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LoST EU: i formaggi DOP italiani incontrano la migliore pizza di Berlino

A Berlino, l’italianità è una parte fondamentale della cultura gastronomica – e non solo per la nostra
comunità. Si percepisce nelle pizzerie che hanno trasformato interi quartieri, nelle trattorie dove il concetto stesso di convivialità ha trovato una nuova dimensione, creata tanti anni fa dai nostri connazionali e oggi apprezzata anche dalla popolazione cosmopolita della metropoli. La gastronomia italiana ha riscritto il modo in cui la capitale tedesca vive il piacere del cibo, portando quella lentezza mediterranea, quel gusto per la condivisione che rende la nostra cucina celebre in tutto il mondo. Non è solo gastronomia. È un’impronta culturale profonda, un’identità che passa attraverso i sapori. Proprio questa tradizione gastronomica italiana si è arricchita di un nuovo capitolo domenica scorsa, con la seconda edizione berlinese di LoST EU (Looking for the Sustainability of Taste in Europe) che, in questa occasione, ha collaborato con Pizza Fest, per proporre un concetto nuovo, che andasse oltre la solita narrazione sulla cucina italiana. Un evento che ha confermato quanto la comunità italiana continui a plasmare il panorama gastronomico berlinese.

L’affluenza ha superato le aspettative. Non si è trattato della classica manifestazione enogastronomica. Professionisti della ristorazione locale, grossisti, appassionati: tutti hanno riempito gli spazi del Café Aedes, attratti dalla possibilità di degustare formaggi che in Germania risultano quasi introvabili. Otto denominazioni DOP provenienti da cinque regioni italiane: dal Piemonte alla Sicilia, passando per Lombardia, Trentino e Campania.

Formaggi dop

Prodotti caseari sostenibili e preparazioni originali: Lost EU porta l’eccellenza casearia italiana a Berlino

Gli organizzatori hanno puntato su un elemento preciso. I formaggi presentati non erano solo eccellenti dal punto di vista del gusto e della genuinità, ma soprattutto rappresentavano esempi concreti di sostenibilità nella produzione casearia italiana. Piccole denominazioni, metodi artigianali, rispetto del territorio e delle razze autoctone: tutto questo accomuna i formaggi che fanno parte del progetto LOST EU.

Murazzano, Ossolano, Roccaverano, Strachitunt, Puzzone di Moena, Provolone del Monaco, Pecorino Siciliano e Vastedda della Valle del Belice. Nomi che raccontano storie centenarie, legate a territori specifici e a pratiche zootecniche tradizionali. Formaggi che in alcuni casi negli ultimi decenni hanno rischiato di scomparire, salvati dall’impegno e dalla perseveranza di consorzi di tutela e produttori che hanno scelto di non standardizzare i processi.

Francesco Scognamiglio, titolare della pizzeria Partenope e cofondatore di Pizza Fest, racconta al pubblico le sue pizze speciali, realizzate con i formaggi DOP.

La qualità è indiscutibile, ma questo evento andava oltre, sperimentando con l’utilizzo di queste eccezionali produzioni casearie nella creazione di pizze davvero fuori dal comune. Francesco Scognamiglio, fondatore di Partenope 081 nel quartiere di Friedrichshain e co fondatore di Pizza Fest, ha lavorato seguendo un ricettario appositamente realizzato dai produttori caseari. Ricette che affondano le radici nelle tradizioni regionali italiane, rielaborate per valorizzare le caratteristiche uniche di ogni formaggio.

LoST EU porta avanti un piano di promozione e di eventi finalizzati alla valorizzazione di alcune eccellenze casearie italiane. Eccellenze che rappresentano una delle tante ricchezze del patrimonio gastronomico locale, oltre che un esempio di sostenibilità. Il progetto è sostenuto dall’Unione Europea e punta a documentare come la tradizione casearia italiana possa coniugare qualità, autenticità e rispetto ambientale.

Lost EU a Berlino: un percorso di degustazione tra territori e innovazione

A mezzogiorno alla presenza di giornalisti e professionisti del settore nelle sale del Bar Café Aedes di Berlino è iniziata la presentazione del ricettario con tanti piatti delle diverse tradizioni regionali che mettono al centro i formaggi DOP certificati dei diversi territori regionali. Alle tredici è partito il Walk Around Tasting: con banchi dedicati alla degustazione didattica dei diversi formaggi proposti, e uno spazio dedicato alle pizze che li vedevano protagonisti.

La pizza alla Nerano ha utilizzato Provolone del Monaco con crema di zucchine e basilico fresco. La Valser combinava Ossolano DOP e pancetta. La variante Ladina prevedeva Puzzone di Moena DOP insieme allo Speck delle Dolomiti. Dalla Sicilia è arrivata la pizza Robba: guanciale di suino, Vastedda e mandorle in una composizione che ha stupito per l’equilibrio dei sapori. Il Piemonte ha trovato espressione nella pizza al Roccaverano DOP, che incorporava peperoni arrostiti, patate e robiola DOP di capra.

Le preparazioni erano pensate per valorizzare gli ingredienti: ogni combinazione raccontava una specificità territoriale, un modo diverso di intendere un piatto che, pur avendo radici napoletane, ha assunto nel tempo caratteristiche identitarie differenti in ogni regione italiana.

Un momento di aggregazione per la gastronomia italiana a Berlino

I partecipanti hanno apprezzato la possibilità di accedere a formaggi di altissima qualità, prodotti che il mercato tedesco attualmente non offre. Tra il pubblico, oltre agli appassionati, diversi esponenti storici della ristorazione italiana a Berlino. Figure che costituiscono un pilastro della comunità italiana nella capitale tedesca.

Fabio Esposito, Gestore di Aedes (al centro) insieme alla famiglia Bianco, che gestisce da oltre trent’anni la storica Trattoria A Muntagnola di Berlino

Ristoratori e grossisti hanno mostrato interesse concreto, in un evento che ha rappresentato un’occasione per valutare possibilità commerciali, per comprendere come questi prodotti sostenibili e di qualità certificata possano trovare spazio nel mercato berlinese.

A colpire è stata soprattutto la varietà dei formaggi: texture diverse, stagionature differenti, profili aromatici che spaziavano dal delicato all’intenso, prodotti che introducevano stratificazioni di gusto difficilmente replicabili con lavorazioni standardizzate su larga scala.

Oltre i classici: un format che guarda al futuro della gastronomia

Il format proposto ha intercettato un pubblico specifico. Chi cerca esperienze che vadano oltre i “grandi classici”, verso sperimentazioni gastronomiche insolite e sapori autentici. Il percorso di degustazione ha affiancato, non sostituito, le preparazioni classiche con alternative che hanno testimoniato la ricchezza delle produzioni casearie italiane certificate

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