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Gassi alla piramide urbana di Berlino: il complesso di Hafenplatz

di Elena e Paolo Brasioli, disegno di Paolo Brasioli

Gassi verso una piramide urbana! Sì, infatti, il complesso di edifici che si affaccia su Hafenplatz la ricorda davvero e, appunto, è anche conosciuto come “Pyramide am Hafenplatz”, o anche “Terrassenhaus am Hafenplatz” o “Hafenpiramide”. Comunque, nei documenti di pianificazione urbanistica il progetto è indicato semplicemente come “Hafenplatz 6-10”. Si tratta, in effetti, di un grande complesso residenziale, praticamente un isolato intero, su Hafenplatz, nel quartiere berlinese di Kreuzberg, al limite nord del giardino urbano di Mendelssohn-Bartholdy-Park. Si trova esattamente delimitato tra Hafenplatz, Köthener Straße e Bernburger Straße e una parte del complesso edilizio è realizzata proprio come una linea continua confinante lungo Köthener Straße. Il nome “Hafenplatz” deriva dall’ex porto di Schöneberg che si trovava su questo sito fino al 1960, quando fu interrato. E per la maggior parte della sua esistenza questa articolata architettura è stata utilizzata principalmente come residenza per studenti.

Cosa ci fa una Piramide a Berlino?

La progettazione e la costruzione hanno avuto luogo nel periodo dal 1969 al 1973. In quell’epoca qui attorno c’era una distesa desolata, area ancora sconvolta dalle distruzioni della guerra! L’esecuzione durò due anni e terminò, appunto, nel 1973. Il progetto è un’opera del periodo della maturità creativa dell’architetto berlinese Helmut Ollk (1911-1979). L’elemento determinante essenziale del progetto è il grattacielo residenziale a quattro “stecche”, situato in posizione centrale. La pianta è a forma di croce, con ciascuna delle quattro ali scalate a scendere verso i confini della proprietà. Il punto di incrocio del grattacielo a quattro ali, al centro della proprietà, è anche il punto più alto dell’edificio e conta ben 12 piani. Anche se, appunto, non è una vera piramide, volumetricamente parlando, la forma del caseggiato che sale verso il centro ne richiama la sagoma, e questo si evidenziava fortemente nel paesaggio urbano della Berlino Ovest degli anni del Muro, che era davvero poco distante da qui.

Gli esterni sono costituiti da superfici intonacate di grigio e da lastre prefabbricate di calcestruzzo armato dilavato (cioè con le pietre dell’impasto cementizio evidenziate esteticamente in superficie), mentre le finestre a nastro presentano strutture e profili di color giallo senape. E le aree sottostanti e intorno sono organizzate a giardino condominiale, ad uso pubblico, con tanti prati, Spielplatz e boschetti di betulle abitati da tanti uccellini e scoiattoli! L’edificio è stato utilizzato inoltre, nel 2007, come location per il film del genere horror “Room 205”, diretto dal regista tedesco Rainer Matsutani (1964), dove una studentessa di 19 anni scopre i diversi lati negativi della vita in dormitorio, tra cui una compagna di stanza decisamente spettrale. Infatti, proprio dalle ambientazioni interne ed esterne del complesso di Hafenplatz ne risultano scenografie e ispirazioni emozionali e psicologicamente inquietanti!

Futuro della Piramide di Hafenplatz tra demolizione e memoria urbana

La casa è, dalla fine del 2017, decaduta dal proprio iniziale utilizzo sociale e, ad oggi, il futuro del complesso edilizio è davvero incerto. Da quando poi, nel gennaio 2024, è stato annunciato che esistono piani di intera demolizione, l’edificio è diventato parte della discussione sullo sviluppo urbano e sociale di questa parte di Berlino. Varie associazioni culturali e manifestazioni pubbliche hanno richiesto, anche con dimostrazioni su strada, di preservarne l’esistenza, almeno sulla piazza del porto, quale testimonianza di una Berlino certamente malinconica ma fondante il carattere culturale e sociale di questa parte della Hauptstadt. Wir werden sehen!

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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