Meno giorni di malattia per assistere i figli: la proposta del Ministro della Sanità tedesco
I ministri cambiano, ma i dissidi restano. A luglio, la ex Ministra tedesca della sanità in quota CDU Nina Warken è stata sostituita dal compagno di partito Cartsen Linnemann, dopo che le sue proposte di riforma del sistema sanitario avevano scatenato non solo proteste in tutto il Paese, ma anche una forte resistenza da parte dei compagni di coalizione dell’SPD. A poco più di due mesi di distanza, però, neanche le proposte di Linnemann sembrano convincere i socialdemocratici. Le critiche più recenti riguardano l’ipotesi di ridurre il numero di giorni di assenza dal lavoro ai quali ogni genitore ha diritto in caso di malattia dei figli.
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I giorni di malattia disponibili per la cura dei figli sono stati aumentati durante il la pandemia
Durante la pandemia di Covid-19, i giorni di malattia disponibili per la cura dei figli erano passati da 10 a 15 e Linnemann ha ora proposto, durante un’interrogazione parlamentare, di riportare la regola ai livelli pre-pandemia, in un’ottica di generale ritorno alla “normalità” e annullamento delle misure eccezionali che erano state adottate durante l’emergenza pandemica. L’SPD, però, non ci sta: la deputata nonché portavoce del gruppo parlamentare socialdemocratico per le politiche familiari Jasmina Hostert ha infatti espresso tutta la propria contrarietà in una dichiarazione rilasciata al quotidiano Augsburger Allgemeine, sostenendo che l’SPD, a differenza della CDU in generale e di Linnemann in particolare, promuova “una politica a misura di famiglia, che sostenga concretamente le famiglie e garantisca loro il tempo necessario per i propri figli”.
Critiche da sinistra e dalla società civile
Secondo l’SPD non bisogna guardare a questo tipo di norme in un’ottica di “normalità” precedente al Covid ed “eccezionalità” dalla pandemia in poi, quanto piuttosto chiedersi di cosa le famiglie abbiano bisogno in questo momento. E la risposta, sostengono i socialdemocratici, va ricercata in nuovi sgravi e forme di supporto, invece che di nuovi oneri. Questa nuova proposta stride particolarmente, fra le fila della parte più moderata del governo, perché arriva a ridosso del dibattito sull’obbligo di certificazione medica già dal primo giorno di malattia che, sostiene Hostert, implica un generale senso di “sospetto” verso i genitori che restano a casa per accudire i figli e che sottende, a suo parere, una “logica errata”.
Dello stesso avviso anche la ministra presidente del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Manuela Schwesig (SPD) e il deputato dei Verdi Johannes Wagner, che ritiene necessario mantenere quelle norme che, pur avviate durante la pandemia, si sono dimostrate efficaci in generale: “se in passato qualcosa funzionava male, non c’è motivo di tornare indietro”, ha dichiarato allo stesso quotidiano. Alle critiche si è unita, ovviamente, anche Die Linke: la presidente del gruppo parlamentare Heidi Reichinnek ha accusato Linnemann di lasciare “ancora una volta le famiglie allo sbaraglio”.
Anche dalla società civile sono piovute critiche a carico del Ministro: l’Unione delle Famiglie Cattoliche ha criticato il fatto che, in altri settori “si distribuiscano miliardi a casaccio”, mentre il governo opera “tagli meschini proprio laddove i genitori si assumono la responsabilità dei propri figli malati”, sottolineando anche che il potenziale di risparmio di una misura del genere sarebbe piuttosto limitato, considerando che solo una piccola parte dei genitori, attualmente, ricorre in misura significativa all’indennità di malattia per la cura dei figli.
I critici di questa proposta, fra i quali il presidente del sindacato dell’istruzione GEW in Sassonia Burkhard Naumann, temono il rischio di un impatto negativo sulla salute pubblica, oltre che sulla vita delle singole famiglie. Se per esempio, un numero crescente di genitori decidesse di mandare i figli piccoli a scuola o all’asilo anche quando sono malati, perché non può permettersi di accumulare troppi giorni di permesso dal lavoro, si rischierebbe una maggiore diffusione di patogeni e un impatto molto maggiore di infezioni e malanni stagionali.
Fino a questo momento, Linnemann ha incassato solo l’appoggio del proprio partito e delle associazioni dei datori di lavoro, che sono evidentemente favorevoli alla riduzione dei giorni di malattia pagati per i dipendenti, e della DAK, una delle assicurazioni sanitarie pubbliche tedesche.
Cosa prevede la legge attuale
Per tutto il 2026, in ogni caso, non è previsto comunque alcun cambiamento, poiché la proroga della norma pandemica è stata già confermata. Questo vuol dire che ogni genitore ha diritto a 15 giorni di malattia per accudire un figlio di età inferiore ai 12 anni (i giorni salgono a 30 per i genitori single). I genitori con assicurazione sanitaria statale possono richiedere l’indennità di malattia se un figlio di età inferiore ai dodici anni è malato e, per questo motivo, non possono recarsi al lavoro. La cassa malattia copre quindi gran parte della perdita di guadagno e versa l’indennità di malattia per i figli, che è di norma pari al 90 per cento della retribuzione netta. Ci sono alcuni però limiti: le casse malattia coprono al massimo 135,63 euro al giorno. In caso di più figli, ogni genitore può inoltre richiedere solo fino a 35 giorni, mentre i genitori single, di conseguenza, il doppio.



