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Berlino, il settore sanitario contro la riforma Warken: “L’assistenza medica sta andando a rotoli!”

A Berlino il settore sanitario si mobilità contro la proposta di riforma elaborata dalla ministra della sanità Nina Warken (CDU). 

Il pacchetto di tagli di Warken punta a ridurre le spese dell’assicurazione sanitaria pubblica di 16,3 miliardi di euro entro il 2027, ma stando a quanto spiegato dai rappresentanti berlinesi del settore, circa tre quarti di questo peso ricadrebbero sui fornitori di prestazioni sanitarie, peggiorando l’offerta. La domanda è quindi: quanto è davvero sostenibile questa operazione?

Berlino, operatori di settore contro la riforma di Nina Warken

Durante un incontro tenutosi nel distretto berlinese di Mitte all’inizio di maggio,  come riportato dal quotidiano Berliner Zeitung, diversi esponenti del settore hanno illustrato nello specifico le possibili conseguenze della riforma.

Brit Ismer, presidente della Berliner Krankenhausgesellschaft (BKG), l’Associazione degli ospedali di Berlino, ha dichiarato che le cliniche della capitale prevedono, entro il 2027, un deficit complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, cifra che secondo le stime potrebbe tradursi nella perdita di circa 6500 posti di lavoro a tempo pieno nel comparto ospedaliero e in una corrispondente diminuzione dei servizi. “I berlinesi se ne accorgeranno. Devono saperlo» ribadisce Ismer.

Per la presidente della BKW il risparmio andrebbe piuttosto cercato altrove, per esempio nella sburocratizzazione del comparto. “Le nostre strutture soffrono a causa di incredibili regolamentazioni statali” ha precisato, parlando dell’obbligo di una documentazione minuziosa e in parte ridondante, che assorbirebbe gran parte del personale.

Il 10% dei medici valuta di abbandonare la professione

Anche i medici convenzionati sposano la stessa linea critica lanciano l’allarme. Burkhard Ruppert, presidente della Kassenärztliche Vereinigung Berlin (KV), l’Associazione dei medici della sanità pubblica convenzionata di Berlino, sostiene che gli studi medici saranno colpiti da “forti limitazioni”.

Secondo un sondaggio interno citato dallo stesso Ruppert, il 10% di medici e psicoterapeuti starebbe valutando concretamente l’ipotesi di abbandonare la professione,  senza contare i lunghi tempi di attesa dei pazienti, che si sentono sempre più abbandonati. Ruppert si è inoltre espresso a favore di un sistema maggiormente basato sul medico di base, con medici di famiglia e pediatri incaricati di indirizzare i pazienti all’interno del sistema sanitario. Un modello che, secondo il presidente della KV Berlin, consentirebbe un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.

Psicoterapia: tempi di attesa lunghi e disturbi che peggiorano

Anche il settore della salute mentale, spesso colpevolmente non considerato, quando si parla di sanità, guarda con preoccupazione alla riforma.

A Berlino, infatti, già adesso chi ha problemi psicologici è ben lontano dalla possibilità di ricevere un’assistenza adeguata. Intanto i tempi di attesa sono estremamente lunghi, ci vogliono in media quattro settimane per un primo colloquio e altre otto settimane per l’inizio della terapia e questo può compromettere molto l’efficacia dell’intervento e la capacità di recupero del paziente.

Eva Schweitzer-Köhn, presidente dell’Ordine degli psicoterapeuti, ricorda che i disturbi non trattati tendono a cronicizzarsi, aumentando i ricoveri ospedalieri e la spesa pubblica legata alle indennità di malattia. Per il 2025, tali costi dovrebbero raggiungere, a livello nazionale, i 21,6 miliardi di euro. Per questo la presidente dell’Ordine sostiene che “ogni euro investito nella psicoterapia fa risparmiare fino a cinque euro di costi conseguenti”.

“Mobiliteremo il comparto. Mobiliteremo la popolazione”

Tra i temi emersi durante l’incontro figura anche il ruolo delle istituzioni locali. “Mobiliteremo i nostri collaboratori. Mobiliteremo la popolazione berlinese. Chiediamo ai politici berlinesi di sostenerci a livello federale” ha ribadito Brit Ismer, che vuole contestare la riforma di Nina Warken a tutti i livelli e chiama a raccolta politica, comparto e cittadinanza.

Il confronto sulla riforma sanitaria della GKV entra così in una fase più tesa. Per ora il testo rimane una bozza di legge, già approvata però dal Gabinetto Federale e destinata successivamente all’iter parlamentare, ma ospedali e associazioni professionali hanno già iniziato a stimarne gli effetti concreti sul sistema cittadino e, a quanto pare, promettono battaglia. Almeno a Berlino.

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