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Die Linke mette un tetto agli stipendi dei parlamentari: “non devono guadagnare più dei lavoratori normali”

L’ultimo congresso di Die Linke, tenutosi lo scorso fine settimana, è stato denso di decisioni importanti. Quella della quale si è parlato maggiormente, per ovvi motivi, è l’elezione dei due leader Ines Schwerdtner e Luigi Pantisano, ma, nell’incontro di Potsdam, si è discusso di molto altro. Per esempio, Die Linke ha adottato una misura vincolante che pone un tetto agli stipendi dei propri parlamentari: deputati federali ed europei saranno tenuti a cedere a fondi sociali collegati alla struttura “Die Linke hilft” una parte dei loro compensi, fino a non percepire di più rispetto al “salario medio” di un normale lavoratore tedesco. La mozione ha ottenuto il sostegno di circa il 65% dei delegati.

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“Die Linke hilft” è un servizio di consulenza sociale pratica e politica, attraverso cui il partito offre sostegno alle persone che si trovano in situazioni di difficoltà. L’iniziativa fornisce assistenza, tra l’altro, nelle questioni riguardanti le pratiche burocratiche (per esempio, aiutando nella compilazione di moduli e domande per i sussidi sociali), quelle che hanno a che fare con il diritto all’alloggio e le utenze (verifica delle bollette delle utenze e delle spese di riscaldamento, nonché consulenza in caso di rischio di interruzione della fornitura di elettricità o gas), ma anche la risposta alle comunicazioni delle autorità o la presentazione di ricorsi e gli appuntamenti presso uffici pubblici.

Il tetto agli stipendi dei parlamentari comprende anche le indennità

Il parametro di riferimento è il contratto collettivo per il pubblico impiego, che attualmente fissa il limite a 5.300 euro lordi mensili, equivalenti a circa 3.300 euro netti per un single in classe fiscale 1. Il tetto comprende anche le eventuali indennità accessorie che i parlamentari tedeschi percepiscono oltre ai loro normali stipendi. A titolo di raffronto, i deputati del Bundestag di tutti gli altri partiti percepiscono di regola 11.833,47 euro lordi al mese, oltre a un’indennità forfettaria esente da imposte di circa 5.467 euro.

La motivazione, già ribadita in altre sedi, è che i parlamentari non dovrebbero percepire redditi superiori a quelli della “classe lavoratrice”. Si tratta di un principio di lunga data nel campo della sinistra radicale europea e i deputati di Die Linke erano già tenuti, prima di questa delibera, a versare al partito i cosiddetti contributi dei titolari di mandato. La nuova misura interviene per uniformare tali obblighi e orientare le risorse eccedenti verso i fondi sociali su base nazionale. Le sezioni regionali sono state invitate a definire regole analoghe per i deputati nei parlamenti dei Länder, con l’obiettivo di estendere la rete di fondi sociali all’intero territorio.

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