Sven Schulze, premier della Sassonia Anhalt: “chi riceve il reddito di cittadinanza dovrebbe spalare la neve”
Sven Schulze (CDU), capo del governo della Sassonia-Anhalt, ha lanciato un dibattito sulla possibilità di richiedere prestazioni lavorative ai percettori del reddito di cittadinanza. Intervistato da Bild am Sonntag, ha sottolineato come l’assistenza statale debba trovare riscontro in forme di collaborazione concreta con le amministrazioni locali. Per esempio, i percettori di reddito di cittadinanza potrebbero spalare la neve o ripulire i parchi dalle foglie secche.
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Le dichiarazioni arrivano mentre la regione si prepara alle elezioni di settembre, e AfD domina i sondaggi. Schulze è subentrato a gennaio al compagno di partito Reiner Haseloff con l’intento di arginare un possibile ribaltamento degli equilibri politici.
Sven Schulze: chi riceve un sussidio dovrebbe dare qualcosa in cambio
Schulze ricalca uno degli argomenti più spesso proposti dagli esponenti della CDU, quando si parla di reddito di cittadinanza o di qualsiasi forma di sussidio: perché individui in buone condizioni fisiche, momentaneamente senza impiego, non potrebbero svolgere tali mansioni?
Il riferimento esplicito va al precedente sistema del “lavoro civico” già sperimentato nella regione. Secondo il governatore, nessuna norma vieta attività di pubblica utilità in Germania. In realtà, per quanto i precedenti ci siano, si tratta di un aspetto piuttosto controverso dei regolamenti locali, prima di tutto perché in Germania il lavoro forzato è illegale e, in secondo luogo, perché il lavoro, se disponibile, dovrebbe essere retribuito secondo le norme che lo regolano (per esempio, essere soggetto al salario minimo e ai contributi pensionistici). Schulze semplifica il discorso: i beneficiari di un sussidio dovrebbero “dare qualcosa in cambio” allo Stato.
Un welfare basato sulle sanzioni
Al momento, chi non riesce a trovare lavoro e percepisce un sussidio può accedere ad alcuni programmi di formazione, con lo scopo di migliorare le prospettive occupazionali. Si tratta soprattutto di corsi di formazione e di corsi di lingua per chi non parla ancora bene il tedesco. Anche per incentivare l’adesione a tali programmi, Schulze punta su meccanismi di pressione finanziaria, per esempio attraverso la riduzione dell’importo erogato a chi rifiuta di partecipare.





