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Germania pronta a creare “l’esercito più forte d’Europa”: 52 miliardi per la difesa

Berlino passa dalle parole ai fatti. Dopo anni consumati in discussioni su organico, assetti strutturali e dotazioni della Bundeswehr, il governo federale tedesco avvia adesso interventi di portata inedita per rendere più forte l’esercito. Secondo l’agenzia Bloomberg, la commissione bilancio del Bundestag è prossima ad autorizzare un pacchetto da primato: 29 contratti per armamenti, con un valore complessivo circa 52 miliardi di euro.

52 miliardi di euro di acquisizioni militari

I contratti abbracciano ambiti diversi: equipaggiamento e abbigliamento militare di base, ulteriori mezzi corazzati Puma, il sistema missilistico difensivo Arrow-3 e nuovi satelliti di ricognizione..

Il ministero della difesa non ha voluto commentare i dettagli riferiti da Bloomberg. Non li ha però smentiti, lasciando intendere la sostanziale correttezza delle cifre circolate.

La Zeitenwende: verso “l’esercito più forte d’Europa”

Con questa massiccia spinta agli approvvigionamenti, il governo continua il percorso avviato dopo l’attacco russo all’Ucraina. La “Zeitenwende”, il punto di svolta proclamato sotto l’ex cancelliere Olaf Scholz, viene portato avanti dall’attuale cancelliere Friedrich Merz.

Merz ha ribadito lunedì sera, durante un incontro con i cittadini trasmesso da ARD, l’obiettivo di trasformare la Bundeswehr nell’esercito convenzionale più forte d’Europa. Il mondo è “fondamentalmente cambiato”, ha dichiarato il cancelliere. L’obiettivo principale resta rendere la Germania così difendibile “da non dover mai difendersi realmente”.

La riforma del servizio militare

Le acquisizioni miliardarie rappresentano però solo una parte della completa riorganizzazione della Bundeswehr. Con la nuova legge sul servizio militare, ormai approvata dal Bundestag, il governo getta le basi per ampliare a lungo termine il personale dell’esercito.

La legge introduce una visita medica obbligatoria e consente modelli di servizio flessibili. Si tratta di un passo che non significa ancora una completa reintroduzione della leva obbligatoria, ma ne prepara la fattibilità politica e organizzativa. Una porta lasciata socchiusa per eventuali sviluppi futuri, qualora la situazione geopolitica lo richiedesse.

Doppio binario: tecnologia e personale

Considerando gli obblighi crescenti verso la NATO e le persistenti difficoltà di reclutamento, il governo considera entrambe le misure parte della stessa ristrutturazione di sicurezza: equipaggiamento moderno da un lato e personale sufficiente per impiegarlo efficacemente dall’altro. Due facce di una strategia unitaria che mira a far cambiare passo a una Germania che per decenni ha considerato le forze armate principalmente sotto il profilo della riduzione dei costi.

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