Panico a Berlino per “allarme terrorismo” nelle scuole: ma è una notizia falsa. Bufera su uno YouTuber

Domenica pomeriggio, le autorità berlinesi hanno avviato una vasta operazione di verifica di presunte minacce terroristiche contro venti scuole della capitale. Il messaggio, diffuso attraverso servizi di messaggistica e amplificato da un canale Youtube di pseudogiornalismo, nominava esplicitamente diverse istituzioni scolastiche e lanciava l’allarme, parlando d una possibile minaccia legata all’ambiente del terrorismo islamico – il che, comprensibilmente, ha gettato nel panico migliaia di famiglie.
L’allarme “terrorismo” è arrivato da un canale telegram in lingua russa
La catena di diffusione è iniziata domenica mattina quando il canale Telegram “Berlin Berlin TV” ha rilanciato la notizia da una fonte con appena due follower. L’operatore del canale ha presentato denuncia penale tramite la Internetwache berlinese (un servizio simile a quello della polizia postale italiana), ma non ha chiamato il numero di emergenza. Lothar Schwarz, che è proprietario il sia del canale Telegram “Berlin Berlin TV” che dell’omonimo canale YouTube, ha rilanciato la notizia in un video, parlando di “allarme terrorismo acuto per le scuole di Berlino” e innescando così il caos. Il canale esiste da circa cinque anni e conta circa 17.000 follower.
Il messaggio originale era stato pubblicato su un canale Telegram russo creato poco prima, allegando foto di armi. Attraverso i social network e i gruppi WhatsApp di genitori, la notizia si è diffusa istantaneamente. Nel giro di poche ore, il contenuto ha raggiunto numerosi gruppi di genitori e classi. Il numero di emergenza ha ricevuto almeno 900 chiamate. Un portavoce della polizia ha riferito che anche istituti non inclusi nella lista hanno richiesto interventi di protezione. Gli agenti di prevenzione si sono presentati presso 34 scuole di diverso ordine e grado.
In serata, attraverso X e WhatsApp, le forze dell’ordine hanno comunicato che non si registravano segnalazioni concrete di pericolo. Si trattava di informazioni false volte a fomentare paure.
Incongruenze evidenti: nella lista degli obiettivi scuole chiuse da 80 anni
A far sospettare subito che si trattasse di un falso allarme sono state alcune incongruenze, come il fatto che l’elenco delle scuole nel mirino dei presunti terroristi presentasse errori grossolani (una delle scuole inserite nella lista è stata chiusa nel 1945, un’altra ha cambiato nome nel 2012).
La lista comprendeva anche un’associazione per l’educazione multilingue fondata da genitori con figli che crescono parlando tedesco e russo. Oltre ad alcune scuole pubbliche berlinesi e internazionali, comparivano due istituti privati di impronta russa.
Le indagini sul caso sono state affidate alla polizia di Stato competente per i reati politici. Le autorità di sicurezza considerano plausibile, fra gli altri, anche lo scenario della disinformazione mirata. Potrebbe trattarsi tanto di una bravata costruita con l’intelligenza artificiale quanto di un tentativo intenzionale di creare tensione e incertezza.
Il problema della disinformazione: bufera sullo YouTuber che ha diffuso la notizia
Sotto accusa, inevitabilmente, è finito anche Lother Schwarz, accusato di aver usato la propria piattaforma online in modo irresponsabile, generando il panico invece di procedere come si dovrebbe in questi casi, ovvero avvertendo le autorità tramite le hotline e astenendosi dal diffondere informazioni non verificate. Lunedì pomeriggio, lo streamer era ospite in un video di Björn Banane, altro esponente di quella scena di creatori di contenuti che si può definire “pseudo-giornalistica, complottista e legata all’ultradestra.
Nel video, Schwarz racconta per quasi un’ora del trambusto suscitato dalla presunta minaccia. “Come abbiamo già detto, non vogliamo disturbare la quiete pubblica, non sappiamo quanto sia seria una cosa del genere”, sottolinea Björn Banane a un certo punto. “Tuttavia, sono padre di un bambino e non so come gestire un’informazione del genere, quindi ieri sera l’ho diffusa nella mia cerchia di amici privati”. Naturalmente, quando un creatorei di contenuti ha migliaia di follower, anche il concetto di “cerchia privata” può assumere una dimensione diversa rispetto a quella di una persona senza un profilo pubblico.
Schwarz appartiene all’ambiente degli streamer online che si sono affermati durante la pandemia con reportage video pseudogiornalistici sulle proteste contro le misure anti-Covid. Banane ha iniziato a trasmettere in diretta streaming durante la pandemia ed è vicino ad AfD (fra le altre cose, ha pubblicato un singolo dal titolo “Alice für Deutschland” per sostenere la candidatura di Alice Weidel alle elezioni politiche).




