Morte gemelle Kessler: Lauterbach chiede legge sul suicidio assistito
Dopo la morte volontaria di Ellen e Alice Kessler, l’ex ministro della Sanità Karl Lauterbach ha invocato una regolamentazione precisa sul suicidio assistito.
Parlando con il Rheinische Post, Lauterbach ha infatti ribadito che, senza una legge attualmente assente, si rischia di lasciare un tema estremamente delicato in una zona grigia priva di controlli. “Ritengo che per il suicidio assistito sia necessaria una regolamentazione giuridica. L’attuale situazione consente forme di assistenza al suicidio che non sono eticamente accettabili” ha dichiarato il politico dell’SPD.
Suicidio assistito: le difficoltà evidenziate da Lauterbach
“Oggi non è garantito che le persone che intraprendono questa strada non soffrano di disturbi psicologici tali da limitare la loro capacità decisionale” ha specificato Lauterbach, aggiungendo che “non sono inoltre esclusi servizi commerciali nell’ambito dell’assistenza al suicidio”. Secondo l’ex ministro, dunque, non esisterebbe alcuna certezza che le persone che intraprendono questo percorso non siano condizionate da disturbi psicologici in grado di compromettere la loro capacità decisionale e al tempo stesso non esisterebbero barriere sufficienti contro possibili “speculazioni commerciali” legate alla procedura.
Nonostante ciò, Lauterbach si definisce un “convinto sostenitore” del suicidio assistito, una posizione che chiarisce un punto: la sua critica riguarda la carenza di regole, non alla pratica in sé. Ma vediamo il quadro legislativo attuale.
Il “caso Kessler” ha messo in luce un vuoto legislativo
Nel 2020, la Corte costituzionale federale ha annullato il divieto di assistenza al suicidio, fissando alcune condizioni per accedervi. Una decisione che ha aperto una nuova fase, ma senza produrre, almeno finora, una legge che traduca quelle indicazioni in norme operative.
Le parole di Lauterbach rimettono quindi all’ordine del giorno un tema fondamentale, che Il caso Kessler ha solo reso più evidente e che riguarda il delicato equilibrio tra libertà individuale, salute mentale ed etica pubblica.




