Trump vuole l’Expo 2035: e la candidatura di Berlino?
L’iniziativa arriva direttamente da Washington. Attraverso Truth Social, Donald Trump ha ufficializzato giovedì l’intenzione degli Stati Uniti di concorrere per l’Esposizione Universale del 2035, proponendo Miami come città ospitante. Secondo il tycoon, l’evento rappresenterebbe una “pietra miliare” di quella che definisce la nuova età dell’oro statunitense. In Germania, qualcuno si chiede come reagirà il governo di Berlino a questa notizia, dal momento che, già da qualche anno, si parla di portare l’Expo 2035 nella capitale tedesca. L’annuncio d’oltreoceano potrebbe ora alterare gli equilibri politici interni, costringendo il governo locale a prendere posizione.
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Berlino vuole l’Expo 2035, ma per Wegner le Olimpiadi sono più importanti
Daniel-Jan Girl, già alla guida della Camera di Commercio e Industria berlinese, figura tra i sostenitori più attivi dell’ipotesi Expo nella capitale. Venerdì ha commentato la candidatura americana rilevando come essa evidenzi il peso globale delle esposizioni universali e sottolineando come Berlino sia l’unica sede completamente preparata ad accogliere una manifestazione di questo genere.
Secondo Girl, progetto e piano finanziario esistono già e la macchina organizzativa potrebbe partire immediatamente. Eppure, l’attenzione della coalizione nero-rossa che governa Berlino si concentra altrove. I Giochi Olimpici e Paralimpici, infatti, costituiscono la priorità assoluta per il sindaco Kai Wegner (CDU) e la senatrice allo sport Iris Spranger (SPD).

Foto: EPA-EFE/FILIP SINGER
Wegner ha però lasciato aperto uno spiraglio. Durante il ricevimento di Capodanno della IHK, a metà gennaio, ha ventilato la possibilità di una candidatura congiunta con il Brandeburgo, configurando l’ipotesi di una proposta da parte della regione metropolitana anziché limitata alla sola capitale.
Le pressioni dell’economia e della politica locale
Sebastian Stietzel, attuale presidente della Camera di Commercio e Industria, ha dichiarato di sperare che l’annuncio di Trump sia un campanello d’allarme per Berlino e spinga l’amministrazione a prendere posizione e a dare importanza all’Expo 2035.
All’interno dell’SPD le posizioni divergono. Lunedì scorso il comitato esecutivo regionale del partito ha espresso sostegno alla candidatura. Franziska Giffey, senatrice SPD, sostiene da mesi entrambe le candidature – Olimpiadi ed Expo – distaccandosi dalla collega Spranger. Dopo l’annuncio di Trump, Giffey ha sollecitato un nuovo esame della questione da parte del Senato.

La sua lettura assume toni più ampi: “Ora non si tratta più solo della regione della capitale e della Germania, ma di una proposta europea del mondo libero su come vogliamo vivere in futuro, su come possiamo realizzare città e paesi vivibili, cooperazione internazionale, accesso all’innovazione e alla tecnologia e prosperità per tutti”.
Jarasch: Berlino deve affermarsi come città della libertà
Steffen Krach, candidato di punta dell’SPD, ha colto nella mossa americana una dimensione ulteriore. “La questione della sede dell’Expo 2035 è diventata ancora più politica dall’oggi al domani”, ha dichiarato a Checkpoint, newsletter del Tagesspiegel. La sua domanda è netta: “L’Expo 2035 si terrà nel mondo libero o nel mondo libero secondo Donald Trump?”.
Bettina Jarasch, presidente del gruppo parlamentare e co-candidata dei Verdi berlinesi, condivide questa visione. Per Jarasch, Berlino deve affermarsi come città della libertà, faro di apertura al mondo e innovazione sostenibile, specialmente in fase di trasformazioni globali. La candidatura all’Expo rafforzerebbe questa identità sul piano internazionale.

Foto: Dominik Butzmann
Il Bureau International des Expositions aprirà ad aprile la procedura di candidatura per l’Expo 2035. Da quel momento, le città interessate avranno margini temporali definiti per presentare dossier e strategie. Berlino dovrà decidere se restare spettatrice o entrare in competizione.





