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La polizia di Berlino prepara un registro dei pazienti psichiatrici potenzialmente violenti

In questi ultimi anni, in Germania, si sono ripetuti due fenomeni e la concentrazione sull’uno o sull’altro permette di presentare la stessa realtà da punti di vista molto diversi. Da un lato c’è il fenomeno più discusso dalla politica, ovvero quello degli attentati alla pubblica sicurezza portati a termine da persone con patologie psichiatriche non trattate. Il caso più celebre è quello del Parco Schöntal di Aschaffenburg, in Baviera: qui, nel gennaio 2025, un ventottenne afgano ha accoltellato e ucciso du bambini di un asilo locale e ferito altre tre persone. L’uomo è stato dichiarato incapace di intendere e volere e internato in una struttura psichiatrica. L’altro fenomeno è quello delle persone con patologie psichiatriche uccise dalla polizia tedesca in contesti nei quali non rappresentavano un pericolo per gli altri e, al più, avevano bisogno di aiuto per non nuocere a sé stesse. Il caso più celebre è quello di Mouhamed Dramé, un adolescente senegalese rifugiato in Germania, che fu ucciso dalla polizia, chiamata perché il giovane sembrava manifestare intenti autolesionistici. Delle due facce della medaglia, le autorità di Berlino hanno scelto di concentrarsi sulla prima e a renderlo noto è stata Barbara Slowik Meisel, a capo delle forze dell’ordine della capitale tedesca, che ha annunciato l’istituzione di un progetto pilota destinato a creare un registro dei pazienti psichiatrici ritenuti capaci di azioni violente, allo scopo di intervenire prima che questi commettano reati. 

Sviluppato congiuntamente con altri territori federali, il sistema dovrebbe entrare in una fase sperimentale a partire da aprile.

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Come funzionerà l’inserimento nel registro dei pazienti psichiatrici ritenuti potenzialmente pericolosi

La procedura prevede tre stadi successivi. Il primo contatto coinvolge soltanto la polizia e nessun altro tipo di professionista. Dovranno essere gli agenti a identificare, in occasione di interventi e controlli, le persone che ritengono potenzialmente a rischio. Come faranno? Non è chiaro, Slowik parla di parametri “brevi e concisi”, ma, a una domanda della testata ND su quali siano tali parametri che, in pochissimo tempo, dovrebbero far individuare ai poliziotti, senza previa formazione nel campo della psichiatria, le persone con una patologia psichiatrica che possa portare in futuro, potenzialmente, ad azioni violente, la polizia di Berlino non ha risposto. Quello che si può desumere è che questa sorta di “pre-diagnosi” non verrà fatta a fronte dell’acquisizione di un sapere specifico da parte degli agenti, ma con “parametri brevi e concisi”. Questo non è un dato di poco conto, poiché di fatto alla collettività dei cittadini non viene reso noto quali criteri un agente di polizia possa utilizzare per inserire i dati della persona in un registro, che rappresenta il primo passo di un percorso alla fine del quale può esserci la privazione della libertà anche se non si è commesso nessun reato.

Se, da questa prima “valutazione” dovesse emergere un qualche dubbio, infatti, si passerà al secondo stadio: i dati personali dell’individuo in questione verranno trasmessi a un’unità centralizzata presso la direzione competente per una valutazione del rischio. Nel terzo stadio intervengono l’Ufficio criminale del Land e, solo in questa fase, specialisti in ambito psicoterapeutico per stabilire interventi ulteriori e capire se sia opportuno attivare un team per studiare il caso, coinvolgere i servizi socio-psichiatrici, sino a disporre il ricovero coatto su decisione del giudice.

Come è nato il progetto

L’amministrazione interna del Senato ha precisato, in una dichiarazione rilasciata al quotidiano Taz, che l’iniziativa deriva da un gruppo di lavoro federale-statale istituito nel 2021. L’intento originario consisteva nell’identificare precocemente potenziali autori di stragi e attacchi terroristici. Viene da chiedersi se i “criteri semplici e precisi” potessero essere applicati prima di rilasciare l’uomo che accoltellò sei persone su un treno vicino a Brokstedt, nel 2023, nello specifico quando, poco prima di uscire dal carcere, l’uomo era stato sentito parlare da solo, dichiarando di voler essere il nuovo Anis Amri (l’attentatore del mercatino di Natale di Berlino). In quel caso, la perizia psichiatrica lo aveva dichiarato non pericoloso. 

In ogni caso, nel processo operativo delle autorità di Berlino, l’attenzione si è spostata dai possibili stragisti ai pazienti psichiatrici con una presunta propensione alla violenza. Le raccomandazioni elaborate hanno avviato un iter di pianificazione. Dopo la sperimentazione della prossima primavera, seguirà una valutazione per determinare il passaggio alla gestione ordinaria. Non sono stati resi noti i criteri di questa possibile valutazione, per esempio non è chiaro come si misuri l’eventuale percentuale di successo nel caso di ricovero coatto di persone che non hanno ancora commesso un reato, dal momento che è estremamente difficile dimostrare con certezza che, se non fossero state rinchiuse, lo avrebbero commesso.

Attualmente, la polizia di Berlino raccoglie già informazioni sulle persone che si sanno o si presumono soffrire di patologie di tipo psichiatrico. L’indicatore “disturbo psichico e comportamentale” viene assegnato soltanto in presenza di certificazione medica attestante lo stato patologico e un potenziale pericolo per sé o terzi. Riporta sempre ND, tuttavia, che nel 2025 oltre 3000 voci che non rispettavano i requisiti normativi erano state inserite nei database delle forze dell’ordine tedesche. Gli interessati non ricevono notifica dell’inserimento nei registri.

La Germania e la gestione delle emergenze psichiatriche: una storia fallimentare

Dal 2020 a oggi, secondo stime dell’Istituto per i diritti civili e la sicurezza pubblica, 42 persone in crisi psichica sono decedute durante operazioni di polizia: più della metà degli 83 morti complessivi causati dalle forze dell’ordine nello stesso periodo. Da tempo, chi solleva critiche a questo stato di cose richiede una formazione più approfondita per gli agenti, che al momento non viene offerta, e l’intervento prioritario di organismi diversi dalla polizia nel contatto con individui in difficoltà psichica.

Chiara Malz, esponente di BetterPolice, associazione di agenti progressisti, ha dichiarato a taz che l’avvicinamento di poliziotti armati e in divisa a persone in crisi psichica genera dinamiche che frequentemente degenerano. Pur non conoscendo ancora i dettagli della proposta, Malz sostiene che la priorità debba restare l’assistenza attraverso servizi socio-psichiatrici o soccorritori di altro genere e non l’intervento delle forze dell’ordine. A causa del sovraccarico del sistema sanitario, tali compiti vengono però sempre più scaricati sulla polizia, e questo sarebbe, secondo Malz un “approccio sbagliato”.

Vasili Franco, portavoce per la politica interna dei Verdi, ha espresso preoccupazione per la possibile creazione di un “registro di polizia per le persone affette da malattie mentali”, evocando “i periodi più bui della storia tedesca”, un evidente riferimento al fatto che i pazienti psichiatrici, insieme alle persone disabili, siano stati le primissime vittime delle politiche di sterminio sistematico degli individui considerati “indegni di vivere” sotto il regime nazista. Pur ritenendo prematura una valutazione definitiva, Franco sottolinea che l’obiettivo dovrebbe consistere nel trasferimento degli individui nei sistemi di assistenza. Già oggi, afferma, numerosi posti nel servizio socio-psichiatrico rimangono vacanti e gli ambulatori psichiatrici risultano sovraccarichi, ostacolando l’accesso all’assistenza. Secondo Franco, il modello a tre livelli non deve condurre alla creazione di un registro delle persone affette da patologie psichiatriche e le analisi dei rischi non devono equiparare automaticamente tali patologie alla propensione alla violenza.

Die Linke e i Verdi richiedono da tempo squadre di intervento multiprofessionali per assistere adeguatamente persone in stati di emergenza psichica e disinnescare tempestivamente situazioni critiche. Il concetto prevede che polizia, servizi di soccorso, enti di consulenza psicosociale e assistenza sociale elaborino e attuino un “piano d’intervento”. Franco ha fatto notare che la coalizione nero-rossa ha recentemente cancellato un progetto modello di questo tipo dagli ultimi bilanci.

Niklas Schrader, portavoce per la politica interna di Die Linke nel Parlamento regionale, ha dichiarato a nd che la polizia dovrebbe costituire l’ultima e non la prima istanza nel trattamento dei pazienti psichiatrici e ha sottolineato come i tempi di attesa per accedere ai servizi di terapia psicologica e all’assistenza psichiatrica nella capitale siano particolarmente lunghi.

Lara Möller di Justice Collective ha criticato l’iniziativa come parte di una tendenza verso “un anticipo dei poteri di intervento”, che porta alla creazione di registri con dati di persone che non hanno commesso alcun reato. Möller propone squadre di intervento in caso di crisi sul modello statunitense, composte da servizi di emergenza, personale psichiatrico specializzato e persone con esperienza diretta di crisi. I finanziamenti per un progetto pilota di questo tipo previsto a Berlino sono stati eliminati durante l’ultima serie di tagli.

I pazienti psichiatrici pericolosi per terzi sono pochissimi

Sulla testata nd, Jule Meier ha contestato con fermezza la proposta: chi soffre di disturbi psichici necessita di aiuto professionale da assistenti sociali, psicoterapeuti o psichiatri.  Queste persone vengono spesso rappresentate come pericolo per altri, sebbene numerosi studi scientifici smentiscano la correlazione tra malattia mentale e potenziale di pericolosità verso terzi.

Un documento dell’amministrazione del Senato berlinese per la salute del 2025 riconosce esplicitamente che “solo poche persone affette da malattie mentali appartengono al gruppo a rischio che presenta un elevato potenziale di violenza o di reato”.

Il precedente dell’Assia e il coinvolgimento di Palantir

Dal 2025 esiste presso l’Ufficio criminale regionale dell’Assia una task force denominata “Persone con disturbi psichici, autori di reati multipli, autori di atti violenti”. Secondo netzpolitik.org, nel luglio 2025 l’autorità ha controllato sistematicamente circa 1600 persone che presentavano l’annotazione “Disturbi psichici e comportamentali” nei database di polizia, in seguito a precedenti segnalazioni. In caso di sospetto pericolo, la polizia dell’Assia può interrogare i soggetti, emettere divieti di contatto, sorvegliare gli interessati o metterli in custodia cautelare. È contemplato anche l’utilizzo di software di analisi della controversa azienda Palantir, criticata non solo perché offre strumenti di sorveglianza indiscriminata di intere popolazioni, ma anche per i legami del suo fondatore Peter Thiel con l’amministrazione Trump e per le sue posizioni politiche di ultradestra.

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