Attualità

Un Erasmus per prevenire i femminicidi: una proposta concreta

di Giuseppe Tizza

Di fronte al dramma dei femminicidi non possiamo limitarci a intervenire quando la violenza è già esplosa. Le leggi sono indispensabili, le pene sono necessarie e la protezione delle donne a rischio deve essere garantita.

Ma se vogliamo veramente ridurre il numero dei femminicidi dobbiamo intervenire prima e il luogo nel quale possiamo farlo in modo più efficace è quello in cui si formano le nuove generazioni: la scuola.

E se l’Erasmus diventasse uno strumento contro i femminicidi?

Per questo propongo la creazione di un programma europeo Erasmus specificamente dedicato alla prevenzione della violenza di genere e dei femminicidi.

Non un Erasmus aggiuntivo basato semplicemente sul viaggio e sull’esperienza culturale, ma un vero Erasmus della prevenzione, nel quale ragazze e ragazzi di diversi Paesi europei possano conoscersi e lavorare insieme sui temi del rispetto, della libertà personale, del consenso, della gestione dei conflitti e delle relazioni affettive.

Perché in Erasmus? Perché la violenza contro le donne non è un problema esclusivamente italiano. È un problema europeo. E proprio per questo può essere affrontato anche attraverso una dimensione internazionale.

Un ragazzo italiano che incontra ragazzi tedeschi, francesi, spagnoli, polacchi o finlandesi scoprirà che culture diverse possono avere modi differenti di vivere le relazioni, ma condividono gli stessi valori fondamentali, come la dignità della persona, la libertà, il rispetto e l’uguaglianza. E l’Europa potrebbe trasformare questa esperienza in uno straordinario strumento educativo.

Agire prima, non dopo. E agire in modo educativo

Non dobbiamo quindi aspettare che si verifichi un femminicidio e la prevenzione non deve cominciare quando una donna denuncia il proprio aggressore, ma molto prima.

Deve cominciare quando i ragazzi imparano a riconoscere la differenza tra amore e possesso, tra gelosia e controllo, tra conflitto e violenza. Deve cominciare quando imparano che un “no” è un no. Deve cominciare quando comprendono che nessuno può considerare un’altra persona una propria proprietà. E deve cominciare anche insegnando ai ragazzi a riconoscere i primi segnali di una relazione violenta.

Un progetto europeo concreto

Il programma potrebbe prevedere incontri internazionali tra studenti, laboratori nelle scuole, attività teatrali, discussioni, produzione di video e campagne realizzate direttamente dai giovani.

Ogni gruppo internazionale potrebbe lavorare su una domanda fondamentale: “Come possiamo impedire che una relazione basata sull’amore si trasformi in una relazione basata sul possesso e sulla violenza?”.

Da semplici destinatari di una campagna di sensibilizzazione, i ragazzi diventerebbero invece, in questo caso, veri e propri protagonisti della prevenzione e potrebbero elaborare insieme materiali, raccontare esperienze, confrontare le diverse culture europee e proporre soluzioni.

Un Erasmus che lascia qualcosa

Alla fine dello scambio non dovrebbe rimanere soltanto il ricordo di un viaggio, ma anche una serie di “competenze”: la capacità di riconoscere una relazione pericolosa, di chiedere aiuto, di rispettare l’altra persona e di intervenire quando si assiste a un comportamento violento.

E soprattutto dovrebbe restare la consapevolezza che la violenza contro le donne non è una questione privata, ma una responsabilità collettiva.

La proposta al Parlamento italiano

Il Parlamento italiano potrebbe farsi promotore presso le istituzioni europee di una proposta per inserire, nell’ambito di Erasmus+, una linea specificamente dedicata alla prevenzione della violenza di genere e dei femminicidi attraverso la mobilità e l’educazione dei giovani.

Del resto, non si tratta di inventare da zero qualcosa che l’Europa non conosce. Erasmus+ finanzia già progetti che affrontano la violenza di genere, gli stereotipi, il consenso e la prevenzione tra i giovani.

La proposta sarebbe quindi quella di fare un passo ulteriore: trasformare tante esperienze separate in una vera strategia europea permanente, investendo nelle generazioni future.

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