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Investimenti in Germania al minimo storico dall’unificazione

La Germania ha raggiunto il livello più basso di investimenti netti dall’unificazione. Lo comunicano i dati del Ministero federale dell’Economia e dell’Ufficio federale di statistica, che certificano come aziende, Stato e privati abbiano destinato all’edilizia, alle attrezzature e alle infrastrutture meno risorse di quanto abbiano fatto in oltre trent’anni.

Investimenti in Germania: minimo storico degli investimenti

La quota netta di investimenti viene rilevata mettendo in rapporto gli investimenti complessivi con il prodotto interno lordo (PIL), ossia l’intera produzione economica nazionale.

In questo modo, detraendo gli ammortamenti, i valori che restano indicano l’effettivo incremento degli investimenti produttivi e infrastrutturali. Ed è proprio questo dato ad aver raggiunto il minimo storico dal 1990. Questa flessione degli investimenti rispetto alla produzione economica, inoltre, non sembrerebbe essere un dato isolato, bensì una costante fin dalla riunificazione tedesca.

LInke: “Non si investe abbastanza”. E si punta il dito sul degrado urbano

Anche il referente della Linke per le politiche sociali ed economiche, Cem Ince, ha interpretato i numeri come la conferma di un problema strutturale.

Da anni, secondo il politico di sinistra, gli investimenti non sarebbero infatti sufficienti a mantenere in efficienza scuole, strade e infrastrutture pubbliche e la percezione dei cittadini rifletterebbe esattamente questa realtà. Una realtà fatta di scuole fatiscenti, arterie urbane danneggiate e infrastrutture sempre più degradate.

Si impone quindi una discussione su come la Germania stia accumulando un ritardo strutturale negli investimenti, con implicazioni dirette sulla capacità del Paese di mantenere e modernizzare le proprie infrastrutture, sostenere la crescita economica e garantire la funzionalità dei servizi pubblici nel lungo periodo.

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