Gassi vicino a Potsdamer Platz: la storia del ‘900 passa da Köthener Straße
di Elena e Paolo Brasioli
Oggi, Gassi verso un’elegante facciata tutta rossa! Da subito bisogna sapere che già nei primi anni del ‘900, gli edifici sostanzialmente uniformi di Köthener Straße, risalenti alla prima metà del XIX secolo, furono sostituiti da edifici commerciali che riflettevano un carattere più metropolitano in linea con la crescente vocazione della zona che si arricchiva di stazioni, uffici direzionali, locali, teatri, cinema e alberghi di elevato livello. Un esempio lampante di questo processo è l’altro, casualmente unico edificio superstite su questa strada, cioè la MeisterSaal, frequentata da David Bowie (1947-2016).
L’edificio di Köthener Straße 44: un gioiello in arenaria rossa vicino a Potsdamer Platz
Questo edificio, che si trova al civico 44, venne completato nel 1911 e fu progettato da Paul Zimmerreimer (1875-1943), famoso per le sue architetture dai richiami stilistici neorinascimentali, per la “Deutscher Credit-Verein”, che era una banca berlinese. Nonostante il piano terra sia stato successivamente e più volte trasformato in una vetrina continua già nel 1933, l’edificio, con la sua facciata scultorea meticolosamente realizzata in raffinata pietra arenaria rossa del Meno, ha conservato il suo aspetto maestoso ed elegante.
La scelta della pietra è insolita, ma alcuni esempi si trovavano già allora in Mitte. Ma soprattutto risulta interessante la fusione di forme neoromaniche e neoclassiche. Con la sua struttura a tre livelli, la facciata su strada riproduce uno schema comune nell’architettura degli edifici commerciali dell’epoca. Per esaltare la plasticità della facciata, l’architetto Paul Zimmerreimer arretrò sapientemente e leggermente tutti i piani superiori rispetto alla linea dell’edificio. Le rientranze laterali risultanti erano pensate per garantire un collegamento a filo con le facciate vicine. Il piano terra, con le sue ampie vetrine, spiccava rispetto ai piani superiori, apparentemente più massicci. Queste finestre, ora dipinte di bianco ma un tempo scure, contrastano nettamente con l’arenaria rossa. Tra gli elementi architettonici principali spiccano le caratteristiche cornici delle finestre con i loro molto verticali frontoni triangolari e il cornicione classico sporgente.
Il primo e il secondo piano sono collegati lateralmente da ampliamenti che si estendono su più piani. Gli elementi decorativi sono stati utilizzati con parsimonia, limitandosi ad alcuni bassorilievi ben posizionati e a tre mascheroni interamente scolpiti, di cui solo la testa centrale di Mercurio, il dio del commercio, è giunta fortunatamente fino a noi. Le austere facciate sul cortile presentano il rivestimento in mattoni smaltati tipico dell’architettura dell’epoca. Mentre i piani inferiori e la cantina erano riservati esclusivamente alla cooperativa, i piani superiori erano destinati all’affitto ad altri inquilini. Sebbene precedenti restauri abbiano fatto perdere dettagli rappresentativi come il lucernario nella biglietteria, gli elementi superstiti testimoniano chiaramente l’alta qualità degli interni di un tempo. Il vestibolo in marmo della scala principale ne è un esempio, apprezzabile ancora oggi. Nel 1925, l’edificio fu acquisito dalla ditta di caldaie “Buderus”.
Di quel periodo si può trovare una suggestiva foto con un’auto parcheggiata davanti. Dal 1978, con il Muro di Berlino a meno di 50 metri che di fatto troncava Köthener Straße e con tutti gli immediati dintorni fortemente stravolti e desolati, qui vennero ospitate diverse istituzioni culturali, tra cui l'”Associazione professionale degli artisti visivi di Berlino”.
Potsdamer Platz prima della guerra: l’eredità rossa di Köthener Straße
Quindi anche questa classicheggiante e rossa architettura, ora che i vuoti urbani limitrofi sono stati riedificati recentemente, risulta essere una preziosa e rarissima testimonianza del glorioso passato, pieno di vitalità ed energia, della zona di Potsdamer Platz… prima della guerra! Prima!
L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura
Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
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