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Berlino, club in crisi economica… anche perché si beve meno alcol

La cultura dei club berlinesi continua a essere vivace e fin troppo nota, ma dal punto di vista economico il circuito starebbe affrontando una crisi dovuta anche al diminuito consumo di alcol.

A rivelarlo è lo studio “Clubkultur Berlin 2026”, condotto dalla Clubcommission su incarico dell’amministrazione per l’economia, energia e imprese del senato di Berlino e riportato dal quotidiano BZ. Lo studio è stato realizzato attraverso un sondaggio condotto nei mesi di marzo e aprile tra club, collettivi indipendenti, organizzatori di eventi e altri operatori culturali selezionati.

Meno alcol nei club di Berlino, che compensano con un aumento degli ingressi

A quanto pare, attualmente il pubblico frequenterebbe i locali in modo diverso rispetto al passato, trattenendosi meno all’interno dei club e consumendo meno alcol.

Questo cambiamento ha imposto una modifica dei costi dei biglietti. Considerando che la vendita di alcol non rappresenta più la principale fonte di ricavo, infatti, si è reso necessario compensare le perdite con l’aumento del prezzo degli ingressi. E tutto questo è ampiamente dimostrato dai dati disponibili.

Costi di gestione in aumento

La Clubcommission spiega che nel 2017 circa il 60% delle entrate arrivava dalla ristorazione e dalla consumazione di bevande, mentre gli ingressi rappresentavano il 21%. Oggi la situazione è cambiata: il 59% dei ricavi deriva infatti dalla vendita biglietti, diventati la principale fonte di guadagno per i locali.

Nel frattempo sono aumentati anche i costi di gestione. Il 64% dei club indica le spese per il personale come il principale fattore di pressione economica, mentre il 62% cita anche i costi operativi e il 60% il calo del potere d’acquisto del pubblico.

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Club storici chiusi e nuovi spazi in arrivo

Anche il problema degli spazi disponibili resta centrale, per il settore. Negli ultimi anni hanno chiuso alcuni locali storici di Berlino, come Watergate, SchwuZ e Mensch Meier, sebbene siano nati, al tempo stesso, nuovi spazi e modelli alternativi.

In generale dal 2020, anno della pandemia, ben 24 luoghi dedicati alla club culture hanno cessato l’attività, mentre circa 25 nuove realtà sono comparse nella scena berlinese.

La sostenibilità economica resta una sfida

Nonostante i dancefloor continuino a essere affollati e nonostante a prima vista a Berlino non si respiri affatto un’atmosfera di crisi nel settore, i conti sostenuti dai proprietari oscillano sempre verso l’altro e in alcuni casi creano situazioni di vera e propria crisi. Attualmente, infatti, solo il 61% dei club riesce a coprire interamente le spese, mentre nel 2017 la quota era del 79%.

Secondo la Clubcommission servono interventi strutturali da parte del Land Berlino per sostenere il circuito. Tra le richieste ci sono la disponibilità di edifici pubblici da destinare ai locali, finanziamenti più stabili e permanenti invece che legati a singoli progetti e il riconoscimento dei club come luoghi culturali, a livello sia regionale che federale.

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