Germania: le richieste di asilo crollano del 50%. Il governo continua il giro di vite
La Germania ha registrato un crollo nelle richieste di asilo. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, nel 2025 sono state presentate meno della metà delle domande iniziali rispetto all’anno precedente, ovvero circa 113.000 contro quasi 230.000. Per domande iniziali si intendono, evidentemente, le domande di chi chiede asilo per la prima volta e non, per esempio, i ricorsi.
Secondo il Ministero, si tratta di una tendenza in atto da tempo, dopo il picco di 329.000 domande registrato nel 2023.
Anche se si prendono in esame sia le richieste iniziali che quelle successive, il calo risulta evidente. Nel 2025 il totale si è attestato a 168.543 domande, rispetto alle 250.945 del 2024: il 32,8% in meno. Continuando a prendere il 2023 come paragone, si nota un calo altrettanto drastico, dal momento che quell’anno erano state presentate 351.915 domande complessive.
La maggioranza delle richieste di asilo in Germania arrivano dall’Afganistan e dalla Siria
Tra gennaio e novembre 2025, i cittadini afgani hanno presentato il maggior numero di domande in assoluto: ben 59.200. Al secondo posto i siriani con 23.100 richieste, seguiti dai turchi con 13.800.
Questi tre paesi rappresentano la quota più consistente delle domande esaminate dalle autorità tedesche. La Siria, però, occupa una posizione particolare nel dibattito politico tedesco. Dopo la caduta di Bashar al-Assad e il cambio di regime, il governo ha dichiarato conclusa la guerra civile nel Paese, il che ha un’importanza cruciale per la gestione delle richieste di asilo provenienti da quella regione.
La stretta del governo Merz sull’immigrazione
Il ministero ha individuato diverse cause dietro il calo delle domande. I respingimenti alle frontiere, innanzitutto. Poi la sospensione del ricongiungimento familiare per alcune categorie di richiedenti.
Il governo sostiene anche la posizione che l’abolizione della naturalizzazione accelerata abbia ridotto gli incentivi per i richiedenti asilo, anche se quella procedura, introdotta dal governo precedente, era stata usata da relativamente poche persone. Inoltre, le espulsioni sono aumentate. Il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha dichiarato che il governo sta: “regolando con chiarezza e coerenza il fenomeno migratorio”.
Dobrindt ha ribadito il principio alla base della nuova politica migratoria tedesca: chi non ha diritto alla protezione non deve venire e chi commette reati deve andarsene. Il ministro ritiene che il messaggio sia stato recepito a livello internazionale. “Il chiaro segnale proveniente dalla Germania, secondo cui la politica migratoria in Europa è cambiata, è stato recepito dal resto del mondo”, ha dichiarato al tabloid BILD.
Siria: per il governo tedesco è un Paese sicuro
A novembre il cancelliere Friedrich Merz aveva commentato il cambio di regime in Siria dicendo che, per i cittadini siriani, “Non ci sono più motivi per richiedere asilo in Germania”. La coalizione nero-rossa considera chiuso il capitolo della guerra civile dopo la caduta del regime. Il Ministro degli Esteri Wadephul, dopo una visita a Damasco e in altre città della Siria, aveva messo in guardia contro le espulsioni verso un Paese che, ha dichiarato, ricordava “la Germania del dopo guerra”, ma le sue posizioni non sono state recepite dalla coalizione di governo. Così si è arrivato a fine dicembre, quando, per la prima volta dal 2011, una persona è stata espulsa verso la Siria.
La Commissione europea prevede per il 2025 un tasso di espulsioni superiore rispetto al passato. Nel corso dell’anno aveva presentato diversi inasprimenti della legge sull’asilo, anticipando la direzione presa dagli stati membri.



