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Muoiono insieme le Gemelle Kessler. Si sono avvalse del suicidio assistito

Non è stato un gesto improvviso, né una tragedia casuale. Le gemelle Kessler, Alice ed Ellen, hanno scelto di morire insieme nella loro abitazione di Grünwald, non lontano da Monaco.

Secondo fonti confermate, le due artiste avevano fissato la data della loro morte per lunedì 17 novembre. In quella giornata, le gemelle avrebbero avuto colloqui preliminari con un avvocato e un medico, arrivati casa loro per assisterle negli ultimi momenti.

Gemelle Kessler: morte insieme, “unite per sempre”

I corpi sono stati rinvenuti da funzionari del commissariato K12, che hanno eseguito l’esame esterno dei corpi: nessun dubbio, nessun intervento di terzi, solo la scelta che le due 89enni avevano programmato da tempo. Le disposizioni testamentarie stabilivano anche i dettagli: volevano riposare nella stessa urna, con le ceneri della madre Elsa e del loro barboncino Yello.

Appena poche settimane prima, il 24 ottobre, le gemelle Kessler erano apparse alla prima dello spettacolo Roncalli “ARTistART”, al Circus Krone. Elegantissime, sorridenti, mano nella mano come sempre. Nessun segnale evidente, almeno in superficie, che quell’uscita pubblica potesse essere l’ultima. Qualcuno, però, aveva colto una lieve incrinatura: una riservatezza insolita, una calma diversa. Forse un addio già in corso, ma senza clamori.

Erano nate nel 1936, a Nerchau. La danza era stato il loro primo linguaggio, appreso dal padre e poi coltivato all’Opera di Lipsia. L’infanzia, tuttavia, era stata anche segnata da perdite e violenza domestica. In base a quanto riportato dal Tagesschau, due fratelli maggiori sarebbero morti di itterizia e tifo e il padre avrebbe avuto problemi di alcol e avrebbe picchiato la moglie e i figli. La paura e la sensazione di non poter contare su nessun altro “ci hanno unite per sempre“, avrebbero ricordato entrambe, anni dopo, su Die Zeit. ”Il nostro legame aveva quindi radici più profonde della normale unione che si instaura tra gemelli: nel nostro caso era anche istinto di sopravvivenza” avevano dichiarato in quella circostanza e quel legame si era, di fatto, cementato per sempre.

Dalla DDR al mondo: sei decenni di palcoscenico

Prima ancora che il Muro cadesse, la famiglia Kessler era riuscita a lasciare la DDR, approdando all’Ovest. Alice ed Ellen avevano appena sedici anni e una carriera pronta a decollare. Da lì, infatti, avevano bruciato una serie di tappe: l’ingaggio per il teatro di rivista Palladium di Düsseldorf nel 1952, l’incontro con il direttore del famoso Lido di Parigi nel 1955 e quindi il debutto nello storico locale sugli Champs-Élysées ad appena 18 anni. Da lì, un circuito internazionale che sembrava non avere confini.

Le due gemelle Kessler hanno infatti calcato le scene a ogni latitudine per 60 anni e duettato con le star del loro tempo, tra cui Fred Astaire, Frank Sinatra e Harry Belafonte. In Italia sono divenute ultranote a partire dal 1961 e il loro “Da-da-un-pa”, che segnava la sigla di apertura del varietà della Rai “Studio Uno”, è ancora oggi il brano a cui gli italiani pensano, quando le sentono nominare. Anche a 80 anni hanno calcato le scenem con il musical di Udo JürgensIch war noch niemals in New York“.

La loro vita è stata un’eterna simbiosi e questo ha reso il loro legame indissolubile, nella vita, nel lavoro e a quanto pare anche nella morte.

Tutte le formalità burocratiche sbrigate negli ultimi giorni

Le gemelle esprimevano da tempo con chiarezza una volontà precisa: non volevano vivere in una condizione di dipendenza. Si definivano fortunate ad essere arrivate a un’età avanzata senza aver bisogno di assistenza, nonostante alcuni problemi di salute, ma per il futuro rifiutavano l’idea di aver bisogno di una casa di riposo e di assistenza continua. “Penso che 90 anni siano sufficienti, in generale. È già molto” aveva chiarito Alice ad agosto, in un’intervista alla Bild.

Negli ultimi giorni avevano sistemato ogni dettaglio: la chiusura dei conti, la disdetta dell’abbonamento all’Abendzeitung di Monaco e un dono all’amica e vicina di casa ottantacinquenne Carolin Reiber, presentatrice televisiva, che sabato ha trovato nella sua cassetta delle lettere un pacchetto delle sorelle, con l’indicazione di aprirlo solo il 18 novembre. All’interno, una collana di giada che aveva sempre ammirato al loro collo. Il resto dell’eredità sarebbe stato interamente devoluto in beneficenza.

Il suicidio assistito in Germania

La Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben (DGHS, Società tedesca per una morte umana) ha confermato alla Bayerischer Rundfunk che si è trattato di un suicidio assistito. Le due donne facevano parte dell’organizzazione da tempo e la loro scelta è stata maturata nel tempo in modo lucido e senza pressioni.

In Germania il suicidio assistito è consentito a determinate condizioni: la persona deve infatti essere maggioranne e agire “in modo autonomo e di propria volontà”. Chi presta aiuto non può inoltre compiere direttamente l’atto che provoca la morte: ciò costituirebbe “eutanasia attiva”, vietata dalla legge.

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