Merz risponde alle critiche: “nessun taglio alle pensioni statali”
Davanti ai membri della Unione dei lavoratori cristiano-democratici della Germania (CDA), riuniti a Marburg , il cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU) ha scelto di affrontare direttamente le polemiche innescate dalla sua recente uscita pubblica. L’espressione “copertura di base”, con cui Merz aveva descritto le pensioni statali, contrapponendola a una copertura privata integrativa descritta come indispensabile, aveva alimentato nei giorni precedenti un acceso dibattito sull’effettiva tenuta del sistema previdenziale pubblico tedesco . La posizione di Merz, ribadita al congresso CDA, esclude riduzioni degli assegni pensionistici statali. La previdenza pubblica, ha precisato, resterà il pilastro portante del sistema. Una chiarezza che, secondo il cancelliere, avrebbe dovuto essere acquisita già in campagna elettorale, quando, a suo dire, l’SPD avrebbe costruito attorno a questo tema una narrazione distorta.
Critiche anche da parte dell’Unione
La dichiarazione originale aveva generato reazioni trasversali, attirando non solo gli strali dell’opposizione, ma anche critiche veementi provenienti dall’interno dello stesso schieramento di governo. Dennis Radtke , presidente della CDA, aveva invitato a non alimentare timori nella popolazione. Toni simili erano giunti dall’ Unione degli Anziani . Il presidente Hubert Hüppe , interpellato da diverse testate, aveva posto una questione di equità sostanziale: chi ha lavorato quarantacinque anni versando contributi deve poter contare, in vecchiaia, su un importo chiaramente superiore al reddito minimo garantito, anche se ha sempre percepito solo il salario minimo. In assenza di questa differenza, sostiene Hüppe, perché mai lavorare dovrebbe essere più conveniente che affidarsi interamente al welfare o ripiegare sul lavoro nero?
Il leader della CSU nonché ministro presidente della Baviera Markus Söder aveva tentato una lettura più sfumata delle parole del cancelliere: per i pensionati di oggi, aveva spiegato, l’assegno resterà sempre ben al di sopra di una semplice copertura minima, con il livello pensionistico garantito fino al 2030. Alle generazioni più giovani, invece, andrebbe trasmesso il messaggio che la previdenza privata è destinata ad assumere un peso crescente e sarebbe precisamente questo il senso dell’affermazione di Merz.

Foto: EPA/OMER MESSINGER / POOL
L’affermazione di Söder sembra interpretare questa lettura come meno angosciante per le nuove generazioni, alle quali viene comunicato che, a parità di lavoro e contributi versati nel sistema pubblico, non potranno contare sulla medesima copertura pensionistica dei loro genitori e dei loro nonni.
A margine della conferenza di Marburg, circa cinquemila persone hanno manifestato contro i tagli del governo nel settore sociale, in particolare nell’assistenza e nella sanità . Alcuni gruppi hanno imbrattato con sacchetti di vernice l’edificio sede del congresso. Le proteste, organizzate da sindacati e vari movimenti, si sono svolte in parallelo all’evento.
La riforma che piace agli economisti
La riforma di Merz ha incontrato il favore di alcuni economisti tedeschi. Monika Schnitzer , presidente del Consiglio tedesco dei consulenti economici, ha letto nell’uscita di Merz un segnale della pressione riformatrice che si accumula sul sistema previdenziale. In una dichiarazione alla Rheinische Post, Schnitzer ha indicato nella previdenza privata uno strumento imprescindibile per integrare efficacemente quella pubblica in un orizzonte di medio-lungo periodo.
La proposta dell’economista include anche interventi sulla previdenza statale, tra cui un prolungamento graduale della vita lavorativa agganciato in modo trasparente all’aumento dell’aspettativa di vita, individuando in questa scelta un meccanismo che ridurrebbe l’automatismo di certe storture strutturali senza richiedere interventi discrezionali ripetuti.
Schnitzer aveva già suscitato le ire dei tedeschi più anziani a dicembre dell’anno scorso, quando aveva avanzato una serie di proposte per il risanamento del bilancio della sanità tedesca, mettendo in discussione, fra le altre cose, l’utilità di prestare cure ai pazienti più anziani, in ragione della loro diminuita aspettativa di vita.
Che tipo di riforma delle pensioni ha in mente Merz?
Merz ha inquadrato la questione previdenziale all’interno di un progetto di riforma più ampio, che considera realizzabile soltanto attraverso la coalizione tra Unione ed SPD. I due partiti disporrebbero, a suo avviso, della forza politica necessaria per interrompere la paralisi che frena il paese da anni. “Il compito di riformare, il dovere di ripartire: questo è il nostro mandato politico”, ha detto il cancelliere durante il congresso. Una riforma strutturale del sistema pensionistico, ha aggiunto, potrebbe ampliare le risorse disponibili per l’intero paese , coinvolgendo in misura più diretta i lavoratori nell’andamento del patrimonio economico nazionale attraverso strumenti finanziati dal mercato dei capitali.




