Der Mond und die Erde – Arriva a Berlino una mostra dedicata al MAAM
Dal 30 ottobre, lo spazio berlinese SCHAU FENSTER ospita una mostra dedicata al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia di Roma. Il titolo, “Der Mond und die Erde” (la Luna e la Terra), richiama un episodio che risale a quindici anni fa: un viaggio immaginario verso il nostro satellite, compiuto a bordo di un razzo costruito con materiali di scarto. L’esposizione è accompagnata da un talk, da un DJ set e da un calendario di workshop che si estende fino al 14 novembre.
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Che cos’è il MAAM? Una storia italiana di arte e resistenza

Il MAAM sorge nella periferia orientale di Roma, all’interno di un ex salumificio occupato nel 2009. Da allora l’edificio ospita duecento persone. Nel 2012, per sottrarre la struttura alla demolizione e i residenti allo sgombero, Giorgio de Finis promosse un’iniziativa che coinvolse artisti e artiste chiamati a trasformare il complesso industriale in un museo alternativo.
Oggi le pareti e gli spazi del sito contengono dipinti murali, quadri e installazioni di oltre 450 artisti provenienti da varie parti del mondo, il che ha fatto del MAAM un punto di riferimento per l’arte contemporanea nella periferia romana. Per molto tempo lo sgombero e la demolizione sono rimasti una prospettiva concreta. Nell’ottobre 2023 si è arrivati a un’intesa: il Comune e il proprietario della fabbrica dismessa hanno concordato la trasformazione del MAAM in museo pubblico e la costruzione di ulteriori alloggi popolari.
Il film “Space Metropoliz”
Nel film del 2013 “Space Metropoliz”, i residenti del MAAM assemblano un razzo con rottami e materiali riciclati e lo usano per raggiungere simbolicamente la Luna. La meta è un luogo che non appartiene a nessuno, privo di discriminazioni ed esclusione, dove la convivenza solidale appare realizzabile.
Il razzo rappresenta il desiderio collettivo di ricominciare e l’idea di una società diversa e più equa e colloca un momento visionario dentro una condizione abitativa precaria, attribuendo all’immaginazione artistica il valore di pratica sociale.
La mostra a Berlino
A quindici anni dal viaggio immaginario verso il satellite, i protagonisti di Metropoliz portano per la prima volta il MAAM a Berlino in forma ampia, con una mostra e un programma di eventi. L’occasione è la residenza Ecological Futures.
Allo SCHAU FENSTER la vicenda di Metropoliz viene raccontata attraverso lavori artistici, film, fotografie e visioni progettuali. Sono esposti, tra l’altro, futuri speculativi per Metropoliz elaborati da BeL con il Social Impact Studio della HSD Peter Behrens School, da María García / María dilemas, da Planbude e da raumlabor. Questi progetti nascono nell’ambito dell’iniziativa “Un’altra casa”, a cura di ARCH+, Goethe-Institut e Villa Massimo.
Il confronto tra i due corpi celesti, la Luna e la Terra, introduce la domanda che guida l’intero progetto: come si può ripensare lo spazio pubblico, e con quali strumenti? Per la durata della mostra lo SCHAU FENSTER ospiterà dibattiti e laboratori su questo tema.
Opere e materiali in esposizione
Tra i contributi figurano:
- l’archivio del MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia;
- le fotografie di Franco Buoncristiani, “Hotel Metropoliz”;
- l’installazione “Un’altra casa”, promossa da ARCH+, Goethe-Institut e Villa Massimo, con BeL / Social Impact Studio, studenti della HSD Peter Behrens School, Planbude e raumlabor con María dilemas / María García;
- il “Manifest” di Laetitia Ky
La sezione video comprende “Space Metropoliz” di Fabrizio Boni e Giorgio de Finis (2013), estratti da “Museocracy” di Antonio Di Domenico (2025), il video istituzionale del MAAM per la candidatura UNESCO, estratti da “Il MAAM non muore” di Alessandro Massaroni, “MAAM Superlieu” (Iperfestival 2026, a cura di Gattonudo), un estratto dalla performance “Opticks” (2014) di Daniela De Paulis ed “Elsewherenauts” di Karin Andersen (2026).
Il team che ha curato la mostra è formato da:
- Giorgio de Finis, ideatore e curatore del MAAM e direttore del Museo delle Periferie;
- Irene Di Noto, del Movimento per il Diritto all’Abitare / Metropoliz;
- Antonella Perin, responsabile dei programmi culturali del Goethe-Institut Roma;
- Petra Roggel, curatrice di Ecological Futures per il Goethe-Institut;
- Christian Hiller, curatore di Ecological Futures per ARCH+;
- Zita Leutgeb, curatrice di Ecological Futures per ARCH+.
Il programma di residenze Ecological Futures è stato avviato da ARCH+, dal Goethe-Institut e dallo Spreepark Art Space. Il progetto di residenza “Der Mond und die Erde” nasce in collaborazione con il Goethe-Institut Roma, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz e il Museo delle Periferie.
Incontri e workshop fino al 14 novembre

Sabato 31 ottobre, alle 18, Irene di Noto (Metropoliz Roma) dialoga con Jochen Becker (station urbaner kulturen/nGbK Hellersdorf) sulla centralità delle periferie a Roma e a Berlino.
L’area dell’ex fabbrica di carni, battezzata “Metropoliz” al momento dell’occupazione, conferisce alla periferia romana una nuova centralità e riunisce abitare, lavoro, cultura e politica. La station urbaner kulturen è una sede distaccata del Kunstverein nGbK nel grande quartiere residenziale di Hellersdorf. Entrambe le realtà richiamano il “diritto alla città” collettivo formulato da Henri Lefebvre nel 1968. Il sociologo urbano parigino intendeva con questa espressione la rivendicazione, da parte dei molti, di centralità urbana, di potere decisionale locale e del riconoscimento dei diritti fondamentali. Si tratta, secondo la formula riportata, di molto più del diritto di accedere, individualmente o collettivamente, alle risorse che la città incarna: è il diritto di cambiare e reinventare la città secondo i propri desideri, ed è un diritto collettivo, non individuale.
Sabato 7 novembre, dalle 14 alle 17, si tiene “Bodies of Water – Tag der Aktivierung“, workshop con i residenti Ecological Futures della Escuela del Agua, guidato da Jhanuby Loaiza.
L’incontro parte da una domanda: quali storie scorrono nelle vene e nei fiumi? L’acqua vi è considerata non come semplice risorsa, ma come essere vivente, un corpo da riconoscere come tale, che oggi invita ad ascoltare le sue ferite e a intrecciare le resistenze. Arte e movimenti sociali si incontrano per esplorare insieme le sfide e i conflitti legati all’acqua in contesti geografici diversi. I partecipanti mapperanno i problemi comuni, attiveranno i corpi con il fare artistico e costruiranno nello spazio una rete fisica che simboleggia i flussi vitali capaci di unire e sostenere. È richiesto di portare una piccola quantità d’acqua, prelevata da una fonte vicina o dal rubinetto di casa.
Il calendario si chiude con quattro appuntamenti:
- giovedì 12 e venerdì 13 novembre, ogni giorno dalle 17 alle 20: invito a un intervento video urbano con Ludwig Ferrante;
- venerdì 13 novembre, dalle 17 alle 20: workshop di cianotipia con Rachel D’Orazio;
- sabato 14 novembre, dalle 14 alle 19: workshop di serigrafia con Rachel D’Orazio.
Come il razzo del MAAM parte per lasciare le proprie tracce sulla Luna, anche i partecipanti sono invitati a lasciare le loro: cianotipia e serigrafia si sperimentano su carta e su tessuto. Chi partecipa può portare felpe, borse, magliette o altri capi tessili da decorare di persona.
Orari di apertura della mostra
La mostra resta aperta dal 31 ottobre al 14 novembre 2026. Gli orari di visita sono i seguenti:
- da mercoledì a venerdì, dalle 17 alle 20;
- il sabato, dalle 14 alle 19;
- in altri momenti, su richiesta.
La sede è SCHAU FENSTER – Raum für Kunst, in Lobeckstraße 30-35, 10969 Berlino. L’inaugurazione si tiene invece venerdì 30 ottobre, nella fascia oraria 17-23.




