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Merz offende i brasiliani con una frase. Si teme impatto sui negoziati per il clima

Una frase pronunciata a Berlino di ritorno da un viaggio lampo a Belèm, in Amazzonia, ed è subito crisi tra Germania e Brasile. A innescare la tensione è stato il cancelliere federale Friedrich Merz, parlando a un congresso del commercio.

“La settimana scorsa ho chiesto ad alcuni dei giornalisti che erano con me in Brasile: chi di voi vorrebbe restare qui? Nessuno ha alzato la mano” ha dichiarato Merz, che ha aggiunto: “Erano tutti contenti che fossimo tornati in Germania, soprattutto dal posto in cui ci trovavamo”.

Le parole di Merz sul Brasile scatenano polemiche

Il commento è rimbalzato in Brasile con incredibile rapidità, com’era prevedibile. Merz è oltretutto rimasto a Belém meno di venti ore, senza vedere quasi nulla della regione. La città non è certo famosa per avere infrastrutture particolarmente adatta ai grandi eventi, eppure rappresenta simbolicamente, l’ingresso al cuore della foresta e alla cultura dei popoli amazzonici.

Per molti, proprio per questo, le parole del cancelliere sono state un colpo basso. “Il commento è stato insensibile”, ha detto Ady Kayany, del popolo indigeno Xukuru. “Quando accogliamo qualcuno, non apriamo solo i nostri cuori, ma anche il nostro spazio sacro”, ha ribadito.

Lula e le critiche sul “vecchio sguardo europeo”

Tra i primi a replicare c’è stato inoltre Lula da Silva. Il presidente ha suggerito cosa Merz avrebbe dovuto fare per capire Belém: conoscere meglio la regione, sedersi in un bar del Pará, ballare, assaggiare la cucina locale. Magari provare la manicoba, piatto tipico della zona. Solo così, ha detto Lula, avrebbe potuto capire che la qualità della vita che Belém e lo Stato del Pará offrono è molto più alta, a suo dire, di quella offerta da Berlino.

Ancora più diretto è stato il sindaco Igor Normando, che ha definito le parole di Merz “arroganti e prevenute” e ha ricordato che la maggior parte dei visitatori internazionali aveva apprezzato Belém.

“Vorrei che rispettasse un po’ di più il nostro Brasile. Noi non abbiamo, come gli europei, saccheggiato altre culture per poi dire di averle scoperte” ha invece dichiarato la cittadina brasiliana Hosana Puruburá.

Il possibile impatto politico sui negoziati sul clima

Secondo David Ryfisch di Germanwatch, commenti del genere non aiutano affatto i negoziatori tedeschi al vertice sul clima. La vicenda è stata inoltre aggravata dal fatto che Merz, pur sostenendo il progetto brasiliano di un fondo per la protezione della foresta, non abbia indicato cifre precise. Un dettaglio non secondario, in piena fase negoziale, e un elemento che, sommato alla frase diventata virale, non ha di certo aiutato la squadra tedesca alla la Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici (COP).

“Credo che non abbia idea di cosa significhi un affronto diplomatico del genere, né di come venga recepito qui, proprio mentre entriamo nella fase calda delle trattative” ha precisato Ryfisch.

Intanto il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider (SPD) ha provato a limitare i danni. Foto con il sindaco di Belém, visite a progetti locali, incontri con pescatori dell’Amazzonia. “Peccato non poter restare più a lungo dopo la COP30. Avrei già qualche programma: magari andare a pescare con i miei amici dell’Amazzonia” ha scritto sui social. Nel suo intervento ufficiale, poi, ha definito il Brasile “un Paese meraviglioso, con persone straordinarie“.

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