Economista tedesca propone ticket sanitario e mette in discussione le cure ai pazienti anziani
La presidente del Consiglio degli esperti per la valutazione dello sviluppo economico in Germania interviene sul tema dei costi del sistema sanitario e ripropone due concetti che, da alcuni mesi, periodicamente ritornano nel dibattito: l’idea del ticket sanitario da aggiungere al costo mensile per l’assicurazione e l’idea che le cure per le persone molto anziane non debbano necessariamente essere garantite. In una dichiarazione rilasciata al quotidiano Rheinische Post, Monika Schnitzer ha sostenuto che chi usufruisce dell’assicurazione pubblica dovrebbe essere soggetto a costi supplementari per accedere alle prestazioni sanitarie e che, in età avanzata, bisognerebbe considerare il costo delle cure per il sistema, prima di procedere con una terapia.
Introduzione del ticket sanitario: per Schnitzer ha senso “se si riesce a riscuoterlo”
Secondo Schnitzer, è un dato negativo il fatto che in Germania visite mediche e ricoveri ospedalieri siano più frequenti rispetto alla media di altri Paesi. Per chi non avesse familiarità con il sistema tedesco, vale la pena ricordare che tutti i cittadini che non sono assicurati privatamente o appartenenti a specifiche categorie di esenzione, in Germania, sono obbligati a pagare ogni mese, per l’assicurazione sanitaria, il 14,6% del loro guadagno più un supplemento che varia da assicurazione ad assicurazione. Nel caso dei dipendenti, l’importo è suddiviso in parti uguali fra lavoratore e datore di lavoro. Nel caso dei liberi professionisti che guadagnino meno del salario minimo, l’importo si attesta comunque su cifre superiori ai 250 Euro. A fronte di questi importi, si ha diritto all’assistenza medica di base. L’economista sostiene che questi esborsi non siano sufficienti a giustificare l’accesso alle prestazioni e propone che, in aggiunta, i pazienti paghino un ticket per ogni visita o terapia, a patto, però, che la riscossione non appesantisca l’apparato burocratico e non gravi sui medici, ma sia gestita direttamente dalle assicurazioni.
Intanto, i contributi supplementari continuano ad aumentare. Diverse compagnie assicurative hanno già comunicato ritocchi verso l’alto per il 2026. La Techniker Krankenkasse passa dal 2,45% al 2,69% di contributo aggiuntivo. Incrementi ancora più marcati per la DAK-Gesundheit: dal 2,8% al 3,2%. Milioni di cittadini tedeschi affronteranno spese mensili più consistenti.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
È opportuno prestare cure ai pazienti molto anziani?
Schnitzer ha anche riproposto un’idea che Hendrik Streeck (CDU) aveva già lanciato qualche mese fa, sollevando sdegno nell’opinione pubblica, ovvero l’idea che, in età avanzata, le cure non debbano essere garantite, ma soggette a valutazioni economiche. L’invecchiamento progressivo della popolazione comporta incrementi esponenziali delle spese sanitarie, soprattutto nelle fasi terminali dell’esistenza. Le persone vivono più a lungo, ma, negli ultimi anni della vita, sono più fragili e quindi hanno bisogno di più cure rispetto ai giovani. Vale la pena erogare queste cure? Solo perché una terapia esiste ed è disponibile, è conveniente offrirla a chi ne ha bisogno, se chi ne ha bisogno è una persona molto anziana?
D’altra parte, avverte Schnitzer, senza interventi strutturali, il contributo mensile per le assicurazioni potrebbe raggiungere il 25%. Una percentuale che graverebbe ulteriormente su lavoratori e datori di lavoro (nel caso dei dipendenti, il costo è condiviso). L’efficienza economica diventa quindi, secondo l’economista, prioritaria.
Tra le altre misure suggerite compare l’eliminazione di trattamenti privi di validazione scientifica come l’omeopatia (un punto già portato avanti, senza successo, dall’ex ministro della Salute Karl Lauterbach) e una maggior insistenza sulla prevenzione.




