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Perché festeggiamo la giornata mondiale dei lavoratori? Breve storia del Primo Maggio

Nell’ultimo anno, in Germania, si è parlato di abolire il limite delle 8 ore di lavoro al giorno, per estendere la durata dei turni fino a 12 ore, purché all’interno di un monte ore settimanale complessivo limitato. Chi sa cosa avrebbero pensato i circa 400.000 lavoratori che, maggio del 1886, incrociarono le braccia in diverse città degli Stati Uniti  proprio per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore. Era una lotta sindacale non facile: ai datori di lavoro la proposta non piaceva affatto e i manifestanti erano considerati per lo più come pericolosi agitatori. A Chicago, il 3 e il 4 maggio, le tensioni degenerarono e, negli scontri noti come Haymarket Riot, ovvero la Rivolta di Haymarket  persero la vita sia manifestanti che agenti di polizia. Per quei fatti, otto degli organizzatori dello sciopero furono processati e giustiziati, ma le lotte operaie non si fermarono. Tre anni dopo, nel 1889, il Secondo Congresso Internazionale dei Lavoratori  riunito a Parigi  decise di istituire una giornata di mobilitazione mondiale  da tenersi ogni 1° Maggio, in memoria delle vittime di Chicago, una giornata che si festeggia ancora oggi e che in moltissimi Paesi del mondo è festa nazionale.

Le istanze portate in piazza erano le stesse: orario di lavoro ridotto a 8 ore, salari più alti, condizioni dignitose.  

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Perché la giornata mondiale dei lavoratori si celebra proprio il 1° Maggio?

Il 1° Maggio era in origine un “moving day” negli Stati Uniti, ovvero il giorno in cui scadevano i contratti e gli operai cercavano nuovi datori di lavoro. Già nel 1884, nell’ambito della campagna per la riduzione dell’orario giornaliero, i sindacati statunitensi avevano scelto quella data per avviare uno sciopero generale, con l’obiettivo di far inserire nei nuovi contratti il limite delle otto ore, approfittando della maggiore leva negoziale che i lavoratori potevano sfruttare nel giorno del rinnovo. Nel dicembre 1888, a St. Louis, i delegati sindacali pianificarono la ripetizione dell’azione per il 1° Maggio 1890 su scala internazionale. Nacque così il Primo Maggio come giornata di lotta globale.  

Il 1° Maggio in Germania: una storia di scioperi e repressioni 

In Germania, le prime manifestazioni del 1° Maggio risalgono al 1890. Cortei, scioperi e manifestazioni portarono nelle strade circa 100.000 persone. Nell’ottobre di quell’anno, l’ SPD  sancì ufficialmente il 1° Maggio come giornata del movimento operaio.

Le reazioni dei datori di lavoro non tardarono: serrate e licenziamenti divennero strumenti di pressione ricorrenti, che usavano, come ancora accade in molte parti del mondo, la minaccia della disoccupazione e della miseria come arma di repressione contro le lotte per i diritti dei lavoratori. Il Primo Maggio  si consolidò come simbolo della lotta di classe, diventando un appuntamento fisso per i lavoratori di tutto il mondo.  

Il primo riconoscimento ufficiale 

Della consacrazione del 1° Maggio come festa dei lavoratori si occupò l’Assemblea nazionale della Repubblica di  Weimar, ma il voto non fu unanime: i gruppi borghesi e conservatori si opposero.

Tuttavia, nel 1919 i membri dell’Assemblea raggiunsero un accordo: il 1° Maggio di quell’anno sarebbe stata una giornata dedicata “all’idea della pace mondiale, della Società delle Nazioni  e della tutela internazionale dei lavoratori”. Una legge fu approvata in tal senso, rendendo la data un giorno festivom ma per una sola volta.

La proposta di istituzionalizzare la Festa del Lavoro a tempo indeterminato non ottenne la maggioranza. Solo alcune città e Länder mantennero la ricorrenza negli anni successivi.  

Il 1° Maggio sotto il nazismo 

Poco dopo la presa del potere, nel 1933, i nazionalsocialisti  reintrodussero il 1° Maggio come festività nazionale retribuita, ribattezzandola “Giornata del lavoro nazionale”. L’operazione rispondeva a una strategia precisa, fondata sulla potenza della narrazione. Il potere puntava ad appropriarsi della simbologia operaia per piegarla alla propaganda di regime, svuotando di contenuto il movimento sindacale.

Il giorno seguente, il 2 maggio, squadre delle SA irruppero nelle sedi dei sindacati. I funzionari vennero arrestati e le organizzazioni sindacali dissolte. Da quel momento, il 1° Maggio divenne occasione per marce e parate nazionaliste.  

Il 1° maggio nella DDR 

Nell’aprile 1946, il Consiglio di controllo alleato confermò il 1° Maggio come giorno festivo nel dopoguerra. Le due Germanie che si formarono negli anni successivi lo interpretarono in modo radicalmente diverso.

Nella DDR  la ricorrenza non era la Festa del Lavoro, ma la “giornata internazionale di lotta della classe operaia“: sfilate militari organizzate dallo Stato, con una regia politica marcata.

Nella Repubblica Federale, invece, erano i sindacati a gestire le celebrazioni, spesso abbinate a manifestazioni politiche e iniziative culturali. A partire dagli anni Ottanta, soprattutto a Berlino  e Amburgo, si verificarono con crescente frequenza scontri tra gruppi autonomi e forze dell’ordine.

Nel tempo, misure orientate alla de-escalation, dalle feste per famiglie agli eventi di quartiere, consentirono di ridurre quella che stava diventando una tradizione di disordini quasi ritualizzata.  

Il 1° Maggio oggi

In Germania, il 1° Maggio è a tutti gli effetti un giorno festivo: scuole chiuse, negozi per lo più serrati, uffici inattivi. Per molti lavoratori significa semplicemente un giorno libero. Ospedali, strutture di assistenza, servizi di emergenza, tassisti, addetti alla produzione e alla ristorazione, operatori dei media e del settore culturale restano invece in attività.  

Le manifestazioni 

La Confederazione dei sindacati tedeschi  (DGB) organizza ogni anno, in tutta la Germania, raduni e manifestazioni in occasione del Primo Maggio. Nel 2020, per la prima volta dalla sua fondazione, il DGB non convocò presidi nelle piazze: la pandemia di Covid-19 impose la rinuncia ai raduni pubblici.

Al loro posto si tennero piccole azioni simboliche, dirette streaming e iniziative online per richiamare l’attenzione sui diritti dei lavoratori. La Festa del Lavoro è riconosciuta in molti paesi del mondo. In Europa si è imposta la data del 1° Maggio; negli Stati Uniti il Labor Day  cade a settembre, mentre Canada, Australia e Nuova Zelanda la celebrano in periodi diversi dell’anno. Come giornata di lotta attiva per i diritti dei lavoratori, la ricorrenza ha perso parte del peso simbolico che aveva un secolo fa. Per molti è ormai, anzitutto, un giorno di riposo.

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