Sondaggio: i berlinesi non vogliono le olimpiadi del 2036
Il progetto del Senato di Berlino di riportare i Giochi Olimpici nella capitale tedesca nel 2036 incontra resistenze considerevoli. Un’indagine commissionata dal Tagesspiegel all’istituto Civey documenta un rifiuto netto da parte della popolazione locale. Tra il 31 ottobre e il 14 novembre sono stati interpellati circa mille residenti.
Due terzi degli intervistati, precisamente il 67%, si dichiarano contrari all’ipotesi che Berlino ospiti le Olimpiadi estive nel 2036, 2040 oppure 2044. Appena il 27% approva gli sforzi amministrativi. Chi rimane incerto sulla questione rappresenta il 6%. Questi numeri complicano ulteriormente la posizione della coalizione nero-rossa. L’amministrazione cittadina si trova già alle prese con ostacoli diversi nella promozione della candidatura, che punta a riportare l’evento nella capitale tedesca a un secolo esatto da quello del 1936, tristemente e sinistramente legato all’auge del regime nazista.
Referendum pianificato dall’alleanza NOlympia
L’alleanza contraria ai Giochi Olimpici ha recentemente reso pubbliche le proprie intenzioni. Venerdì scorso NOlympia ha comunicato che avvierà un referendum popolare contro la candidatura olimpica di Berlino. La raccolta ufficiale delle sottoscrizioni inizierà il primo gennaio 2026, secondo quanto dichiarato dagli attivisti.
La tempistica di questa mossa solleva questioni procedurali rilevanti. Un eventuale voto popolare non potrà materialmente svolgersi prima del 2027. Il Comitato Olimpico Tedesco (DOSB) deve però selezionare la città candidata tedesca nell’autunno 2026, quindi mesi prima della possibile consultazione referendaria.
Gabriele Hiller, portavoce dell’iniziativa, illustra la strategia adottata: qualora Berlino ottenesse l’assegnazione, sussisterebbe il rischio concreto di un successivo rigetto da parte dei cittadini. Il DOSB si trova quindi a dover valutare se accettare questa incertezza.
Gli altri candidati
La situazione berlinese presenta peculiarità rispetto ad altre realtà tedesche interessate ai Giochi. Nelle città e regioni concorrenti si è tenuto oppure si terrà un referendum preventivo, antecedente alla decisione del DOSB. A Berlino questa opzione non risulta praticabile legalmente.
La coalizione nero-rossa non è riuscita negli anni recenti a creare i presupposti giuridici necessari affinché il governo potesse indire una consultazione popolare. Questo vincolo costituisce uno svantaggio notevole rispetto agli altri aspiranti alla candidatura tedesca.
Monaco rappresenta il caso più emblematico. Nella capitale bavarese un referendum svoltosi in ottobre ha espresso maggioranza chiara a favore della candidatura locale. Il Senato berlinese opera quindi in condizioni significativamente più complesse rispetto ai competitor diretti. Le sue possibilità di ottenere il sostegno popolare rimangono incerte fino a eventuali sviluppi successivi.
Divisioni interne sulla candidatura all’Expo
L’ipotesi che Berlino si proponga per ospitare l’Expo 2035 genera reazioni meno ostili rispetto al progetto olimpico, ma non certo unanimità. Un altro sondaggio, realizzato sempre da Civey per il Tagesspiegel, evidenzia orientamenti quasi equivalenti tra favorevoli e contrari.
Il 43% dei partecipanti sostiene l’idea dell’esposizione mondiale nella capitale. Una quota marginalmente superiore, pari al 44%, esprime contrarietà. Gli indecisi sono il 13%. All’interno del Senato si registrano divergenze marcate. La senatrice all’Economia pubblica amministrazione (SPD), promuove la candidatura a molteplici grandi eventi. Christine Richter, portavoce dell’amministrazione cittadina, ha invece respinto queste proposte dichiarando al Morgenpost che non si prevede alcuna decisione del Senato sull’Expo.
Il sindaco Kai Wegner (CDU) ha evitato di recente di assumere posizioni definitive contro l’esposizione mondiale. Ha dichiarato al Tagesspiegel che Berlino potrebbe riunire nei prossimi anni progetti capaci di trasformare la città in modo duraturo: dall’Expo 2035 a un’esposizione architettonica internazionale, fino ai Giochi Olimpici nella capitale. Ha però precisato che le Olimpiadi costituiscono per lui “la massima priorità”.



