Ha provocato un’immediata ondata di polemiche Hendrik Streeck, esponente CDU e responsabile federale per le politiche antidroga, che si è chiesto se sia opportuno prescrivere cure costose a persone estremamente anziane.
Il politico ha sollevato la questione durante il talk show televisivo Meinungsfreiheit dell’emittente Welt TV e le sue dichiarazioni hanno diviso, nel giro di poche ore, istituzioni mediche, esponenti della politica e associazioni di pazienti.
Cure costose per persone molto anziane: le dichiarazioni di Streeck
Durante il programma, Streeck ha fatto l’esempio un paziente centenario con un tumore molto avanzato, per il quale una nuova terapia potesse, ad esempio, ridurre la mortalità del 10%. “È davvero il caso di optare per farmaci così costosi?”, ha chiesto commentando questo caso ipotetico.
L’Ordine federale dei medici non ha respinto la discussione, ma il presidente Klaus Reinhardt ha ribadito che nelle fasi finali della vita è necessaria un’assunzione di responsabilità ancora maggiore. Tuttavia, le decisioni non devono essere guidate dall’età o da quanto sono costose le cure, bensì dalla volontà del paziente, dalla prognosi e dalla qualità della vita.
Le contestazioni: “È il dilemma del tram”, “Eticamente insostenibile”
La reazione della Fondazione tedesca per la tutela dei pazienti è stata molto più netta. Il presidente Eugen Brysch ha definito la proposta una sorta di “dilemma del tram”, rivestito da un linguaggio più gentile. “Tutti hanno diritto per legge alla migliore assistenza farmaceutica possibile” ha sottolineato, aggiungendo che “i costi e l’età non devono essere criteri di esclusione”. Per Brysch, inoltre, Streeck dovrebbe concentrarsi sulle politiche antidroga, non su ipotesi che rischiano di aggravare le tensioni sociali.
Anche dal mondo politico sono arrivate critiche severe. L’ex ministro della sanità Karl Lauterbach (SPD) ha dichiarato su X che “il razionamento in base all’età dei farmaci costosi è eticamente insostenibile e inutile”, aggiungendo che si spende molto denaro in cure ospedaliere costose e di scarsa qualità ed è qui che si potrebbe risparmiare, “se non si indebolissero le riforme”.
Wolfgang Kubicki: “Freddo cinismo che mi ripugna”
In modo inusuale, peraltro, si sono trovati allineati Lauterbach e il vicepresidente dell’FDP Wolfgang Kubicki, “nemici politici” di lungo corso.
“Una persona anziana ha esattamente lo stesso diritto a una buona assistenza medica di una giovane” ha scritto Kubicki su X, aggiungendo che, pur riconoscendo la necessità di parlare di efficienza all’interno del sistema sanitario, “questo freddo cinismo di Hendrik Streeck mi ripugna e contraddice i valori fondamentali su cui si fonda questo Paese”. A questo proposito, il liberale ha citato la protezione della dignità umana enunciata nel primo articolo della Costituzione. “È raro che si debba dare ragione Kubicki” ha commentato Lauterbach su X.
L’attacco della Linke: “Vergognoso”
La Linke ha reagito con indignazione. “Questi ragionamenti da parte di un politico della CDU esperto di sanità sono semplicemente vergognosi”, ha dichiarato al Rheinische Post il presidente del gruppo parlamentare Sören Pellmann. Ha quindi chiesto idealmente a Streeck a partire da quale età, secondo lui, una vita non sarebbe più degna di essere protetta: “85, 90, 95 anni?.
Ha quindi ricordato che le persone economicamente svantaggiate muoiono mediamente prima: negare loro terapie salvavita equivarrebbe, di fatto, a un’ulteriore penalizzazione. Pellmann ha aggiunto che si dovrebbe piuttosto “limitare i prezzi dei nuovi farmaci, che negli ultimi anni hanno continuato a salire alle stelle”.




