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Ursula von der Leyen: la guerra ci costa 500 milioni al giorno, dobbiamo abbandonare i combustibili fossili

Tutte le organizzazioni ambientaliste che si battono da anni per l’abbandono dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili e tutti gli attivisti che, per le azioni di protesta orientate proprio a questo scopo, sono stati arrestati negli ultimi anni, probabilmente saranno sorpresi. Questo perché, nella classifica dei personaggi dai quali non ci si aspetta di sentir lanciare appelli a favore delle rinnovabili e contro la dipendenza dai combustibili fossili, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è piuttosto in alto. Eppure è proprio questo un elemento importante del suo discorso al Parlamento Europeo di mercoledì, a commento della drammatica crisi energetica e di approvvigionamento che l’Europa deve affrontare in conseguenza della guerra in Iran e, più precisamente, del conseguente blocco dello Stretto di Hormuz

Un quarto del commercio mondiale di petrolio transita ogni giorno attraverso lo Stretto di Hormuz. Attraverso quel tratto di mare passano anche volumi considerevoli di gas naturale liquefatto e fertilizzanti, dai quali la nostra agricoltura dipende ormai in maniera totale, ma anche semilavorati e materiali necessari alla produzione in moltissime filiere, fra cui quella farmaceutica. I mercati energetici globali stanno accusando il colpo di questa guerra per primi, ma è evidente che la crisi non si fermerà qui.

Von der Leyen, nella sessione del 29 aprile, ha presentato alcune cifre significative, riprese da numerosi media europei. L’Europa, ha dichiarato, sta perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno per effetto dell’impennata dei costi dei combustibili fossili. In sessanta giorni di conflitto, ha precisato, la spesa dell’UE per le importazioni energetiche è cresciuta di oltre 27 miliardi di euro, senza che a questo esborso aggiuntivo corrisponda un solo metro cubo di gas o un barile di petrolio in più.

Il rischio di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz

A rendere il quadro più incerto, martedì il Wall Street Journal ha riportato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato in Iran. La strategia mirerebbe a comprimere l’economia di Teheran limitando il traffico marittimo da e verso i porti iraniani ed è evidente che le ricadute su Hormuz e, di conseguenza, sull’approvvigionamento energetico europeo potrebbero essere rilevanti, così come è evidente che l’amministrazione Trump non le considera un fattore del quale tenere conto.

Di fronte a questo scenario, von der Leyen ha esortato gli Stati membri a diversificare con urgenza il proprio mix energetico, con particolare attenzione all’ipotesi di un conflitto che si prolunghi nel tempo accompagnato da interruzioni dello stretto.

Von der Leyen: abbandonare i combustibili fossili e puntare sull’elettricità per garantire la sicurezza energetica

“Questa è la seconda crisi energetica in quattro anni”, ha detto von der Leyen nel suo discorso, indicando la dipendenza strutturale del continente dai combustibili fossili importati come la principale vulnerabilità da correggere. La ricetta indicata è quella di potenziare l’offerta di energia prodotta internamente, ricorrendo alle rinnovabili, ma anche al nucleare, nel rispetto della neutralità tecnologica e riducendo al minimo l’esposizione alle fluttuazioni dei mercati internazionali.

La Commissione dovrebbe presentare entro l’estate un piano d’azione sull’elettrificazione, con un obiettivo quantificato a livello UE. Von der Leyen ha anche sollecitato un’accelerazione sui negoziati del cosiddetto “pacchetto reti”, attualmente in discussione tra legislatori e governi dell’Unione, che punta a potenziare le infrastrutture per gestire l’aumento della produzione rinnovabile e la domanda crescente di elettricità. Sul fronte della gestione della crisi a breve termine, quindi, la presidente della Commissione ha chiesto un coordinamento più stretto tra gli Stati membri su tre fronti specifici: le riserve di gasolio e carburante per aviazione, il rilascio delle scorte petrolifere strategiche e la gestione della capacità delle raffinerie. Si tratta di misure già inserite nel pacchetto di risposta che la Commissione aveva presentato la settimana precedente.

L’intervento di von der Leyen, insieme agli altri che hanno avuto luogo nella stessa sessione del Parlamento Europeo, è accessibile a questo link.

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