Videosorveglianza e controllo dei documenti nelle piscine pubbliche di Berlino
Negli ultimi anni, le piscine pubbliche di Berlino hanno fatto notizia per le continue risse che si scatenavano fra gli avventori, soprattutto giovani e adolescenti. Alcune strutture hanno anche risentito della cattiva fama che questo fenomeno ha fatto loro acquisire, specialmente nei casi in cui si sono resi necessari molteplici interventi delle forze dell’ordine.
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Era inevitabile che le istituzioni locali che gestiscono queste piscine cercassero di correre ai ripari e lo hanno fatto nel 2023 decretando l’installazione di telecamere agli ingressi e l’obbligo di esibire un documento d’identità all’ingresso. Le cose, in seguito, sono effettivamente migliorate. A questa decisione era seguito un richiamo formale del garante della privacy di Berlino, che aveva ritenuto tali misure eccessive rispetto alle tutele previste dalla normativa vigente. Su tale richiamo, però, ha deliberato di recente, in primo grado, il Tribunale Amministrativo di Berlino, stabilendo che non contravvengono alla normativa sulla protezione dei dati personali.
Il garante della protezione dei dati ha ritenuto tali misure eccessive rispetto alle tutele previste dalla normativa vigente, emettendo un richiamo nei confronti delle società responsabili.
Nella motivazione, il giudice ha valutato le due istanze in gioco: da un lato, le possibili lesioni dei diritti dei bagnanti derivanti dalla sorveglianza e dall’identificazione, dall’altro, le esigenze di ordine pubblico all’interno degli impianti. Il tribunale ha ritenuto che le prime siano di entità minima, mentre le seconde risultavano sufficientemente documentate dagli episodi pregressi.
Il ricorso dei gestori delle piscine pubbliche di Berlino e la posizione del garante
Le società di gestione avevano contestato formalmente il richiamo del garante, sostenendo la proporzionalità delle misure adottate rispetto alla situazione di rischio documentata. Il tribunale ha accolto questa impostazione, dando torto all’autorità di controllo. Un aspetto tecnico rilevante emerge dalla stessa sentenza: il giudice ha riconosciuto l’impossibilità di determinare con precisione quale singola misura, tra quelle adottate nel 2023, abbia prodotto il miglioramento delle condizioni di sicurezza. Tale incertezza causale non ha tuttavia inciso sull’esito del giudizio, che ha confermato la legittimità del complesso degli interventi nel loro insieme.




