Germania, approvato il pacchetto di tagli alla sanità: cosa cambia
Il gabinetto federale ha approvato il pacchetto di tagli alla sanità proposto dalla ministra Nina Warken, che punta a ridurre la pressione finanziaria sulle assicurazioni sanitarie pubbliche e introduce modifiche destinate a incidere su circa 75 milioni di assicurati, datori di lavoro e operatori del settore.
Tagli alla sanità: approvata la riforma della ministra Warken
Il piano definisce un obiettivo economico chiaro: contenere la spesa complessiva attraverso risparmi stimati in 16,3 miliardi di euro entro il 2027. In una fase preliminare, la soglia prevista era più elevata e cioè prossima ai 20 miliardi, ma è stata in seguito ridimensionata.
Oltre a colpire gli assicurati, la riforma della ministra Warken riguarderà anche altri attori del sistema sanitario. Una parte consistente dei tagli, pari a 11,3 miliardi di euro, verrà infatti trasferita su cliniche, medici e industria farmaceutica. Ma vediamo quali saranno le conseguenze di questo pacchetto di misure sulle prestazioni sanitarie attualmente disponibili.
Ticket farmaci e nuove soglie di spesa
Tra gli interventi più immediati figura la revisione del ticket sui farmaci soggetti a prescrizione. Il contributo minimo sale a 7,50 euro, mentre quello massimo raggiunge i 15 euro per confezione, rispetto ai precedenti limiti di 5 e 10 euro.
Restano invariati, invece, i tetti complessivi di spesa annuale per gli assicurati, fissati al 2% del reddito lordo, o all’1% per i pazienti affetti da patologie croniche. Su un reddito annuo di 40.000 euro, questo equivale a 800 euro, circa 67 euro mensili. Per i malati cronici, il limite si riduce a 400 euro annui.

Copertura familiare gratuita e contributi aggiuntivi
Un’altra modifica riguarda la copertura gratuita per i familiari. In futuro, questa possibilità sarà infatti limitata a situazioni specifiche, con un’applicazione più selettiva.
A partire dal 2028, per i coniugi inclusi nell’assicurazione sarà richiesto un contributo aggiuntivo pari al 2,5% del reddito imponibile. Una riduzione, rispetto al 3,5% inizialmente previsto. Restano tuttavia escluse alcune categorie, tra cui famiglie con figli fino a sette anni, persone non autosufficienti e pensionati. Per i figli, invece, la copertura gratuita viene mantenuta, almeno fino al compimento della maggiore età.
Indennità di malattia e lavoro parziale
Diversamente da quanto ipotizzato nelle prime fasi del progetto, l’indennità di malattia non subisce modifiche e questo si deve principalmente alle pressioni esercitate dall’SPD.
Viene inoltre introdotto un modello differente di gestione della malattia e cioè la possibilità di lavorare a tempo parziale anche durante la malattia. Concretamente, gli assicurati potranno scegliere di svolgere una quota dell’orario lavorativo (25, 50 o 75%) e questo configura un modello alternativo, legato a definizioni come “parzialmente inabile al lavoro”.




