Merz fischiato e irriso al congresso dei sindacati: tensioni sui tagli del governo
Fischi e contestazioni: questa è stata l’accoglienza ricevuta dal cancelliere Friedrich Merz durante il congresso della Confederazione tedesca dei sindacati (DGB), la principale organizzazione sindacale del Paese, con milioni di iscritti.
I circa 400 delegati presenti, invece, si sono scaldati molto presto, mostrando una scarsissima tolleranza nei confronti delle dichiarazioni del cancelliere, intento a difendere il suo piano di tagli e riforme sociali.
Fischi per Merz al congresso DGB: “Non ho intenzioni ostili”
Quando il cancelliere ha spiegato che le misure messe a punto dal suo governo non sarebbero motivate da ostilità, né personale né governativa, dalla platea è arrivata anche una grossa risata.
Difficile infatti dimenticare quanto dichiarato negli ultimi mesi dal cancelliere a proposito dell’intenzione di tagliare su welfare e ridurre le pensioni a un livello minimo, senza contare gli attacchi alla settimana corta e le critiche al presunto “stile di vita” che esprimerebbe.
Contestazioni sui tagli alla sanità pubblica
In sala, la discussione ha assunto toni più accesi nel momento in cui il cancelliere ha illustrato i tagli alla sanità pubblica già approvati dal governo federale. È stato lì che si sono registrati i primi interventi diretti e le prime aspre contestazioni da parte del pubblico.
Nel suo intervento, durato poco più di mezz’ora, Merz ha invitato a leggere il processo di riforma come una fase di adattamento strutturale, non come una minaccia immediata, spiegando che le ragioni sarebbero legate alla “demografia” e alla “matematica”.
“Non possiamo semplicemente continuare come negli ultimi vent’anni”, ha dichiarato il cancelliere, aggiungendo che sarebbe un onere davvero eccessivo se in futuro due contribuenti si trovassero a dover finanziare la pensione di una sola persona. Merz ha quindi sottolineato la condizione di ritardo nella modernizzazione del sistema tedesco, rispetto alla quale ha recentemente condiviso dei piani decisamente ambiziosi.
Yasmin Fahimi, DGB: “Non possiamo tornare a prima del 1918”
La presidente del DGB, Yasmin Fahimi, ha ribadito che è percezione diffusa, tra molti lavoratori, che le riforme di Merz si traducano prevalentemente in tagli e riduzioni. Ha inoltre evidenziato come il sistema di cooperazione tra parti sociali, elemento storico dell’economia tedesca, appaia oggi molto meno stabile rispetto al passato.
Sul fronte pensionistico, Fahimi ha elencato alcune misure già presenti all’interno del sistema, a detrimento delle parti sociali, tra cui l’aumento dell’età pensionabile, l’abolizione del pensionamento graduale e la riduzione del livello delle prestazioni pensionistiche.
Fahimi ha infine espresso critiche sulle modifiche all’orario di lavoro, dichiarando che non si dovrebbe riportare il quadro normativo indietro rispetto al 1918, anno della conquista sindacale della giornata lavorativa di otto ore.




