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Wiesbaden: acqua potabile contaminata, va bollita prima dell’uso

L’azienda municipalizzata che gestisce la rete idrica die Wiesbaden, capitale dell’Assia, ha individuato tracce di enterococchi nell’acqua potabile durante una verifica di routine. Il campionamento, eseguito il 29 ottobre presso una stazione di monitoraggio nella zona occidentale del centro città, ha mostrato valori anomali e ha portato all’adozione tempestiva di una misura d’emergenza: fino a nuovo ordine, ai cittadini dell’area interessata, è richiesto di bollire l’acqua ri rubinetto prima di usarla. I risultati di laboratorio sono stati comunicati due giorni dopo il rilevamento e l’ordinanza è stata emanata il 31 ottobre. 

Nell’area nella quale si presume sussista la contaminazione dell’acqua vivono circa 270.000 persone. Ci sono alcune eccezioni, che riguardano tre quartieri serviti da infrastrutture separate.

Notifiche a tappeto tramite il sistema di allerta via app

Gli abitanti hanno ricevuto notifiche attraverso l’applicazione NINA dell’Ufficio federale per la protezione civile, che viene usata anche in caso di altre emergenze, come condizioni estreme di maltempo o incendi. Venerdì sera alle 22:30, poi domenica alle 11:45, due messaggi identici sono stati inviati per raggiungere il maggior numero possibile di utenti.

Il comune di Wiesbaden ha anche pubblicato i comunicati ufficiali sul proprio portale online, con traduzioni disponibili in inglese, arabo, turco, ucraino e greco, così da garantire l’accesso alle informazioni anche per le comunità non germanofone residenti nell’area metropolitana.

Gli abitanti di Wiesbaden dovranno far bollire l’acqua potabile prima di utilizzarla 

Nei comunicati è indicato il protocollo da applicare per i diversi utilizzi. L’acqua deve raggiungere i 100 gradi, bollire per almeno tre minuti, quindi essere lasciata a raffreddare lentamente per almeno dieci. Le autorità suggeriscono l’uso di bollitori elettrici per accelerare le procedure. Chi preferisce preparare scorte può conservare l’acqua trattata in contenitori chiusi, idonei al contatto alimentare, mantenendola in ambiente fresco.

Le restrizioni si applicano a specifiche attività: consumo diretto, preparazione di bevande calde e fredde, produzione di cubetti di ghiaccio. Anche il lavaggio di vegetali crudi e frutta fresca richiede acqua bollita o confezionata. Lo stesso vale per l’igiene orale e la medicazione di lesioni cutanee.

Per il lavaggio delle mani, la doccia e lo scarico dei servizi igienici, invece, l’acqua può continuare a essere utilizzata normalmente, senza accorgimenti particolari. Chi presenta ferite aperte, tuttavia, deve coprirle con medicazioni impermeabili prima del contatto con acqua non precedentemente bollita, per esempio nel caso della doccia.

Gli elettrodomestici presentano requisiti variabili. Le lavatrici devono operare ad almeno 40 gradi. Le lavastoviglie domestiche sono considerate sicure oltre i 60 gradi. Per le macchine da caffè, la soglia sale a 82 gradi. Temperature inferiori o sconosciute richiedono l’impiego di acqua precedentemente bollita.

Bambini e donne in gravidanza possono utilizzare acqua bollita senza preoccupazioni particolari. Per i neonati si raccomanda esclusivamente acqua trattata o confezionata.

Gli animali domestici presentano generalmente sistemi immunitari resistenti. In natura consumano spesso acque non sterili senza conseguenze. I proprietari di esemplari particolarmente delicati dovrebbero comunque preferire acqua bollita. Per gli acquari non si possono escludere effetti negativi.

Nel settore commerciale gli standard sono più rigidi. Le lavastoviglie industriali devono garantire risciacqui tra 80 e 85 gradi. Gli impianti di erogazione automatica non possono essere puliti con l’acqua corrente durante il periodo di restrizione.

Che cosa sono gli enterococchi

L’enterococco è un microrganismo normalmente presente nel tratto intestinale di esseri umani e animali. Questi batteri vivono anche in alcuni alimenti fermentati come formaggi stagionati e insaccati crudi. In condizioni ordinarie, non rappresentano un rischio.

Le circa 25 specie identificate includono varietà potenzialmente patogene. I soggetti immunocompromessi possono sviluppare complicazioni in seguito al contatto con questi batteri, come infezioni urinarie o contaminazioni di ferite chirurgiche. Per la popolazione generale il pericolo resta limitato.

Il caso di Wiesbaden: enterococchi nell’acqua potabile

La normativa prevede tolleranza zero in materia di contaminazione dell’acqua potabile ed è per questo che, a Wiesbaden, è scattato un protocollo di sicurezza così rigido. Non si considera infatti accettabile nessun livello, neanche minimo di presenza di enterococco rilevabile in 100 millilitri di acqua potabile. Il motivo è che questi batteri non si moltiplicano nell’acqua, ma devono penetrare dall’esterno. La loro presenza indica quindi contaminazione, probabilmente di materiale fecale, il che rappresenta un possibile veicolo per altri patogeni intestinali anche molto più pericolosi.

Durante le analisi di routine la soglia rimane rigida proprio per questo motivo. Non si tratta tanto del rischio diretto legato agli enterococchi quanto della possibilità che accompagnino organismi più perniciosi provenienti da infiltrazioni di acque reflue o altri elementi contaminanti.

Quando verrà sospeso lo stato di allerta

Le autorità pubbliche e le aziende che si occupano della gestione idrica e della salute pubblica stanno conducendo approfondite analisi della situazione, allo scopo di identificare causa ed estensione della contaminazione. Nei giorni successivi alla scoperta sono stati programmati prelievi aggiuntivi in vari punti della rete di distribuzione.

I campioni raccolti nelle immediate vicinanze della stazione anomala hanno dato esito negativo. Ciò suggerisce un episodio circoscritto piuttosto che una compromissione sistemica dell’intera infrastruttura.

La revoca dell’ordinanza richiede tre risultati consecutivi in cui i campioni siano completamente privi di batteri. 

Reazione della popolazione locale

Sabato mattina numerosi supermercati e negozi specializzati hanno registrato una domanda straordinaria di acqua in bottiglia. Le scorte di acqua naturale si sono esaurite rapidamente. Anche le varietà gassate hanno subito incrementi di vendita superiori alla norma.

L’amministrazione comunale sottolinea che non sussiste situazione di crisi. Si tratta di precauzione sanitaria, non di emergenza acuta. Tuttavia il comportamento dei consumatori riflette comprensibile cautela di fronte a restrizioni mai sperimentate da molti residenti.

Situazioni analoghe in altre città della Germania

Eventi simili si verificano periodicamente in diverse città tedesche. Recentemente Passau e Greifswald hanno affrontato episodi comparabili. La contaminazione batterica dell’acqua potabile, pur non frequente, rientra tra le problematiche gestibili attraverso protocolli consolidati.

I sistemi di monitoraggio prevedono controlli regolari proprio per individuare tempestivamente anomalie. La risposta delle autorità locali segue procedure standardizzate: analisi, comunicazione pubblica, misure preventive, verifica ripetuta fino al ripristino dei parametri di sicurezza.

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