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Madame Grès in mostra a Berlino: “Many Shades of Grès”

Testo e disegno di Paolo Brasioli

“Il mio migliore amico sono le forbici”. Era una frase spesso citata da Germaine Émilie Krebs (1903-1993), meglio conosciuta nel mondo dell’Arte del Costume come “Madame Grès”.

Infatti, proprio come una scultrice del puro marmo, impugnando martello e scalpello e sentendo l’opera già dentro la materia, Madame Grès spesso realizzava le sue fantastiche creazioni, gli abiti, direttamente sul corpo della modella anziché, come più consueto, sul manichino.

La mostra a Berlino: Many Shades of Grès

Questa estate (dal 15.05.2026 all’11.10.2026), la mostra “Many Shades of Grès – Mode wird Kunst” presso il Kunstgewerbemuseum (Museo delle Arti Applicate) di Berlino permette di emozionarsi visitando una bella esposizione che ripercorre il mondo di lei, che è stata tra le prime grandi couturier francesi di livello mondiale.

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Le origini e l’incontro con Fortuny

Ella, non ancora trentenne, nel 1932 aprì il suo primo salone denominato “Alix Couture”, specializzato anche nei tipici e diffusi copricapi femminili belle époque. Ma nel 1936, in un viaggio nel Medio Oriente, ebbe modo di conoscere, rimanendone affascinata, l’iconico abito “Delphos” di Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949), pittore, stilista, scenografo e designer spagnolo naturalizzato italiano. Da quel momento il suo stile si orientò sempre più verso forme fluide e classicamente drappeggiate, prive di partizioni rigide e corsetti, tutte comunque molto rigorose dal punto di vista dell’architettura sartoriale magistralmente costruita.

Madame Grès durante l’occupazione tedesca di Parigi

Nel 1942 tornò a Parigi, occupata allora dal nazionalsocialismo tedesco, insieme alla figlia per ricominciare. Nel 1939, dopo il successo ottenuto all’Esposizione Universale di Parigi, aveva venduto il proprio marchio. Germaine assunse il cognome del marito e divenne definitivamente conosciuta come “Madame Grès”. Gli anni della dura occupazione tedesca segnarono profondamente, sia umanamente che professionalmente, la sua vita. Rifiutò di vestire le mogli dei gerarchi e, secondo la stampa francese dell’epoca, fece sfilare esclusivamente capi dai colori patriottici blu, bianco e rosso della bandiera francese. Nel 1943 la maison venne chiusa. Tornerà a lavorare nella sua a Parigi soltanto dopo la Liberazione.

Uno stile inconfondibile

Per gli oltre quarant’anni successivi Madame Grès impose una personale ideologia e filosofia alla moda francese. Al contempo strutturale ma raffinata, costituita di fatto da tessuti dalle eleganti tonalità pastello, profili morbidi e drappeggi ispirati ai pepli della Grecia classica. Sapientemente seppe ammorbidire le linee della moda, arrivandovi comunque sempre da una costruzione del capo dal rigoroso concetto architettonico-costruttivo. Tagli, sartoria e cuciture seguivano l’idea di una visione molto libera e sensibilmente volumetrica, ottenendo una speciale e irripetibile armonia tra la funzione e le emozioni, il tutto esaltato dalla luce spesso diafana. Il suo talento la portò a creare stupendi abiti per le dive di Hollywood, tra le quali la tedesca Marlene Dietrich (1901-1992), la svedese Greta Garbo (1905-1990) e la statunitense Grace Kelly (1929-1982).

L’eredità di Madame Grès nei musei di tutto il mondo

L’immensa opera stilistica di Madame Grès conferma, grazie anche a questa mostra berlinese, la straordinaria attualità e la profonda espressività senza tempo del suo lavoro artistico. La maison di moda non è sopravvissuta fattivamente ad oggi, ma l’opera archivistica della famiglia Grès, la sua conservazione e soprattutto la sua comunicazione presso importanti istituzioni museali — tra le quali il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée Palais Galliera di Parigi e il Victoria & Albert Museum di Londra — ci permettono di emozionarci e sognare, ora e per sempre!

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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