Della reintroduzione del servizio militare in Germania si è parlato tantissimo negli ultimi anni e il primo passo per la sua reintroduzione, per quanto ancora senza arrivare alla leva obbligatoria, è stato mosso da questo governo. In questa fase, il Ministero della Difesa punta a testare la disponibilità degli over 18 a prestare servizio nelle forze armate, inviando una comunicazione a ragazzi e ragazze che raggiungono la maggiore età, specificando però che solo i giovani maschi hanno l’obbligo di rispondere, pena una sanzione pecuniaria.
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Il ministero guidato da Boris Pistorius, tuttavia, non ha fatto i conti con una specialità delle giovani generazioni: il ghosting. Il termine è stato usato in un editoriale di Adrian Breitling sulla Taz, per spiegare un fenomeno che si sta verificando in Germania e che non è così inaspettato. Dal 15 gennaio, circa 194.000 giovani tedeschi hanno ricevuto una lettera con le credenziali di accesso a un questionario sul servizio militare. Tra i destinatari, il 72% ha compilato e restituito il modulo, mentre il restante 28%, più di uno su quattro, non ha dato alcun riscontro. Decine di migliaia di ragazzi hanno, di fatto, ignorato una comunicazione a cui sono tenuti per legge a rispondere.
Cosa chiede il questionario sul servizio militare?
Il modulo, distribuito su tutto il territorio nazionale a partire da gennaio, raccoglie dati sul peso corporeo, sul percorso di studi dei diciottenni e delle diciottenni e, cosa ancora più importante, sull’interesse verso un potenziale impiego nell’esercito, da esprimersi su una scala da 0 a 10. I destinatari hanno un mese di tempo per restituire le risposte.
Tra coloro che hanno risposto, circa la metà ha espresso interesse per un servizio volontario di almeno sei mesi. Un’intenzione che non si traduce automaticamente in arruolamento: secondo le fonti della Bundeswehr citate dal RedaktionsNetzwerk Deutschland (RND), la vicinanza geografica alla sede di assegnazione risulta determinante, poiché la disponibilità effettiva a procedere si riduce notevolmente, se si profila l’ipotesi di lavorare molto lontano da casa.
Sulla base dei questionari raccolti, la Bundeswehr organizza visite di leva, valutazioni attitudinali e inserisce i candidati in piani operativi.
Le resistenze: obiezione di coscienza e scioperi
Il Ministero della Difesa ha fatto sapere, in una dichiarazione all’RND, che i casi di mancata risposta saranno esaminati singolarmente e che chi rifiuta in modo persistente di rispondere al questionario rischia una multa, ma molti dei destinatari hanno ugualmente ignorato le comunicazioni della Bundeswehr. Inoltre, solo nel primo trimestre dell’anno, 2.600 persone hanno formalmente fatto ricorso all’obiezione di coscienza e si sono tenute numerosissime manifestazioni e diversi scioperi studenteschi contro questa riforma.
Gli avversatori del nuovo servizio militare in Germania criticano soprattutto lascarsa trasparenza che avrebbe caratterizzato l’intera riforma. Un elemento di attrito specifico riguarda una norma emersa di recente: in base alla legge vigente, gli uomini tra i 17 e i 45 anni necessitano di un’autorizzazione della Bundeswehr per lasciare il Paese per più di tre mesi. Il Ministero della Difesa è però intervenuto con una deroga, consentendo i viaggi senza autorizzazione, poiché questo aspetto della legge aveva suscitato enorme scalpore e perfino panico.



