Elezioni di Berlino 2026: tutto quello che c’è da sapere sul voto del 20 settembre
Il 20 settembre 2026 i berlinesi torneranno alle urne per eleggere il Parlamento della Città-Stato e le assemblee distrettuali per i successivi cinque anni: è un appuntamento che riporta le elezioni a Berlino al ritmo “originale” calendario elettorale ordinario, dopo la parentesi del 2023, anno in cui le consultazioni vennero ripetute per gravi irregolarità organizzative emerse nel 2021. La ripetizione del voto, allora, non aveva azzerato la legislatura in corso, e la scadenza naturale del mandato cade dunque quest’anno.
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Una novità importante riguarda l’estensione del diritto di voto ai minori: per la prima volta, infatti, anche i sedicenni e i diciassettenni potranno votare per il Parlamento locale. Per le assemblee distrettuali questa soglia era già in vigore da tempo e, in quel caso, il diritto di voto spetta anche ai cittadini di altri paesi dell’Unione europea residenti a Berlino.
Come funzionano le elezioni a Berlino
Hanno diritto di voto alle elezioni del Parlamento regionale tutti i cittadini tedeschi che abbiano compiuto sedici anni e abbiano la residenza principale a Berlino. La comunicazione elettorale, con l’indirizzo e gli orari del seggio assegnato, viene recapitata per posta prima del giorno del voto. Chi non la trovasse può comunque esercitare il proprio diritto presentandosi con un documento d’identità valido, oppure identificare il proprio seggio attraverso il servizio di ricerca online del Land di Berlino o rivolgendosi all’ufficio elettorale distrettuale.
È previsto anche il voto per corrispondenza, da richiedere in anticipo, online, per iscritto o di persona, presso l’ufficio competente.
Come si vota
Ogni elettore dispone di due voti. Il primo è destinato a un candidato nella propria circoscrizione elettorale, il secondo a un partito, ed è quest’ultimo a determinare in misura prevalente la ripartizione dei seggi in Parlamento. Berlino è suddivisa in 78 circoscrizioni: altrettanti deputati vengono eletti direttamente, mentre i restanti seggi vengono assegnati attraverso le liste regionali dei partiti. Il numero complessivo di parlamentari può crescere per effetto dei cosiddetti mandati di surplus e di compensazione: nell’attuale legislatura i deputati sono 159, a fronte dei 130 minimi previsti dalla norma.
I partiti e i candidati
La lista definitiva dei partiti ammessi sarà nota solo dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle candidature, fissata al 20 maggio 2026. La commissione elettorale regionale si pronuncerà sull’ammissione delle liste il 24 luglio. Sono però certi della partecipazione i cinque partiti attualmente rappresentati nel Parlamento di Berlino: CDU, SPD, Verdi, Die Linke e AfD.
Tra i partiti già presenti in Parlamento, la campagna elettorale vede in prima linea i seguenti candidati di punta. La CDU punta ancora su Kai Wegner, attualmente primo cittadino in carica, atteso alla designazione ufficiale nel mese di giugno. La SPD ha invece optato per un volto nuovo, Steffen Krach. I Verdi si affidano nuovamente alla leadership congiunta di Werner Graf e Bettina Jarasch: in caso di successo elettorale, Graf sarebbe il candidato alla carica di sindaco. Die Linke schiera per la prima volta come candidata di punta Elif Eralp. AfD conferma Kristin Brinker, già in testa alla lista nelle elezioni del 2021 e nella ripetizione del 2023.
I sondaggi per le prossime elezioni a Berlino: ecco quali erano gli equilibri politici a gennaio 2026
Il BerlinTrend, rilevazione periodica condotta da Infratest dimap per conto della rbb, fotografava a gennaio 2026 una situazione tutt’altro che definita. La CDU si attestava al 22%, seguita da Die Linke con il 18%, da AfD con il 17%, dai Verdi% con il 16% e dall’SPD con il 14%. Il BSW, fermo al 3%, non raggiungerebbe la soglia per entrare in Parlamento.
Queste cifre implicherebbero, se confermate, che la coalizione nero-rossa attualmente al governo non disporrebbe di una maggioranza propria. Sul piano aritmetico, risulterebbero percorribili solo alleanze a tre partiti. Come casi recenti ci hanno ricordato in più contesti a livello internazionale, vale la pena ricordare che i sondaggi registrano l’orientamento degli intervistati al momento della rilevazione e non costituiscono proiezioni attendibili sul risultato finale, specialmente se si considera che la campagna elettorale non è neppure iniziata.
Per cosa si vota, oltre che per il Parlamento di Berlino
Parallelamente alle elezioni parlamentari e distrettuali, potranno essere messi ai voti anche referendum popolari, la cui eventuale inclusione nella scheda sarà decisa nel corso dell’anno. Così è avvenuto, per esempio, nel caso del referendum sull’esproprio dei grandi gruppi immobiliari, che i berlinesi hanno approvato nel 2021, ma che non è stato mai messo in pratica dalle due amministrazioni che si sono succedute da allora. Al momento non è certo che ve ne saranno anche in questa tornata, tuttavia, due iniziative popolari sono attualmente in fase di raccolta firme. La prima, “Berlin autofrei“, punta a una drastica riduzione del traffico automobilistico all’interno della circonvallazione della S-Bahn. La seconda, “Berlin werbefrei“, chiede una regolamentazione più stringente della pubblicità esterna negli spazi pubblici.




