AperturaVivere in Germania

Violenza domestica a Berlino: i casi aumentano, ma le denunce non portano a nulla

La violenza domestica, a Berlino, è un problema sempre più urgente e drammatico, ma le pur numerosissime denunce finiscono quasi sempre per non portare a nulla. Nel 2024, la procura della capitale tedesca ha gestito ben 15.045 procedimenti penali relativi a episodi di violenza domestica. Di questi, soltanto 441 hanno portato alla presentazione di un’accusa formale, pari al 2,9% del totale. Altri 797 casi si sono conclusi con un decreto penale, ovvero principalmente con multe comminate alla persona denunciata senza arrivare al processo. Il restante 76% è stato archiviato per insufficienza probatoria o mancanza di elementi utili al proseguimento dell’azione penale.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Nel Brandeburgo la situazione è simile dal punto di vista delle percentuali. Su 2.983 procedimenti avviati lo stesso anno, si è arrivati ad accuse formali in 190 casi (6,4%), mentre 83 si sono chiusi con decreto penale (2,8%). L’archiviazione ha interessato l’85,8% dei fascicoli. I dati delle procure sono stati riportati dal portale di rbb, testata collegata alla radio locale, che ha comparato i dati delle procure e interpellato un’avvocata specializzata proprio nella difesa delle vittime di questo tipo di violenza.

Perché le denunce per violenza domestica non portano a nulla?

In moltissimi casi, si arriva almeno all’indagine preliminare. Dal 2021 al 2025, Berlino ha registrato un aumento significativo delle indagini preliminari. Quattro anni fa i casi trattati erano 11.078; nel 2024 il numero è salito a 15.045. Le valutazioni preliminari per il 2025 indicano un ulteriore incremento, con 16.343 procedimenti aperti dalla procura.

Questa progressione contrasta con l’andamento nel Brandeburgo, dove non emerge una tendenza uniforme alla crescita. Le denunce presentate alle procure del Land rimangono contenute rispetto alla popolazione residente, dato che secondo le ricerche della rbb suggerirebbe una maggiore reticenza a formalizzare gli episodi nelle aree meno urbanizzate.

È qui che, secondo Christina Clemm, avvocata berlinese specializzata in diritto penale e di famiglia, si perdono moltissime denunce.  I procedimenti prolungati che si rendono necessari in questa fase possono arrivare a rappresentare infatti un carico gravoso per le persone coinvolte. Molte vittime, in questa fase, sono ancora a stretto contatto con i loro carnefici (o addirittura vivono sotto lo stesso tetto con loro) e quindi decidono di non testimoniare perché prive di garanzie sulla propria incolumità durante il processo, anche perché non hanno piena consapevolezza delle tutele legali disponibili e non ricevono supporto qualificato.

Se poi dalle indagini non emergono prove, ma solo le diverse versioni fornite dalle due parti, è ancora più difficile supporre un esito positivo per la denuncia. A questo punto, è facile che le denunce vengano ritirate o le vittime si rifiutino di testimoniare. È inoltre possibile che, nelle località più piccole, il timore del giudizio sociale amplifichi la riluttanza a denunciare, poiché le vittime temono di esporsi al giudizio pubblico.

L’Ufficio federale di polizia criminale, in collaborazione con il Ministero della famiglia e quello dell’interno, sta conducendo uno studio esteso sul fenomeno della violenza domestica non denunciata e i risultati parziali mostrano che meno del dieci per cento degli episodi viene denunciato. Per la violenza tra partner il dato scende sotto il cinque per cento. Il rapporto conclusivo è previsto entro l’anno.

Non tutte le forme di violenza domestica sono illegali in Germania

Uno dei problemi che rendono particolarmente infida e pericolosa la violenza domestica è che questa si manifesta in moltissimi modi, alcuni dei quali sono difficilissimi da provare e non costituiscono, di per sé, reati. Fra questi ci sono, per esempio, la coercizione psicologica, con il controllo invasivo della quotidianità, le pressioni da parte di partner che vogliono dettare legge su ogni aspetto della vita dell’altra persona o che ne offendono la dignità: non esistono sanzioni per questo tipo di azioni nell’ordinamento vigente.

Critiche all’operato delle forze dell’ordine

Le organizzazioni che forniscono assistenza alle donne in questi casi rilevano inoltre limiti nell’azione preventiva delle forze dell’ordine, che, come succede anche in altri Paesi, tendono a intervenire solo dopo che si sono verificati episodi gravi. Le vittime, riferisce chi opera in questo settore, si scontrerebbero spesso con la tendenza della polizia a minimizzare la gravità degli episodi che vengono riferiti nelle prime denunce o a non credere alle dichiarazioni delle vittime.

Come si può combattere più efficacemente la violenza domestica a Berlino?

La polizia di Berlino, per contro, ha precisato a rbb che esistono standard definiti per gli interventi in caso di violenza domestica, che coprono le modalità operative sul luogo, l’attività sulla scena e l’acquisizione delle prove. Questi protocolli costituiscono requisiti minimi volti a garantire la corretta registrazione dei casi.

Clemm propone l’adozione dell’interrogatorio video condotto dal giudice, analogamente a quanto previsto per i reati sessuali. Tale strumento eviterebbe alle vittime di rendere testimonianza ripetutamente, consentendo la riproduzione della deposizione registrata davanti al tribunale penale. Secondo l’avvocata, questa modalità risulterebbe particolarmente utile nei casi di violenza domestica, dove la pressione sulla vittima è molto maggiore rispetto ai casi in cui l’autore del reato è sconosciuto.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio