Berlino, Greenpeace contro il governo: attivisti appesi a una gru vicino alla Cancelleria
Attivisti di Greenpeace hanno dato vita a una singolare protesta davanti alla cancelleria federale, nelle prime ore del mattino: sei persone sono infatti salite su una gru utilizzando una piattaforma elevatrice e quattro di loro hanno calato uno striscione con la scritta: “Libertà invece di politica basata sui fossili!”.
Le forze dell’ordine hanno messo in sicurezza l’area e temporaneamente chiuso l’area intorno alla cancelleria. Intorno alle 8:40 gli attivisti hanno lasciato volontariamente la gru e la polizia ha proceduto alla loro identificazione, mentre le indagini sono state affidate alle autorità locali.
Attivisti di Greenpeace su una gru: obiettivi della protesta
Secondo Greenpeace, l’azione è una critica esplicita alla politica energetica del governo e gli attivisti chiedono una rinuncia più rapida alle fonti fossili e misure più incisive per il clima. Lo striscione, che misura circa 100 metri quadrati, è stato esposto in vista della decisione del governo sul nuovo programma per la protezione del clima 2026, che il ministro Carsten Schneider (SPD) deve presentare entro i primi dodici mesi della legislatura, come previsto dalla legge.
L’azione coincide inoltre con il quinto anniversario della sentenza della Corte costituzionale federale del 2021, che sottolineava come misure insufficienti violino i diritti delle generazioni future.
Emissioni e settori critici
Secondo i dati dell’Agenzia federale per l’ambiente, nel 2025 il calo delle emissioni di gas serra è stato marginale. Per rispettare l’obiettivo vincolante di riduzione del 65% entro il 2030, sarebbero necessari tagli annuali di circa 42 milioni di tonnellate di CO₂.
Trasporti ed edifici rimangono i settori più lontani dai limiti fissati, con superamenti significativi delle soglie previste.
Questioni legali e impatto europeo
Alcune misure politiche, come l’abbandono della legge sul riscaldamento o il mantenimento dei motori a combustione, non sono ancora riflesse nelle valutazioni ufficiali. Per il regolamento UE sul clima, l’Agenzia federale stima un disallineamento complessivo di circa 226 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente tra il 2021 e il 2030. Questo significa che la Germania rischierebbe di dover versare compensazioni ad altri Stati membri dell’Unione europea.
Oltre a Greenpeace, anche Deutsche Umwelthilfe valuta azioni legali qualora il nuovo programma climatico non riduca adeguatamente il divario esistente. Il governo federale non ha ancora commentato le richieste: la portata delle misure sarà infatti definita dopo la decisione del Consiglio dei ministri.




