Sabotaggio, contrattacchi informatici e licenza di commettere reati: in arrivo poteri più estesi per i servizi segreti tedeschi

Il servizio di intelligence tedesco (BND) potrebbe avere, nel futuro, poteri molto più estesi di quelli attuali. Una bozza legislativa della Cancelleria federale, acquisita da WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung e riportata poi da molti altri media nazionali, delinea un’estensione significativa dell’ambito di azione dei servizi segreti tedeschi. Il focus si sposta dalla raccolta di informazioni alle azioni concrete sul campo.
La proposta normativa comprende 139 paragrafi, contro i 69 attuali e centinaia di pagine di motivazioni legislative accompagnano il testo. Il governo dichiara di voler allineare il BND agli standard dei servizi di intelligence europei, considerati più efficienti e moderni, adeguando al contempo le procedure alle disposizioni della Corte costituzionale federale in materia di trasmissione dei dati.
Operazioni speciali e sabotaggio: i nuovi poteri operativi dei servizi segreti tedeschi
La vera novità sta nelle “misure operative di follow-up”. Quando il Consiglio di sicurezza nazionale dichiara una “situazione speciale di intelligence” caratterizzata da “minaccia sistematica”, il BND potrà infatti mettere in campo facoltà finora inedite, come il sabotaggio segreto all’estero per neutralizzare minacce militari nemiche, operazioni informatiche contro sistemi d’arma. Si tratta di misure volte a indebolire le capacità offensive di possibili avversari.
Il meccanismo, evidentemente, richiede però garanzie parlamentari robuste: il Comitato di controllo parlamentare (PKGr) dovrebbe approvare la valutazione della “situazione speciale” con una maggioranza qualificata dei due terzi.
Il presidente del PKGr Marc Henrichmann (CDU) considera indispensabile il complessivo rafforzamento dell’intelligence, in particolar modo, dichiara, “alla luce dell’attuale situazione di minaccia e nel contesto della cooperazione europea in materia di sicurezza”. Alle testate di RND, Henrichmann non ha menzionato Paesi specifici, ma tutti i media hanno interpretato le sue dichiarazioni come riferimenti impliciti alla Russia.
Dalla difesa all’attacco
Gli attacchi informatici rappresentano un capitolo cruciale della riforma dei servizi segreti. Il BND, con la nuova legge otterrebbe autorizzazione per contrattacchi attivi, come la deviazione di flussi di dati o l’attacco alle infrastrutture IT utilizzate per aggressioni telematiche. Persino droni sospetti sopra proprietà del servizio di intelligence potrebbero essere respinti con “mezzi adeguati”.
Anche il potere di raccolta di informazioni viene notevolmente ampliato. L’uso dei software di riconoscimento facciale, per esempio, diventa uno standard operativo. Inoltre, i servizi segreti potranno introdursi nelle abitazioni per installare software di spionaggio e anche ottenere, dai produttori di veicoli o dalle officine che se ne occupano, informazioni sulla posizione di singoli mezzi di trasporto e sui percorsi effettuati.
La parte “attiva” dello spionaggio include l’installazione di dispositivi di tracciamento su equipaggiamenti militari di Paesi ostili, ma anche il sabotaggio e danneggiamento attivo di strumentazione importante, come sistemi d’arma, tecnologia missilistica, o componenti destinati a programmi nucleari.
Per l’analisi di grandi quantità di dati sarà possibile impiegare l’intelligenza artificiale, mentre i periodi di conservazione di determinate informazioni sensibili dovrebbero passare da dieci a quindici anni, così da individuare più facilmente gli agenti stranieri che tentassero di cambiare identità.
Licenza di commettere reati
Uno dei punti più contestati riguarda la possibilità per alcuni operativi, denominati “collegamenti dei servizi di intelligence”, di commettere specifici reati all’estero, qualora ciò fosse considerato necessario per le loro attività. Gli agenti sotto copertura sarebbero, per esempio, autorizzati a scassinare o danneggiare strutture o veicoli, per ottenere documenti riservati o per altri obiettivi operativi concordati.
In casi eccezionali, minori sopra i sedici anni potrebbero essere reclutati per compiti di questo genere. Inoltre, i dati relativi a minori non verrebbero più cancellati automaticamente. Il motivo di questa deroga è che, nelle ricerche online di personaggi sospetti, emergono spesso fotografie sui social media nelle quali compaiono bambini e la loro immediata eliminazione ostacolerebbe indagini successive.
Potenzialmente controversa è anche una definizione contenuta nel primo paragrafo del testo, nel quale il BND viene definito “servizio di intelligence civile e militare estero della Repubblica Federale Tedesca”. È infatti la prima volta che una legge attribuisce questo status militare al servizio di intelligence. Questa differenza semantica ha potenziali conseguenze anche molto reali, nonché economicamente valutabili, come la possibilità di trasferire, se necessario, gran parte dei mezzi di ricognizione dalla Bundeswehr al BND. A stabilire una necessità del genere sarebbe un’autorità subordinata esclusivamente alla Cancelleria, non integrata nelle strutture delle forze armate in caso di conflitto. In questo caso, il Ministero della Difesa potrebbe anche interpretare questa nuova “giurisdizione” dei servizi segreti tedeschi post-riforma come una sorta di invasione di campo.
Consenso politico
Il Ministero della Giustizia e il Ministero della Difesa devono pronunciarsi sulla riforma, che si trova in una fase iniziale, ma sembra ben lanciata per arrivare all’approvazione nel corso del prossimo anno.
Il vicepresidente del PKGr Konstantin von Notz (Verdi), si è espresso favorevolmente sui piani di ampliamento dei poteri per i servizi segreti tedeschi, soprattutto in vista degli attacchi ibridi che proverrebbero, ha dichiarato a Deutschlandfunk, anche dalla Russia. In generale, questa è una riforma che i Verdi approvano, mostrando disponibilità a discutere persino attacchi informatici preventivi e azioni di sabotaggio, purché inquadrati in norme giuridiche rigorose.




