Gassi - A spasso con MerlinGuida Germania

Gassi alla Villa von der Heydt: un gioiello nascosto nel cuore di Berlino

di Elena e Paolo Brasioli, disegno di Paolo Brasioli

Gassi verso un’elegante e solitaria villa tutta bianca, che appare tra le chiome e si riflette leggiadra sull’acqua! Già, la Villa von der Heydt è un edificio molto rappresentativo della seconda metà del XIX secolo nel quartiere berlinese di Tiergarten, nel distretto di Mitte. La villa si trova nel complesso Calandrelli, a nord del Landwehrkanal, all’estremità occidentale della strada Reichpietschufer, in Von-der-Heydt-Straße 16-18. A ovest della proprietà si trova l’Archivio Bauhaus! Essa è particolarmente preziosa perché è una delle più antiche e l’unica villa indipendente conservata del XIX secolo, quando qui, nel Tiergartenviertel, un tempo ve ne erano numerose e bellissime!

August von der Heydt: il banchiere e ministro che ispirò un capolavoro architettonico

Il suo committente, August Freiherr von der Heydt (1801-1874), fu banchiere e ministro nell’ultimo gabinetto del primo ministro prussiano Otto von Bismarck, prima della fondazione del Reich nel 1871. La villa, in una posizione attraente sul Landwehrkanal, fu costruita tra il 1860 e il 1862 come residenza privata e fu inaugurata nel novembre 1863.

L’architetto della casa era Hermann Ende (1829-1907), il cui ufficio (Ende e Böckmann) progettò e costruì numerose ville nel quartiere diplomatico di Berlino-Tiergarten e a Potsdam-Neubabelsberg.

Architettura e stile della Villa von der Heydt

Questo edificio è caratterizzato dal suo design simmetrico e dai motivi ornamentali classici, con chiari richiami rinascimentali nello stile emergente intorno al 1860. Sopra un piano rialzato alto c’è un piano superiore più basso.

L’ingresso sul fronte della strada è progettato con un classico timpano, mentre la facciata sud, rivolta verso il Landwehrkanal, è accentuata da una finestra a bovindo semicircolare. Il segno distintivo della facciata orientale è un portale con timpano e colonne ioniche, con un’anticamera aperta e una scala che conduce al giardino di ispirazione palladiana. Nel giardino della villa si trovano busti di marmo e altre decorazioni.

Dalla famiglia von der Heydt al Terzo Reich: la storia di una villa berlinese

Poi, nel 1869, August von der Heydt andò in pensione e visse nella casa fino alla sua morte nel 1874. Suo figlio ed erede, il diplomatico Eduard von der Heydt, affittò la villa nel 1878 al primo inviato dell’Impero Cinese nell’Impero Tedesco.

Dopo che l’ambasciata cinese si trasferì nel 1890, la famiglia von der Heydt utilizzò nuovamente la proprietà. Il banchiere e collezionista d’arte Karl von der Heydt gestiva uno dei salotti culturali più famosi di Berlino.

Nel 1919 vendette la villa all’Allgemeiner Deutsche Sportverein e.V., dietro il cui nome pare si nascondesse un esclusivo club di gioco illegale. Nel marzo 1937 la proprietà fu venduta alla Bayerische Vereinsbank, per essere poi acquistata dal Terzo Reich tedesco nel marzo 1938.

Nel novembre 1944 la villa fu gravemente danneggiata dai bombardamenti e solo il seminterrato e le pareti esterne rimasero in gran parte intatte.

La rinascita della Villa von der Heydt e il suo valore culturale

I resti dell’edificio furono provvisoriamente resi nuovamente utilizzabili. Dopo la fine della guerra, una distilleria segreta lavorava temporaneamente nel seminterrato. Dal 1957 le cantine furono usate per la produzione di dolci e, dal 1959 al 1967, per la produzione di cioccolatini.

La proprietà, con i resti della casa, fu anche utilizzata come affascinante ambientazione per un film di spionaggio.

Nel 1971 l’allora Direzione Federale dell’Edilizia iniziò a pianificare la ricostruzione. Dal 1966 venne classificata come monumento storico. Tra il 1976 e il 1980 il bell’edificio fu ricostruito e da allora è sede del Presidente e della sede centrale della Fondazione del Patrimonio Culturale Prussiano!

Sehr schön!

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio