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Si aggrava crisi del BSW in Brandeburgo: due ministri in carica lasciano il partito

Si aggrava la crisi dell’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) in Brandeburgo. Dopo l’implosione della coalizione con l’SPD, anche gli ultimi due ministri regionali rimasti in carica hanno deciso di lasciare il partito.

Intanto, il quadro politico regionale resta instabile, mentre i due ex partner di coalizione si attribuiscono a vicenda la responsabilità della fine dell’esecutivo.

Crisi BSW in Brandeburgo: l’uscita dal partito dei ministri Müller e Tabbert

La ministra della Salute Britta Müller e il ministro dei Trasporti Detlef Tabbert hanno annunciato il loro addio al BSW in una dichiarazione trasmessa all’agenzia dpa, dopo le anticipazioni del quotidiano Potsdamer Neuesten Nachrichten. Entrambi hanno motivato la decisione con la necessità di concentrarsi sull’attività di governo, senza essere coinvolti nelle tensioni partitiche.

Secondo quanto riferito, l’obiettivo è garantire continuità amministrativa e mantenere operativi i singoli dicasteri in una fase politica delicata. Con la loro uscita, nessuno dei membri entrati nel governo regionale su mandato del BSW risulta più iscritto al partito.

La fine della coalizione SPD–BSW e le dichiarazioni di Woidke

La rottura tra SPD e BSW è stata formalizzata dal ministro-presidente Dietmar Woidke dopo settimane di scontri interni alla frazione parlamentare del BSW che hanno portato tre deputati ad abbandonare il gruppo, facendo venir meno temporaneamente la maggioranza di governo.

Woidke ha motivato la decisione parlando di instabilità crescente e di un mancato rispetto degli impegni previsti dal contratto di coalizione. La coalizione SPD–BSW, unica nel suo genere a livello federale, si è così conclusa dopo pochi mesi di tensioni continue.

Gli ex alleati si accusano a vicenda

Dopo la rottura, SPD e BSW si sono attribuiti reciprocamente la responsabilità del fallimento. Woidke ha accusato il BSW di essersi disgregato dall’interno, compromettendo la capacità di governo dell’esecutivo regionale. “Il partner di coalizione si è autodistrutto ed è imploso in modo tossico” ha dichiarato testualmente Woidke, sostenendo che l’ex partner di governo non abbia avuto la capacità di impegnarsi pienamente sul contratto di coalizione.

Di segno opposto la posizione della fondatrice del partito, Sahra Wagenknecht. In un intervento sulla piattaforma X, Wagenknecht ha infatti indicato come causa principale della crisi il ministro delle Finanze Robert Crumbach, indipendente, che lunedì ha lasciato sia partito che frazione parlamentare, innescando la degenerazione politica in atto.

L’affondo di Crumbach: “Il BSW non serve più a nulla. Nemmeno come opposizione”

Dal canto suo Crumbach, ex presidente regionale del BSW in Brandeburgo e ora membro della frazione SPD, ha criticato duramente il suo ex partito. In un’intervista allo Spiegel ha sostenuto che il BSW abbia perso la propria funzione originaria, abbandonando la ricerca di soluzioni concrete per concentrarsi sul mero scontro politico. “Il BSW non serve più a nulla. Nemmeno come opposizione” ha chiosato duramente.

I prossimi passi del governo regionale: verso un’alleanza SPD-CDU

Dopo la fine dell’alleanza con il BSW, Woidke ha annunciato l’intenzione di proseguire temporaneamente con un governo di minoranza.

Allo stesso tempo, resta aperta l’ipotesi di una nuova coalizione tra SPD e CDU, che consentirebbe di ricostruire una maggioranza di due voti nel parlamento regionale.

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