo, il gruppo parlamentare SPD ha già classificato gli attacchi come illeciti. Anche il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier si è espresso in tal senso nel corso della settimana, definendo la guerra contraria al diritto internazionale.

Le dichiarazioni di Steinmeier hanno suscitato reazioni critiche. Il presidente della Società Tedesco-Israeliana, Volker Beck, ha contestato duramente le parole del capo dello Stato, giudicandole gravemente inappropriate alla luce dei pericoli per la sicurezza che provengono dal regime iraniano.

Qualora venisse accertata una responsabilità statale per azioni in violazione del diritto internazionale, gli esperti indicano come strumenti di riparazione praticabili il risarcimento finanziario, il riconoscimento formale della violazione, una dichiarazione di rammarico oppure scuse ufficiali.

Il portavoce per la politica di difesa di Die Linke al Bundestag Ulrich Thoden ha chiesto al cancelliere Friedrich Merz (CDU) di interrompere quella che ha definito una linea di rassicurazioni evasive. Thoden ha esortato il governo a revocare qualsiasi forma di sostegno agli Stati Uniti.

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