Gli atleti paralimpici tedeschi non parteciperanno alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Milano e Cortina d’Ampezzo, che si terrà all’Anfiteatro di Verona. Lo ha reso noto martedì l’Associazione tedesca sportivi disabili (DBS), spiegando che la scelta nasce in risposta alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere atleti provenienti da Russia e Bielorussia.
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La decisione della DBS: fuori dalla sfilata delle Paralimpiadi di Milano Cortina, ma non dai Giochi
Atleti e dirigenti tedeschi non saranno presenti alla parata inaugurale. La DBS ha precisato che la rinuncia alla sfilata assolve una doppia funzione: da un lato permettere agli atleti di mantenere la concentrazione in vista delle gare imminenti, dall’altro esprimere, secondo le parole della federazione, “rispettosa solidarietà” nei confronti della delegazione ucraina.
Il boicottaggio, tuttavia, riguarda unicamente la sfilata delle nazioni. Il Team Germania prenderà parte, come da programma, alle riprese registrate in anticipo presso le varie sedi di gara: sequenze che saranno poi trasmesse nel corso della cerimonia, sia allo stadio che in televisione. Con questa distinzione, la squadra tedesca, si legge nel comunicato ufficiale, “combina la concentrazione sportiva con una posizione chiaramente basata sui valori”.
La svolta è tanto più significativa se si considera che, fino a poco tempo fa, il presidente della DBS Hans-Jörg Michels aveva pubblicamente respinto l’ipotesi di un boicottaggio. In un’intervista al servizio Sport-Informations-Dienst, Michels aveva dichiarato di non ritenere utile tale misura, richiamando l’esperienza storica: le edizioni passate avevano dimostrato, a suo avviso, che questo tipo di protesta non produce benefici concreti per lo sport. La posizione della federazione si è poi modificata.
A febbraio il Comitato Paralimpico Internazionale aveva assegnato sei “wild card” a sei atleti russi e quattro a bielorussi, consentendo loro di gareggiare alle Paralimpiadi invernali sotto la rispettiva bandiera nazionale e di esporre i propri emblemi. In caso di vittoria, verrebbe suonato l’inno del paese. Questa decisione ha seguito la revoca della sospensione delle due federazioni nazionali da parte dell’IPC.
La DBS ha contestato apertamente il percorso che ha portato a tale esito. Nel comunicato diffuso dalla federazione tedesca si sottolinea che né la delibera dell’Assemblea Generale dell’IPC del settembre 2025 né la pronuncia del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) prevedevano in modo esplicito l’obbligo di assegnare posti di partenza alle nazionali russa e bielorussa. Di conseguenza, la DBS qualifica la scelta del Comitato come una “sfida particolare per il movimento paralimpico”.
Sul piano dei valori, l’associazione tedesca ha ribadito la centralità di quello che definisce il “nucleo dell’idea paralimpica”: competizioni eque in un contesto pacifico, capaci di mettere in risalto le prestazioni e le storie personali degli atleti provenienti da ogni parte del mondo. In un passaggio del comunicato si legge: “Soprattutto in tempi difficili, rimane nostro compito comune vivere visibilmente i valori paralimpici e proteggere con determinazione l’integrità dello sport”.
La reazione politica: anche la ministra tedesca diserta la cerimonia
La presa di posizione sportiva trova un parallelo nel fronte istituzionale. La ministra dello Sport tedesca Christiane Schenderlein (CDU) ha annullato la propria partecipazione alla cerimonia di apertura, dichiarando di condividere le riserve espresse dalla DBS nei confronti della decisione di consentire agli atleti russi e bielorussi di competere ai Giochi con i colori nazionali.

Già prima dell’annuncio della DBS, diverse nazioni avevano comunicato l’intenzione di disertare la sfilata di apertura per protestare contro la presenza degli atleti russi e bielorussi: tra queste, Ucraina, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Paesi Bassi e Repubblica Ceca. Alla lista si sono aggiunte successivamente Canada, Svizzera e Gran Bretagna.



