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Germania, certificato di malattia dal primo giorno: la ministra Bas cerca di frenare

La proposta dell’Unione di introdurre l’obbligo di presentare il certificato di malattia sin dal primo giorno di assenza sul lavoro incontra le perplessità dalla ministra del lavoro Bärbel Bas (SPD). La ministra ritiene infatti che si debba valutare attentamente l’impatto che un simile provvedimento potrebbe avere nella pratica.

La misura, fortemente voluta dalla compagine cristiano-democratica, ha il dichiarato fine di impedire l’assenteismo ingiustificato ed è una delle misure inserite nel pacchetto di riforme del governo Merz. Bas intende però valutare attentamente gli effetti che un cambiamento del genere potrebbe produrre, allo scopo di salvare lo scopo evitando spiacevoli ripercussioni.

Il certificato dal primo giorno di malattia suscita i dubbi di Bärbel Bas

“Sono leale nei confronti della coalizione, ma dovremmo chiederci ancora una volta se questa misura sia davvero sensata”, ha dichiarato la ministra Bas ai media del Funke Mediengruppe. La preoccupazione principale è che in questo modo persone con una “lieve infezione”, che si sarebbero assentate per poco tempo, vadano dal medico il primo giorno ottenendo una settimana intera di malattia certificata, finendo quindi, paradossalmente, per assentarsi di più.

Bas ha poi parlato delle eccezioni legate a contratti collettivi che adottano regole diverse. “Se introduco un obbligo e poi inserisco 95 eccezioni, viene da chiedersi se questo obbligo sia davvero necessario” ha chiosato la ministra.

Riforma delle pensioni, ulteriori dubbi

Bärbel Bas si dice perplessa anche in relazione a un’altra misura prevista dall’Unione, vale a dire quella dell’abolizione della pensione senza penalizzazioni dopo 45 anni di lavoro (in questi casi, non si subisce la riduzione permanente dell’assegno normalmente prevista per le pensioni anticipate). Per Bas l’attuazione del nuovo corso non dovrebbe infatti pregiudicare le persone vicine alla pensione che fino ad ora hanno fatto piani basati sul vecchio corso.

La ministra quindi, pur non contestando in assoluto la riforma, che ha lo scopo di non incentivare il pensionamento anticipato (come espressamente dichiarato da Merz a RTL), chiede una fase transitoria di cinque anni a tutela di chi è quasi in pensione.

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