Lipsia: tigre scappa da un recinto e attacca un uomo

Fra i pericoli che si possono affrontare in un comune dell’area metropolitana di Lipsia, difficilmente si mette in conto il rischio di essere attaccati da una tigre. Eppure è proprio quello che è successo domenica 17 maggio: intorno alle 13:00, una tigre ha abbandonato il recinto nel quale si trovava, in una zona industriale del quartiere Dölzig, nel comune di Schkeuditz, e ha aggredito un uomo di 73 anni che si trovava all’interno della struttura in qualità di aiutante. L’uomo è stato trasportato in ospedale e il felino è scappato.
Non è chiaro come l’animale, che viveva in un recinto con altri grossi felini, sia riuscito a uscire dallo spazio nel quale era rinchiuso, ma la polizia ha immediatamente escluso l’ipotesi che altri esemplari fossero scappati e ha disposto il sorvolo dell’area con un drone per confermare l’assenza di ulteriori rischi.
L’animale è stato abbattuto per proteggere la popolazione
Localizzata in un parco nelle vicinanze, la tigre è stata abbattuta da agenti pesantemente armati intervenuti sul posto. Una portavoce della polizia ha motivato la decisione con il fatto che il parco in questione sia abitualmente molto frequentato: attendere l’arrivo del veterinario per sedarlo avrebbe esposto parte della popolazione a un rischio molto alto e l’evacuazione dell’intera area in sicurezza non risultava più praticabile, proprio perché l’animale si trovava ormai all’interno dell’area.
L’abbattimento è stato giudicato l’unico strumento disponibile per tutelare la popolazione presente.
Che cosa ci faceva una tigre a Lipsia?
Il sito da cui l’animale è fuggito appartiene a Carmen Zander, addestratrice di animali con una struttura privata collocata nella zona industriale di Schkeuditz, a ovest di Lipsia. La stampa internazionale, nel dare la notizia, l’ha definita la “Tiger Queen” tedesca (con il riferimento alla controversa seria USA “Tiger King”). Secondo i media locali, nel complesso vivono circa otto grandi felini.
A carico di Zander risultano precedenti procedimenti, poi archiviati a fronte del pagamento di una sanzione.
Le accuse di PETA e il ruolo dell’ufficio veterinario
Peter Höffken, rappresentante dell’organizzazione animalista PETA, ha definito l’accaduto una tragedia prevedibile. Secondo Höffken, negli anni precedenti PETA aveva segnalato ripetutamente all’ufficio veterinario del distretto della Sassonia settentrionale le condizioni in cui i felini erano tenuti, contestando in particolare le lacune in materia di sicurezza, che l’associazione imputa a Zander.
L’organizzazione rimprovera all’ufficio veterinario di non aver proceduto per tempo al sequestro degli animali, prima che la situazione degenerasse, tanto più che esisteva già una struttura di accoglienza disponibile a prenderli in carico. Per Höffken, l’episodio di Schkeuditz impone una revisione dell’inerzia istituzionale che, a suo avviso, ha reso possibile l’incidente.




