AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Germania: solo 530 reclute dopo l’invio dei questionari per l’esercito

In Germania e, di riflesso, in Europa, si è parlato moltissimo dei quasi 300.000 questionari inviati dal Ministero della Difesa a tutti i diciottenni e le diciottenni del Paese, per testare la loro disponibilità, a servire nelle forze armate. Dopo una fase iniziale in cui sembrava che molti giovani stessero snobbando del tutto la potenziale chiamata al servizio militare volontario, nonostante l’obbligo per i maschi di rispondere in un senso o nell’altro, l’iniziativa si è attestata su un tasso di risposta maschile vicino al 96% e uno di risposta femminile di appena il 4% (per le ragazze non è obbligatorio rispondere), ma quanti di coloro che hanno risposto sono davvero disposti a entrare nella Bundeswehr? Le potenziali reclute sono pochissime: poco più di 530 giovani disposti ad arruolarsi nell’esercito tedesco, secondo i primi dati ufficiali pubblicati giovedì scorso. 

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Nonostante i commenti ufficiali parlino di risultati “positivi e negativi”, è palese come questo risultato sia chiaramente inferiore rispetto agli obiettivi che il Ministro della Difesa Boris Pistorius (SPD) aveva individuato per le forze armate e come, di questo passo, si profili come quasi inevitabile il ritorno alla coscrizione obbligatoria. Il che, presumibilmente, farebbe crollare definitivamente a picco il tasso di popolarità di un esecutivo che è già fra i più impopolari della storia della Germania post-bellica. 

Pochissime nuove reclute per l’esercito tedesco: a frenare la corsa al riarmo della Germania sono i giovani tedeschi

Dal totale dei questionari elaborati, sono state effettuate circa 1.500 visite di leva o valutazioni e altre 600 sono attualmente in programma. Tra i giovani uomini, oltre uno su cinque ha espresso interesse per il servizio militare, ma non subito. Molte di queste potenziali reclute non risultano infatti immediatamente disponibili a entrare nell’esercito, perché ancora impegnate in percorsi scolastici di formazione almeno per uno o due anni. Restano 530 reclute reali, nella prima fase di una campagna il cui obiettivo era espandere l’organico dell’esercito dagli attuali 184.000 soldati in servizio attivo a una cifra compresa tra 255.000 e 270.000 entro il 2035. 

La legge fissa per ogni anno una fascia di obiettivi relativa ai nuovi reclutamenti e, anche se non sono pubbliche le modalità e i tempi di verifica del raggiungimento di tali traguardi, appare evidente che, a questo ritmo, le cifre ipotizzate dal ministero non siano neppure lontanamente pensabili. E l’elefante nella stanza è proprio ciò che succederà, inevitabilmente, quando si dovrà prendere atto del mancato raggiungimento degli obiettivi. Qualora i target non venissero centrati, la normativa prevede la possibilità di introdurre il servizio militare obbligatorio.

Gli unici dati che il Ministero della Difesa trova incoraggianti sono quelli sul reclutamento ordinario: per il 2026 sono attesi circa 10.000 candidati nell’ambito del nuovo servizio militare, circa l’8% in più rispetto all’anno precedente. Le candidature spontanee nell’anno in corso sono state circa 38.500, quasi un quarto in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le assunzioni effettive sono cresciute del 13%, raggiungendo quota 11.000. Non è difficile vedere, tuttavia, come il gap fra l’organico effettivo dell’esercito e gli obiettivi del Ministero sia ancora nell’ordine delle svariate decine di migliaia di unità. 

Verso il servizio militare obbligatorio in Germania?

Il presidente della commissione difesa del Bundestag Thomas Röwekamp (CDU) ha commentato i dati in un’anteprima diffusa giovedì dal Redaktionsnetzwerk Deutschland. A suo avviso, non si può escludere un ritorno al servizio militare obbligatorio. “I riscontri finora pervenuti dal questionario sul nuovo servizio militare presentano aspetti positivi e negativi”, ha dichiarato.

Di positivo, però, Röwekamp non ha potuto citare che l’elevata partecipazione dei giovani uomini interpellati, partecipazione fortemente motivata dall’obbligo di legge e dalla pena della sanzione amministrativa (lo dimostra il fatto che la percentuale di donne che hanno risposto al questionario è irrisoria).

E, d’altra parte Röwekamp, non nasconde che la variabile decisiva per decidere se lo Stato tedesco debba ricominciare a trascinare in caserma anche i giovani che non ci vogliono andare non è la disponibilità teorica espressa nei questionari, ma il numero concreto di truppe operative. Ha indicato la necessità di aumentare del 50% i soldati a tempo determinato e di carriera, e di portare il numero delle reclute a più del triplo dell’organico attuale. A determinare questi obblighi sono gli impegni che la Germania ha assunto nell’ambito della NATO e che pesano come pochi altri nelle scelte di spesa di questo governo. Per la decisione sulla leva obbligatoria, ha dichiarato, il governo si prenderà ancora un po’ di tempo, almeno fino al prossimo anno, ma, se i criteri restano questi, è difficile immaginare un altro corso d’azione.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio