“Rischiamo la dittatura tecnologica”: il BSW attacca le big tech e propone di mettere l’IA sotto controllo
Il BSW ha elaborato una proposta in otto punti per regolamentare l’intelligenza artificiale, considerata dal partito potenzialmente rischiosa nei termini di una possibile “dittatura tecnologica” di lungo periodo.
Tra i provvedimenti ipotizzati c’è l’introduzione di una revisione tecnica obbligatoria per gli algoritmi e l’esclusione di Palantir dalle decisioni o iniziative delle autorità di sicurezza.
La “dittatura tecnologica” dei miliardari: l’allarme del BSW
Il leader del partito, Fabio De Masi, accusa senza mezzi termini le big tech di aver raggiunto uno strapotere tale da mettere a rischio addirittura la democrazia. In questo senso il documento del BSW sottolinea la necessità di scongiurare il rischio che pochi miliardari possano acquisire il controllo totale di dati e infrastrutture legate all’IA e quindi, in ultima istanza, delle fonti dell’informazione globale.
La prima forma di tutela proposta dall’Alleanza Sahara Wagenknecht consiste in un maggiore controllo statale. Le grandi aziende tecnologiche dovrebbero cioè rendere accessibili alle autorità di vigilanza i loro algoritmi attraverso il “KI-TÜV”, una sorta di revisione tecnica dell’IA. Alcune tecniche di manipolazione dovrebbero inoltre essere vietate.
Si propone inoltre quello che di fatto è un consistente “stop” a Palantir, e cioè che l’elaborazione dei dati sensibili utilizzati da esercito, polizia, giustizia e sicurezza informatica passi sotto controllo pubblico. Il BSW ritiene infatti che l’attività delle autorità di sicurezza dello Stato, a tutti i livelli, si leghi a sistemi open source verificabili e non a una “black box” proveniente dall’estero, come sottolineato da Ralph Suikat, vicepresidente del partito ed esperto di IA del partito.
Attualmente, in Germania, Palantir non è utilizzato dall’esercito federale, che ha deciso di non avvalersene, ma è comunque usato dalle autorità di polizia di quattro Länder: Baviera, Assia, Baden-Württemberg e Nord Reno-Westfalia.
Data center pubblici e meno potere alle Big Tech
Ulteriori proposte del BSW è che in Europa i data center siano pubblici e statali, che si incentivino i più sostenibili con tariffe agevolate, ma se ne limiti l’attività in caso di carenze elettriche. Si propongono inoltre tasse sugli extraprofitti, regole antitrust più rigide ed estensione ai fornitori di IA del DMA (Digital Markets Act), una legge dell’UE che impone regole più severe alle grandi piattaforme digitali.
In casi eccezionali, inoltre, dovrebbe poter essere possibile rendere proprietà comune le aziende considerate di importanza sistemica sulla base dell’articolo 15 della Costituzione tedesca, escludendo tuttavia qualunque partecipazione statale ai profitti (se lo Stato guadagnasse dalle aziende che controlla, potrebbe venire meno l’imparzialità e anche il rigore del controllo stesso).
Il partito di Sahra Wagenknecht combatte anche contro l’eccesso di profilazione e sostiene che le persone non possano essere costrette a pagare per evitare di rendere disponibili i loro dati. Propone inoltre di vietare la combinazione di dati provenienti da diversi ambiti della vita degli utenti allo scopo di evitare che possa divenire strumento per influenzare o discriminare le persone. Specie considerando che la succitata minoranza di miliardari della tecnologia decide già cosa guardino o non guardino milioni di persone.
Dai dati alle armi: l’ultimo fronte dell’IA
L’ultimo punto del documento riguarda le armi e propone il divieto per la Germania di partecipare in alcun modo a sistemi d’arma autonomi e letali. In questo senso il BSW auspica anche un divieto generale da parte delle Nazioni Unite.




